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IL CROGIOLO - 6 - Mario Pennetta, Tutti contro tutti (La crisi politica del centro-destra)


[I NOSTRI INVIATI - 49 - Leonardo Ancillotto, Salto, 2007]

Berlusconi fonda un nuovo partito politico annunciandolo in modo estemporaneo dal predellino di una macchina. Fini rompe in modo traumatico l’alleanza politica con Berlusconi. Cinismo di un Berlusconi che va a presenziare alla costituzione del nuovo partito politico di Storace nato dalla scissione con Alleanza Nazionale. Fini indebolito. Leader di un partito ideologizzato, nonostante la Fiuggi di tanti anni fa, i cui iscritti ed elettori non hanno mai abbandonato l’avversione violenta per i sistemi democratici. Fini che con questa scissione vede indebolirsi il suo ruolo politico. Ma ancora più grave, si chiede e teme che  questo primo deflusso potrebbe essere l’inizio di un costante esodo degli iscritti ed elettori di AN più vicini all’ideologia di Storace.

Fini credeva di essere l’erede politico di Berlusconi, anche se quest’ultimo il testamento non lo ha mai redatto. Fini aspetta da anni, è il leader della destra che ha i consensi maggiori dopo Berlusconi, aspetta e non fa politica, riduce AN ad un partito subalterno a Forza Italia, sa che il suo partito ideologizzato non potrà crescere in consensi, la storia dice che i partiti anti sistema, di destra e di sinistra, in paesi industrializzati e post industrializzati tendono a vedere ridotti i propri consensi. Fini per le sue fortune politiche ha bisogno di essere investito come leader di tutta la destra. E Berlusconi và da Storace colpendolo alle spalle nel momento della sua massima debolezza politica. Fini reagisce in modo violento e scomposto. I colonnelli del suo partito, opportunisticamente de-ideologizzati dopo Fiuggi, lo sostengono. Fini ha bisogno di inserirsi in un’altra alleanza. Si ricorda di guidare un partito di destra che guarda al centro e là vede Casini che da tempo da solo ha trasmigrato allontanandosi dall’alleato ingombrante Berlusconi.

Casini sta lavorando da tempo nel creare un blocco sociale formato dai cattolici (rapporti con le gerarchie ecclesiastiche), dagli industriali (la Confindustria di Montezemolo), dal mondo sindacale (Pezzotta). Impresa ardua. Ha un consenso elettorale modesto rispetto a quello di Berlusconi, ma in crescita. E la crescita gli dà coraggio. Accentua la critica verso Forza Italia, si allontana, ma non rompe l’alleanza. Ora arriva Fini. Ma sarà un arrivo senza ritorno verso la sponda berlusconiana? Casini non si fida. Fini dal centro guarda a destra e nello stesso giorno, la mattina attacca Berlusconi la sera dichiara le sue buone intenzioni per un incontro.

Bossi guarda perplesso tutto questo movimento. Ma non era lui il politico che anticipava, radicalizzava le posizioni per una questione di visibilità? Occorre riprendersi la scena. Ecco allora la Padania di nuovo in guerra con l’Italia. La secessione deve essere attuata in tempi brevi. Roma ladrona sta rialzando la testa. Si annullano le cene del lunedì in casa Berlusconi. Tutti in campo, tutti contro tutti, ma per fare cosa?

Mario Pennetta

Pubblicato il 15/12/2007 alle 7.33 nella rubrica IL CROGIOLO.

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