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descrizioni di descrizioni 22 - Anna Politkovskaja

Questa Anna Politkovskaja, stroncata a quarantotto anni da Vladimir Putin e i suoi maggiordomi russi perché criticava l’Esercito e la Burocrazia e il Putin in persona, era ed è uno di quei rari esseri umani che fanno della nostra vita difficile una cosa degna d’essere vissuta.
Verso la fine di Proibito parlare (Mondadori, 2007), una selezione degli ultimi articoli da lei pubblicati sul quotidiano “Novaja Gazeta”, libro che ho letto come da ragazzo mangiavo un cestino di ciliege, dentro un articolo intitolato “Da Kiev si può iniziare la fuga”, ho sottolineato la frase: “Se diventi nemico del potere politico… Kiev è il posto ideale per fuggire dalla Russia”. Ed ho latolineato: ‘Come si documenta una situazione per chi ha il desiderio di sapere e si svela una possibilità a chi si ostina a vivere a testa alta – i nemici del potere.’ Naturalmente, per fare questo, Anna Politkovskaja non doveva fuggire lei stessa, è rimasta infatti a scrivere, e l’hanno sparata prima al cuore e poi alla testa.
Più di una volta, leggendo ammirato la capacità di questa giornalista di guardare spietatamente in alto, verso i potenti, e compassionevolmente in basso, verso gli umili - questa donna al tempo stesso superba con i forti e democratica con i deboli – ho pensato al programma di Niccolò Machiavelli: “Così come coloro che disegnino e’ paesi si pongano bassi nel piano a considerare la natura de’ monti e de’ luoghi alti, e per considerare quella de’ bassi si pongano alto sopra monti, similmente a conoscere bene la natura de’ popoli bisogna essere principe, et a conoscere bene quella de’ principi bisogna essere populare.” (Il Principe)

Pubblicato il 22/2/2007 alle 8.2 nella rubrica descrizioni di descrizioni.

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