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IL CROGIOLO 3 - Chi è Veltroni e qual è il suo progetto

Walter Veltroni ha lanciato la sua candidatura a segretario del Partito Democratico. La costruzione del PD ha rappresentato l’obiettivo strategico cui ha uniformato tutto il suo agire politico. Tale obiettivo serviva alla costruzione di un partito della sinistra riformatore capace di governare un paese post-industriale come l’Italia. Era un modo per superare il limite storico dei partiti socialisti e comunisti dell’area del mediterraneo, caratterizzati dall’avere come fondamento teorico la fuoriuscita dal sistema capitalistico. Oggi un partito riformista, dopo la crisi dello Stato sociale keynesiano, non può non porsi la domanda del ruolo dello Stato e del mercato e dei loro reciproci rapporti al fine di sviluppare un’economia specializzata in settori ad alta tecnologia e produttività. In tal modo l’aumento occupazionale non avrà come concorrenti i paesi in via di sviluppo caratterizzati da costi bassi.
Altro aspetto fondamentale dell’analisi e del progetto di Veltroni, che lo ha differenziato da D’Alema, almeno a partire dagli anni ’90, è rappresentato dalla lettura socio-culturale della società italiana, una società moderata che ha sempre rifiutato di schierarsi a sinistra a causa di programmi e alleanze politiche con la  sinistra massimalista.
Sorprende il passo indietro fatto da quasi tutti i leaders politici dell'Ulivo, dandogli via libera. Quali i motivi di questa ritirata tattica? Intanto la consapevolezza che la costruzione del PD si era impantanata nelle secche dei giochi di potere, dei veti incrociati dei vari leaders  dell’Ulivo. E’ subentrata la paura del ripetersi di quanto avvenne nel 1992 con la delegittimazione di una intera classe dirigente. Ma vi è anche il disegno furbo di fare un passo indietro nascondendosi dietro gli incarichi istituzionali ora ricoperti, ministri, sottosegretari, parlamentari, per poter condizionare la natura del nascente partito.
Veltroni adolescente già ricopriva ruoli di dirigente nel Partito Comunista; segretario nazionale della FGCI, poi nella segreteria della Federazione romana, poi responsabile di Stampa e Propaganda nella Direzione Nazionale del PCI. Questo incarico segnò un cambiamento culturale del funzionario di partito Veltroni. Iniziò uno studio sistematico dei mass media, del loro ruolo nelle società avanzate, si pose il problema della necessità di una legge che desse una sistemazione democratica razionale al sistema televisivo nazionale. Entrò subito in rotta di collisione con Craxi e Berlusconi. Egualmente importante fu, in questa fase della sua vita politica, il nuovo modo di fare politica che il giovane Veltroni introduceva nell’ormai obsoleto apparato del PCI, rivolto ai saperi positivi, alle conoscenze tecniche e giuridiche, superando quella visione del dirigente politico come mero organizzatore di uomini.
Questa preparazione tecnica gli ha permesso di ben operare in tutti gli incarichi istituzionali ricoperti; come Ministro, come Vice Presidente del Consiglio e da ultimo come Sindaco di Roma. Veltroni ha una innata capacità politica di muoversi tra le correnti riuscendo a ricompattare sui programmi e a far lavorare insieme componenti riformiste ed estremiste.
Alla base programmatica del PD vi saranno i valori della solidarietà tra i vari gruppi sociali e, aspetto oggi trascurato dal sindacato, attenzione verso le nuove generazioni penalizzate da uno sviluppo economico globalizzato.
Veltroni dovrà dare una struttura ed un’anima al PD, ne ha le capacità e le motivazioni, ma poco potrà fare se la società civile che si riconosce nei valori della democrazia e della solidarietà non si organizza per sostenere un’operazione che potrà cambiare nel profondo il nostro paese.

Mario Pennetta
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Pubblicato il 28/6/2007 alle 5.32 nella rubrica IL CROGIOLO.

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