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descrizioni di descrizioni - 39 - Kim Rossi Stuart regista

Premessa
Questa è una ‘descrizione di descrizione’ di genere particolare: un regista descrive il film di un altro regista, di un altro descrittore. Su questo blog-rivista avete già letto e leggerete qualcosa del genere: per esempio, Guido Aragona architetto descrive opere di altri architetti nella sua rubrica mensile EDIFICI CONTEMPORANEI.

Domanda:
Cosa vede-e-sente un regista quando vede-e-sente un film di un altro regista?
Risposta:
a…La scelta e la direzione degli attori e dei collaboratori in generale (direttore della fotografia, macchinista, musicista, trovarobe, montatore…);
b…la trascrizione della sceneggiatura, quella ‘struttura che vuol essere un’altra struttura’, quella cosa fatta di parole in un’altra cosa fatta di parole-immagini-suoni;
c…il modo in cui coordina la narrazione – la concatenazione trascinante – con la struttura – lo scheletro antisismico;
d…il modo in cui subordina all’essenziale l’inessenziale – vagando senza divagare, e il produttore allo spettatore - e specialmente allo spettatore stante ma non benestante, lontano ma attento: quello che ‘sta in loggione’.

Divagazione essenziale
Quando Delia Scala cominciò a lavorare in teatro come attrice ebbe la fortuna di farlo collaborando con Carlo Dapporto regista il quale, alla sua domanda su quale fosse la cosa più importante da tenere sempre in mente, rispose: “Tieni sempre in mente quelli che stanno in loggione”.

Svolgimento
Il film del quale vi parlo ora è 'Anche libero va bene', il regista è Kim Rossi Stuart - sì, l’attore quasi sempre eccellente de 'Le chiavi di casa' e 'I giardini dell’Eden' e 'Piano, solo'. (Scrivo "quasi sempre" per il fatto che l’attore è un collaboratore aleatorio: guardate Jennifer Jones diretta – male – da Vidor in ‘Ruby, fiore selvaggio’ e – bene – da Lubitsch in ‘Fra le tue braccia’). Dunque, come regista Kim – in questo suo primo film - è eccellente.

Finale
Vedetelo-e -sentitelo: fino alla fine: fino a quando il padre, che comincia finalmente ad ascoltare il figlio, non insiste più sul nuoto sportivo che ha scelto per lui, e gli dice che può giocare a calcio – il gioco che il figlio preferisce. E poi gli domanda in che ruolo desideri farlo. Il figlio: “Ala.” “Ala? – risponde impulsivamente il padre – Libero! Libero è un bel ruolo.” E il figlio, che continua a fare da padre al padre, risponde: “Anche libero va bene.” Il titolo del film. Che bel titolo! Che buon film!

Fulmini

Pubblicato il 22/10/2007 alle 9.2 nella rubrica descrizioni di descrizioni.

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