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descrizioni di descrizioni 28 - Due o tre cose che Marx non ha capito bene

Zygmunt Bauman è un vecchietto tremendo e gran sociologo il quale nel suo ultimo libro (‘Modus Vivendi’ - Laterza 2007) fa un sacco di osservazioni interessanti sul mondo presente (che lui definisce “liquido”) e una fuorviante su Karl Marx. Sostiene Bauman che Marx aveva ragione quando scriveva che il Potere non sta nella Politica ma nell’Economia, non ha il suo centro di comando nello Stato ma nel Mercato. E aggiunge che Marx ha oggi più ragione di ieri. Secondo me Bauman fa un po’ di confusione. E’ vero che si sta verificando uno spostamento del Potere dalla Politica all’Economia, dallo Stato al Mercato, ma non per le ragioni immaginate da Marx, il quale era un gran scienziato storico-sociale (che stimo molto) ma non aveva capito due o tre cose fondamentali della struttura e del funzionamento del mondo moderno – capita a tutti, per carità.
Marx infatti non aveva capito bene cosa diavolo fosse lo Stato, lo riduceva alla ‘forza’ e non vi comprendeva il ‘consenso’. “Stato [invece] è tutto il complesso di attività pratiche e teoriche con cui la classe dirigente giustifica e mantiene il suo dominio non solo ma riesce a ottenere il consenso attivo dei governati.” Gramsci, Quaderno 15. Secondo poi non aveva capito bene quanto il Mercato fosse regolato dallo Stato. “Mercato determinato è un determinato rapporto di forze sociali in una determinata struttura dell’apparato di produzione, rapporto garantito (cioè reso permanente) da una determinata superstruttura politica, morale, giuridica.” (Gramsci, Quaderno 11) Questi due errori teorici, sposandosi, hanno generato all’interno del suo pensiero la devastante contraddizione consistente nel fatto che “il campo della politica era analiticamente secondario per lui” mentre “nella prassi di Marx la politica era assolutamente primaria” Hobsbawm, Convegno gramsciano di Firenze, aprile 1977.

Pubblicato il 1/5/2007 alle 6.48 nella rubrica descrizioni di descrizioni.

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