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Il platano è un fratello albero grande fino all’imponenza. E’ arrivato in Italia dall’Asia - non ci fosse stata l’Asia, in quali condizioni verserebbero questi famosi occidentali? persino un romano cosmopolìta come Plinio non finiva di stupirsi che un tale albero fosse stato importato “da un paese diverso solo per la sua ombra”! Omni modo, il platano sopporta bene gli enciclopedici naturalisti e l’inquinamento atmosferico, per merito del suo proprio scortecciamento. E’ per omologia dunque – penso - che Marsia finì appeso a un platano. Secondo i mitografi quel deforme sileno sfidò col suo flauto Apollo e la sua cetra, ponendo come condizione che il vincitore avesse mano libera sul vinto, ma restò sconfitto e venne scuoiato dal dio della bellezza. Torno a rivedere il “Marsia” dei Musei Capitolini: ammiro un uomo alle soglie della vecchiaia eppure alto, longilineo, proporzionato, elegante, bellissimo e mi domando dove sia il sileno selvatico gonfio come un otre, provvisto di naso camuso, orecchie e coda di cavallo. E se l’essere scuoiato appeso all’albero scortecciato – mi domando al quadrato - fosse invece Apollo, divino conoscitore del futuro e per ciò suicida alle soglie del crepuscolo degli dèi?

Pubblicato il 3/11/2006 alle 6.39 nella rubrica fratelli alberi.

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