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IL CROGIOLO - 12 - Padoa-Schioppa, il tesoretto, la scienza della comunicazione

In conversazioni private con alcuni suoi collaboratori (ascoltate, non si sa quanto furtivamente, da alcuni giornalisti) Padoa-Schioppa Ministro dell'Economia del Governo dimissionario, argomentava della inesistenza del ‘tesoretto’ - di quelle risorse cioè  pari a 7-8 miliardi di euro, frutto della lotta all'evasione e di altre misure virtuose di finanza pubblica.

La pubblicazione della notizia ha scatenato le reazioni più diverse. I sindacati, a ragione, vedono minacciata la promessa fatta dal Governo dimissionario di redistribuire a salari e stipendi tali risorse. Il costituito polo delle sinistre insieme al Pdl di Berlusconi attaccano il governo uscente, i primi sostenendo che il tesoretto esiste, i secondi accusandolo di essere totalmente inaffidabile sui conti pubblici presentati e sul risanamento attuato.

Il Pd, che ha impostato la campagna elettorale sulla valorizzazione della politica di risanamento attuata dal governo Prodi e dallo stesso Padoa-Schioppa, che ha permesso di accantonare risorse da iniziare a distribuire a favore dei salari e degli stipendi già a partire da questa finanziaria, è oggettivamente in difficoltà. Infatti, sostiene che solo la prematura caduta del governo Prodi ha impedito il varo di un apposito provvedimento di legge per destinare ai consumi parte considerevole di queste risorse tesaurizzate.

Il nostro Ministro dell’Economia, a cui andrebbe assegnato un Master in comunicazione, (alcune sue perle vanno ricordate: ‘i bamboccioni’, ‘pagare le tasse è bello’) ha compreso di essersi cacciato in un ginepraio. Forse qualcuno alla fine del suo mandato gli ha fatto capire che il ruolo di funzionario pubblico di altissimo livello è differente dal ruolo svolto come Ministro, sovraesposto mediaticamente e le cui confidenze possono essere utilizzate e distorte, soprattutto oggi che siamo in campagna elettorale.

Cosa ancora più grave sono poi i suoi tentennamenti senza fine. In queste ultime ore rilascia interviste nelle quali afferma che per essere certi dell'esistenza o meno del tesoretto occorra attendere la relazione trimestrale di cassa della fine di marzo. E allora, prima di mettere in moto questa bagarre, non sarebbbe stato prudente da parte sua attendere silenzioso la trimestrale di cassa senza avventurarsi in previsioni?

Un risultato comunque lo ha ottenuto; sarà uno dei bersagli preferiti in campagna elettorale sia di Berlusconi che di Bertinotti -con danni irreversibili alla sua tanto curata e malcurata immagine.

Mario Pennetta

Pubblicato il 13/2/2008 alle 15.20 nella rubrica IL CROGIOLO.

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