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Rembrandt, Vermeer, il tempo e la virtù

Ho osservato a lungo, l’altro giorno, ad Amsterdam, nelle sale contigue del Rijksmuseum, due serie di quadri di Rembrandt e di Vermeer, e m’è parso, a un certo punto, per questa via, di sentire, comprendere, capire sulla pittura di questi due pittori che ammiro (Rembrandt) e amo (Vermeer) ancora qualcosa e sul tempo e sulla virtù.
I quadri di Rembrandt durano il tempo di un attimo: sono fotografie istantanee, fissano il momento in cui le ciglia battono, penetra un colpo di luce, precipita un secondo. I quadri di Vermeer durano il tempo di un sospiro: non il tempo di un attimo e non il tempo di una scena, non sono fotografia e non sono cinema, durano il tempo di un lungo sguardo, di una sorpresa assaporata, di una completa inspirazione.
Rembrandt è un virtuoso della pittura, nel senso “adesso vi faccio vedere io di che cosa sono capace” (come Welles nel cinema). Vermeer è un virtuoso della pittura, nel senso “guardiamo insieme di che cosa è capace la luce ” (come Dreyer nel cinema).

Pubblicato il 26/1/2007 alle 7.44 nella rubrica descrizioni di descrizioni.

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