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LO STATO DEL MERIDIONE - 1 - Filippo Piccione, Poche parole promettenti

[Nasce oggi una nuova rubrica mensile dal titolo LO STATO DEL MERIDIONE, di Filippo Piccione, meridionale di nascita, italiano d’adozione, europeo per vocazione - un grande amico di lunga durata. Questo blog-rivista è radicato nell’amicizia, e inclina alla sperimentazione.]

Fulmini]


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Poche parole promettenti

Il compito che mi è stato affidato da Fulmini consiste nello stilare una serie di resoconti documentali della condizione meridionale. ‘Lo Stato del Meridione’ vuol dire da questo punto di vista (resoconti documentali)  ‘Lo Stato delle cose del Meridione’. Già, come sta effettivamente (effettualmente – direbbe Machiavelli) il Meridione?

Il titolo della rubrica allude esplicitamente anche allo ‘Stato” del “Meridione’ come contrapposto allo ‘Stato Italiano’. Illegittimamente contrapposto.

Lo “Stato”, infatti, è per definizione “persona giuridica sovrana costituita dalla organizzazione politica di un gruppo sociale stanziato stabilmente su un territorio”, e lo “Stato nazionale” è “detentore del monopolio della forza fisica legittima” (ha detto Max Weber) nel territorio nazionale. Ma questo monopolio statale nazionale della forza fisica legittima è messo militarmente, socialmente, economicamente, politicamente, culturalmente in discussione da quella specie di ‘Contro-Stato’ rappresentato dalle grandi organizzazioni criminali quali la Mafia, la ’Ndrangheta, la Camorra nelle regioni meridionali della Sicilia, della Calabria, della Campania.

Enzo Biagi giornalista così descrive gli uomini della Mafia: “Hanno il vero potere e lo dimostrano. Colpiscono quando e come vogliono. Nel loro territorio, la Sicilia, che intendono proteggere dall’intromissione di un’altra forza, assai più debole, ma li disturba. Lo Stato”.

Michele Ainis costituzionalista (nel suo recente libro Stato Matto) così descrive lo Stato Italiano: “Da noi lo Stato è piuttosto sinonimo di stasi, è l’immagine d’un corpaccione mai cresciuto, che non ce la fa a reggersi in piedi. E la stasi richiama a sua volta la metastasi.”

Piero Scoppola storico infine così descrive lo stato d’animo degli italiani: “Disincanto morale, sfiducia nella legalità, nello Stato e in una classe politica in continua espansione numerica, ma in molti casi in regressione qualitativa.”

Ebbene, noi cercheremo di fare pure e semplici analisi effettuali della condizione meridionale, dello Stato del Meridione in rapporto allo Stato Italiano (ed alla Unione Europea). Risponderemo, dati alla mano, a domande come queste:

Cosa comporta la forma istituzionale specifica delle forze (locali, regionali, nazionali) in gioco? La Sicilia, per esempio, ha uno Statuto Speciale.

Quali sono le dimensioni economiche
delle grandi organizzazioni criminali meridionali e dello Stato nazionale italiano? Pensiamo alla Finanziaria dello Stato nazionale in rapporto alle Finanziarie della Mafia, della ‘Ndrangheta, della Camorra.

Quali sono i fenomeni di dissenso (all’interno dello Stato del Meridione) nei confronti dello Stato nazionale, e quali i fenomeni di straordinario consenso? Stiamo pensando ai Ragazzi di Locri.

Quali sono i rapporti di forza militare tra lo Stato nazionale e le grandi organizzazioni criminali meridionali? Pensiamo al possesso statale ‘a macchia di leopardo’ del territorio meridionale.

Cosa comporta nello Stato del Meridione la presenza e l’attività di “una classe politica in continua espansione numerica, ma in molti casi in regressione qualitativa”?

Il compito è arduo, ne siamo consapevoli. Confidiamo nel vostro contributo fatto di commenti, testimonianze, dialoghi.

Filippo Piccione

Pubblicato il 10/1/2008 alle 5.5 nella rubrica LO STATO DEL MERIDIONE.

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