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IL CROGIOLO - 8 - Mario Pennetta, L'euro sostituirà il dollaro come moneta di riserva internazionale? (2)

Nel post precedente abbiamo sostenuto che l’euro progressivamente affiancherà il dollaro come moneta di riserva internazionale, in quanto gli investitori istituzionali e le banche centrali hanno fiducia nella Banca Centrale Europea (BCE), nel suo Statuto che prevede come compito principale la salvaguardia della stabilità della moneta. L’euro però non sostituirà il dollaro in quanto  moneta  di un paese egemone (gli Stati Uniti – USA - del secondo dopoguerra), dato che l’Unione Europea (UE) oggi versa in una profonda crisi politica che sta portando i singoli paesi europei sempre più a definire una propria politica industriale, fiscale ecc.

Un esempio è rappresentato dal viaggio del presidente francese Sarkozy in Cina nel mese di novembre. Al seguito erano presenti ministri economici ed industriali i quali hanno stipulato, con la Cina, una serie di contratti che hanno premiato la grande industria francese: fornitura di 160 Airbus alle compagnie aeree cinesi per un totale di 10 miliardi di euro, vendita da parte della  multinazionale Areva di due reattori nucleari all’ente energetico China Guangdong Nuclear Power per 8 miliardi di euro, stipula di accordi tra Alcatel  con China Mobile per una fornitura da 750 milioni di euro.

Anche la Germania è riuscita a crearsi un ruolo di primario fornitore di beni complessi d’investimento per l’industria cinese; una complementarietà che le impedisce di fare la voce grossa contro la politica della Cina e che fa sì che una percentuale alta delle esportazioni tedesche dipendano dall’incremento del PIL di questo paese.

Nello stesso periodo era presente in Cina  anche una delegazione ad alto livello istituzionale europeo composta da Jean Claude Trichet, presidente della BCE, da Jean Claude Juncker, presidente dell’euro gruppo e da Joaquin Almunia commissario UE agli Affari economici e monetari. La delegazione ha incontrato i vertici economici e politici cinesi con lo scopo di concordare un progressivo apprezzamento dello yuan, la moneta cinese. La risposta è stata interlocutoria, hanno concordato sulla necessità di un apprezzamento ma non si sono impegnati a favorirlo come gli interessi dei paesi UE vorrebbero. I cinesi hanno anzi sottolineato che dal luglio 2005, anno dell’abbandono del cambio fisso, la moneta cinese ha continuato ad apprezzarsi e hanno ribadito che se lo yuan si è deprezzato nei confronti dell’euro la colpa principale è del dollaro e della sua debolezza (ciò avviene perché chi è in possesso di dollari per il timore di un suo deprezzamento futuro li vende acquistando euro che si rivalutano). Inoltre poco o niente la delegazione europea ha ottenuto per quanto concerne la lotta alla contraffazione di merci che l’industria cinese pratica contravvenendo a tutte le norme che regolano il commercio internazionale.
Debolezza politica dell’UE e forza della sua moneta, debolezza del dollaro e dell’economia statunitense, sviluppo dell’economia cinese ed indiana e crescente ruolo delle loro monete, prefigurano un cambiamento di ruoli in un futuro non tanto remoto, dove la Cina occuperà un posto di rilievo, se non egemonico, nell’economia internazionale. Ma la Cina occuperà anche un ruolo di egemonia politica e militare soppiantando gli USA? O per la prima volta nella storia avremo una diarchia e cioè un paese egemone come potenza politico-miltare, gli USA e un paese egemone in campo economico, la Cina? (2 Fine)

Mario Pennetta

Pubblicato il 22/1/2008 alle 6.8 nella rubrica IL CROGIOLO.

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