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fratelli alberi 11 - il sambuco

Se provi a fiutarne meglio l’odore dolceagro il naso ti finisce tra mille minuscoli fiori tremolanti, e ne esce allegramente infarinato di giallo e stordito di meridione marino e montano. Lungo i fossi, fra i ruderi, ai lati delle strade, nelle siepi, ai margini dei boschi, a primavera inoltrata fiorisce in grappoli orizzontali l’alberetto di nome sambuco. Il legno è impiegato nella fabbricazione di strumenti musicali, il midollo nella tecnica microscopica, la corteccia è diuretica, le radici curano l’artrite reumatoide, i frutti grappoli verticali sono buoni anche per il ‘vino di sambuco’. Io preferisco sopra tutto i suoi fiori, alla vista, all’olfatto, al tatto, e desidero persino mangiarli in forma di frittelle: so che si fa, ma chi me li farà? Quanto al fogliame (e qui entriamo nel regno della metafora) per ottenerlo più appariscente in autunno-inverno occorre potare il fusto a pochi centimetri dal terreno.

Pubblicato il 24/5/2007 alle 5.57 nella rubrica fratelli alberi.

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