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LO STATO DEL MERIDIONE - 2 - Filippo Piccione, Due o tre cose sull'economia dello Stato del Meridione

‘Ndrangheta

Le inchieste recenti della Magistratura e dell’Antimafia hanno appurato  che nei cantieri aperti lungo i 229 chilometri di questa tragicomica autostrada che è la 'Salerno - Reggio Calabria' le famiglie della ‘Ndrangheta si spartiscono i relativi fondi. Il sistema è collaudato: una tangente del 3% sull’importo complessivo dei lavori e l’affidamento di sub-appalti e/o forniture di cemento e bitume a ditte ed imprese corrotte. L’impresa che vince l’appalto, per ogni lotto dei lavori o paga il “pizzo” o viene estromessa, o peggio.

A disciplinare la materia degli appalti pubblici esiste, oltre ad una legislazione nazionale, una normativa europea che stabilisce i criteri per consentire di partecipare alla gara anche alle imprese di altri paesi. Si tratta di un corpo di disposizioni che non dovrebbe favorire alcun tipo di infiltrazioni o alterazione delle regole della  libera concorrenza e del rispetto del diritto. Si è accertato invece che le dodici famiglie della ‘Ndrangheta che hanno il controllo dei vari tratti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, sono in grado  di decidere persino i tempi dell’esecuzione delle opere, le eventuali varianti (come quella voluta e realizzata dalla cosca dei Piromalli, del raccordo autostradale per Gioia Tauro), ed invischiare nei loro progetti imprese di rilievo nazionale ed internazionale.

Gli introiti derivanti da queste operazioni ammontano a centinaia di  milioni di euro, e sono utilizzati soprattutto per il traffico di droga e di armi. Con le cosiddette indagini “Arca” e “Tamburo”, che hanno portato all’arresto e alla condanna di alcuni  imprenditori ed esponenti di spicco della criminalità organizzata, sono stati confiscati oltre 50 milioni di euro in beni e in immobili, e sono in corso sequestri di aziende per un valore di oltre 5 milioni.

Mafia

L’iniziativa di Confindustria in Sicilia, volta a respingere le imprese che fanno parte dell’Associazione se sono o sono state colluse con La Mafia, potrebbe e dovrebbe valere anche per la Calabria, dove grandi imprese del Nord hanno raggiunto su importanti appalti accordi con le cosche. Il pacchetto - sicurezza in discussione in Parlamento conteneva la disciplina del comportamento virtuoso per le imprese che vengono in contatto con le famiglie della ‘Ndrangheta. La caduta del governo Prodi ne ha bloccato l’iter.

Camorra

Anche sul fronte dei  rifiuti in Campania e a Napoli, prima esplodesse l’emergenza di queste settimane, lo Stato si era dotato di una legislazione adeguata con il Codice dell’Ambiente, consentendo alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine di poter combattere l’organizzazione del traffico illecito dei rifiuti. Nel lessico politico e sociale il termine “ecomafia” indica il traffico illegale di rifiuti speciali urbani e tossici provenienti dal Nord Italia, con epicentro in Campania. L’estensione delle aree interessate, il numero dei soggetti coinvolti, le complicità politiche ed amministrative e la specializzazione organizzativa della Camorra (sono una decina i clan che fanno capo ai Casalesi, Nuvoletta, Galasso) hanno assunto negli anni un’enorme rilevanza e una crescente pericolosità. Nell’ultimo rapporto di Legambiente il volume dei rifiuti speciali che ogni anno spariscono nel nulla produce un giro d’affari di 7 miliardi di euro.

Per fronteggiare tale emergenza il paradigma di riferimento è costituito dai classici tre fattori: una legislazione aggiornata, forze dell’ordine attrezzate, una magistratura specializzata. A questi occorre aggiungere la collaborazione del mondo delle imprese e delle forze sindacali. Ma l’azione di contrasto della gestione criminale del  ciclo dei rifiuti deve fare i conti ( come ha detto chiaro e tondo Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia) “con imprese legali, rispettabili uomini d’affari, funzionari pubblici, operatori del settore dei rifiuti, mediatori, faccendieri, tecnici di laboratori di analisi e imprenditori nel campo dei trasporti. Gente che, inserita nel mercato legale, si trova o è costretta ad imboccare la via dell’illegalità, della simulazione, della corruzione, dell’evasione sistematica di ogni regola.”

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La guerra (economica e militare) tra lo Stato Nazionale e lo Stato del Meridione è in corso. L’asprezza dello scontro è testimoniata dalla nomina di un ex-capo della Polizia di Stato (Gianni De Gennaro) a Commissario Straordinario per i rifiuti in Campania, dal recente arresto di Vincenzo Licciardi superlatitante  della Camorra e dei capi della Mafia italo-americana appartenenti alle famiglie storiche Lo Piccolo e Gambino.

Filippo Piccione

Pubblicato il 10/2/2008 alle 6.2 nella rubrica LO STATO DEL MERIDIONE.

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