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IL CROGIOLO - 10 - Mario Pennetta, Congiuntura economica internazionale

La Banca centrale americana, la Fed, è intervenuta nuovamente sui  tassi d'interesse portando quello del Fed Fund al 3%. I fondi federali son prestiti interbancari a breve che le banche si scambiano e che appena 4 mesi fa erano al 5,25%. E' la risposta della Banca centrale alla recessione in atto dell'economia americana. Lo statuto della Fed, infatti, prevede che la stessa debba vigilare non solo sulla stabilità della moneta ma anche sulla stabiltà dei mercati finanziari e pertanto sullo sviluppo dell'economia. Coerentemente quindi il Governatore Bernake da mesi attua una ripetuta discesa dei tassi al fine di rilanciare l'economia.

Al contrario la Banca Centrale Europea, la BCE, che per statuto deve solo salvaguardare la stabilità del valore dell'euro e prevenire un crescita dell'inflazione, ha lasciato il tasso di riferimento al 4% dal giugno 2007 - quando lo innalzò di un quarto di punto.

In Gran Bretagna il tasso interbancario è stato portato al 5,5%  il 6 dicembre 2007 con un taglio dello 0,25%.

La Banca del Giappone ha portato il tasso di riferimento allo 0,75% a febbraio 2007.

Le ultime previsioni effettuate dagli organismi internazionali confermano l'arresto della crescita americana. Il Pil, il Prodotto interno lordo, infatti, nel 2007 in USA è aumentato del 2,2%. Le componenti positive della crescita sono stati: i consumi  privati, l'export e la spesa pubblica. In negativo hanno giocato le scorte in quanto gli industriali americani invece di produrre hanno venduto quello che avevano in magazzino con una diminuzione della produzione e quindi del Pil. Le previsioni per il 2008 sono negative infatti si stima una crescita del solo 1,5%.
Le previsioni di crescita del Fmi per Eurolandia per il 2008 sono state ribassate all’1,6% dal 2,1%.
Per l’Italia la crescita del 2007 è prevista dell’1,7% mentre la stima della crescita per il 2008 è stata portata allo 0,8% dall’1,3%.
Si prevede per il 2008 un rallentamento generalizzato dell'economia internazionale che le borse mondiali, da mesi in calo verticale, hanno anticipato.
Secondo stime Eurostat, a gennaio la media dei paesi dell'area euro ha raggiunto il 3,2% di inflazione, le cause sono da attribuire al prezzo del petrolio e alla spesa alimentare.

Stime di crescita, variazioni percentuale annua

Pil

Stime 2007

Proiezione 2008

Variazioni

Stati Uniti

2,2

1,5

- 0,7

Eurozona (a 15)

2,6

1,6

- 1,0

Italia

1,7

0,8

- 0,9

Giappone

1,9

1,5

- 0,4

Mercati emergenti

7,8

6,9

- 0,9

Africa

6,0

7,0

1,0

Europa centro-orientale

5,5

4,6

- 0,9

Mondo

4,9

4,1

- 0,8

                                                                              Fonte. Fmi

L’economia mondiale crescerà del 4,1% nel 2008 mentre nel 2007 l’incremento era stato del 4,9%. Il rallentamento è stato causato dagli USA epicentro della crisi finanziaria. Analizzereno nel prossimo articolo le cause che hanno determinato la crisi negli USA ed i meccanismi di trasmissione, di carattere prevalentemente finanziario in Europa, di questa crisi. Il rallentamento dello sviluppo in Cina, India, Brasile e Russia fanno riferimento ad altre cause che hanno origine nell'economia reale che andranno indagate al fine anche di comprendere se, nella fase attuale del loro sviluppo, potranno sostituire come locomotiva l'economia americana, evitando o rendendo meno grave le crisi che ciclicamente toccano il sistema economico internazionale.

Mario Pennetta

 

Pubblicato il 8/2/2008 alle 6.54 nella rubrica IL CROGIOLO.

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