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e saette
CULTURA
19 novembre 2007
Diario della Sera - 89 - IL SUGGERITORE
il Post
che ho scelto infine oggi è ‘L’alleato’ e si trova nel blog http://www.ethos.ilcannocchiale.it/
Analizza il comportamento di Lamberto Dini alleato di Romano Prodi con un certo sguardo spietato e tuttavia miracolosamente misericordioso.

il Film
‘Arcipelago in fiamme’ di Howard Hawks, 1945. Vedetelo in DVD, in televisione, al cineclub, dove potete (alla disperata ve ne mando io stesso una copia VHS). L’ho rivisto ieri sera e ho rilucidato il senso delle proporzioni (a questo servono i classici, a proporzionarci). Opera sull’eterna fraternità e ‘sull’eroismo quotidiano senza trombe e pennacchi’ (Sadoul). E poi, quei dialoghi, asciutti e sapidi, farina del sacco di Dudley Nichols sceneggiatore!

la CiclOfficina
Nel centro sociale Ex Snia, sulla via Prenestina numero 173, sì, sto parlando di Roma, proprio all’inizio, e passando si vede subito - all’ingresso, in alto, c’è una bicicletta - c’è una CiclOfficina. Ci lavorano amichevolmente due giovani uomini, simpatici amici.


[I NOSTRI INVIATI - 43 - Luigi Damiano, Roma, Via delle Carrozze, 2007]

il Kebab
Di fronte al centro sociale Ex Snia, dall’altra parte della via Prenestina,  c’è un kebab ‘curdo e turco’. Con i tempi che corrono, chi può, chi la fretta non se lo porta via, chi non ha smesso di sognare il sogno di una cosa, si fermi a rinfrancarsi da quelle parti.

fotografia
19 novembre 2007
fotografie 340 - Roma, via dello Scalo di San Lorenzo, 9 novembre 2007 12:43:10
letteratura
19 novembre 2007
PROFILI - 3 - Greta ed io
Noi non abbiamo paura del buio. Nella città fantasma anche le serrande sono inferriate sul niente. L’unico suono è quello dei nostri passi. E qualche campana lugubre ormai dimenticata. Greta voleva vivere, avevano deciso che vivesse il piccolo; gli altri. Sono morti entrambi. Non voglio sentire. Io non capisco gli uomini forse perché non posso più esserlo. Non voglio sentire. La nave s’è allontanata. I topi sciamano. Nessuno li può fuggire. Ascolto il vento e i merli di pietra che porgono il petto. Anch’io sono stato condannato. Non ne parlo perché lo so e gli altri non vogliono sentirlo; siamo sempre più numerosi. Non è il nome che ci condanna. E’ che… non riesco a dormire. Il frastuono assordante del silenzio non me lo lascia fare. Sii gentile con te stesso: ucciditi prima di incontrarmi. Non permettermi di farlo io. Fallo per il tuo piacere. Non ascoltare gli altri. Io lo farei solo perché devo. Non posso altrimenti. Aspetto senza ansia le ombre uscire dal buco nero. Affollarsi intorno al corpo moribondo. Godere sbavando della sua decomposizione. Città non città. Recinto. Non c’è rimedio. Anch’io sono stato condannato; anche se parlo una lingua che capisco. Infettato a mia volta. Noi abbiamo bisogno di sangue per vivere e non possiamo morire.
Mario DG
musica
19 novembre 2007
BRICIOLE MUSICALI 27– Benedetto Marcello: Sonata in Fa maggiore
[Di Benedetto Marcello (Venezia, 1686 – Brescia 1739) state ascoltando la Sonata in Fa maggiore per violino, organo e violoncello (Adagio, Minuetto, Allegro-Gavotta, Allegro-Largo, Ciaccona, Allegro), una delle ‘12 suonate a flauto solo con il basso continuo per violoncello o cembalo’ che costituiscono l’Op. 2 (del 1712):  la sola senza il flauto!

Proveniente da una ricca famiglia di colti mercanti (co-proprietaria del Teatro Sant’Angelo), fratello minore di Alessandro, non fu certo un enfant prodige. Col fratello rapito dalle muse già in giovane età, toccò a lui il compito di mantenere l’influenza e la prosperità della famiglia (il padre era senatore nel governo veneto – ma anche buon violinista); fu così avviato agli studi di giurisprudenza. Benedetto si sottomise docilmente al proprio destino, meditando di dedicarsi alla musica nei ritagli di tempo dalle sue occupazioni ufficiali. Studiò musica alla scuola di Gasparini e Lotti. Finì per essere avvocato, amministratore, giudice, poeta, filologo, musicista e compositore.
Nel dicembre 1707 entrò a far parte del Maggior Consiglio veneziano.
Nel 1708 pubblicò la sua prima opera, i concerti per violino e violoncello Op. 1; per paura delle critiche si firmò “dilettante in contrappunto”: ed invece quest'opera gli dette la notorietà. Il vituperato Vivaldi prese a prestito uno dei suoi temi utilizzandolo nel Concerto op. 3 n. 11 (1711).
Nel 1711, ormai affermato compositore, entrò a far parte dell’Accademia di Bologna alla quale rimase legato per il resto della vita.
Il frontespizio delle ‘12 suonate a flauto solo con il basso continuo per violoncello o cembalo’, Op. 2 del 1712 reca nuovamente la firma: “dilettante in contrappunto”.
Nel 1714 entrò a far parte dell’Accademia di Venezia. Si legò anche a varie accademie più piccole, che coltivavano il mito dell’Arcadia (fra gli arcadi, Benedetto adottò il nome di Driante Sacreo).
Da allora il suo interesse musicale si volse alla musica profana, sino a quando, nel 1728 (anno in cui sposò una popolana che cantava sui battelli nei canali – matrimonio che rimase segreto sino alla sua morte) durante un servizio nella chiesa dei Santi Apostoli passando sopra una tomba la pietra si ruppe ed egli vi cadde dentro perdendo i sensi: non fu notato, il sarcofago venne richiuso e lui fu per qualche ora sepolto vivo. Liberato, prese l’evento per un avvertimento e smise di comporre musica.
Inviato a Brescia come Camerlengo per conto della Repubblica di Venezia, vi si spense nel settembre del 1739, lasciando incompleto un trattato religioso, “L’Universale Redenzione” e quasi 700 composizioni musicali.
Fu nemico di Antonio Vivaldi, che considerava un compositore volgare, che inseguiva le mode. Era un grande conoscitore della musica antica e considerava il melodramma il male dell’Italia.
È del 1716 la sua lettera anonima contro il maestro, Antonio Lotti. Un volume di madrigali del Lotti (di dieci anni prima!) è il pretesto per una disquisizione sulla teoria musicale ed in particolare per un attacco alla musica di Lotti e al suo modo di fare contrappunto.
Stavolta non si firmò “dilettante in contrappunto”: stavolta non si firmò affatto.]

Venises

CULTURA
18 novembre 2007
Diario della Sera - 88 - Eftimios e IL SUGGERITORE
EFTIMIOS 45/42 (fiori-poesie)

   I’ vegno ‘l giorno a te ‘nfinite volte
e trovoti pensar troppo vilmente:
molto mi dol della gentil tua mente
e d’assai tue vertù che ti son tolte.

   Solevati spiacer persone molte;
tuttor fuggivi l’annoiosa gente;
di me parlavi sì coralemente (1),
che tutte le tue rime avie ricolte.

   Or non ardisco, per la vil tua vita,
far mostramento che tu’ dir (2) mi piaccia,
né ‘n guisa vegno a te, che tu mi veggi.

   Se ‘l presente sonetto spesso leggi,
lo spirito noioso che ti caccia
si partirà da l’anima invilita.

Guido Cavalcanti

Note a piè di pagina
(1)    sì coralemente = con tale amichevolezza
(2)    tu’ dir = la tua produzione poetica



Continuo a parlarvi, a parlarti di Eftimios, oltre la sua vita breve, pubblicando e commentando fiori intorno a lui, non fiori recisi, agonizzanti, e nemmeno fiori piantine, moriture, bensì fiori di carta, fiori di parole sempreverdi, fiori-poesie. Lo faccio con i fiori della poesia italiana di tutti i tempi. Un poeta, un fiore-poesia.

Continuo con I’ VEGNO ‘L GIORNO A TE… di Guido Cavalcanti, un sonetto. Perché pubblico e commento un sonetto? Perché è una poesia dalla chiara forma pre-ordinata. Lo faccio insomma in polemica aperta con la confusa forma post-ordinata dominante l’arte contemporanea.

Questo in generale. In particolare, nota – ti prego – lettore, lettrice, che questo sonetto è un rimprovero, un richiamo, un’esortazione, un incitamento – franchi, chiari, diretti, amichevoli. Di Guido Cavalcanti a Dante Alighieri scombussolato e traviato dalla scomparsa di Beatrice. Che i rapporti amicali producano opere come questa rallegra tutti noi del blog-rivista, questa officina telematica fondata su rapporti amicali, appunto.

Fulmini


IL SUGGERITORE

il Post
che ho scelto fra tutti è ‘L’Arancio delle Nuvole’ e si trova nel blog http://www.ildottoredeipazzi.ilcannocchiale.it/
Ecco un bel post che cuce insieme una foto e un pensiero. Chi di voi indovina quale professione si stia preparando a fare quest’uomo delicato vincerà qualcosa. Non so cosa ma so che vincerà.

la Messa in Scena
Roma, Teatro Tordinona, “Il Filo e le Ombre – Kipria Caterina” di Alexandra Zambà. Fino a domenica 18 novembre, cioè oggi, alle diciotto, tra due ore – a due passi da Piazza Navona. Metti le ali ai piedi.

la CiclOfficina
Nel centro sociale Ex Snia, sulla via Prenestina numero 173, sì, sto parlando di Roma, proprio all’inizio, e passando si vede subito - all’ingresso, in alto, c’è una bicicletta - c’è una CiclOfficina. Ci lavorano amichevolmente due giovani uomini, con questa calma.


[fotografie 339 – Roma, Centro sociale Ex Snia, 11 novembre 2007 18:44:20]

il Kebab
Di fronte al centro sociale Ex Snia, dall’altra parte della via Prenestina, de soslayo, con la coda dell’occhio, ho colto ieri un kebab ‘curdo e turco’. Con i tempi che corrono, chi può, chi la fretta non se lo porta via, chi non ha smesso di sognare il sogno di una cosa, si fermi a rinfrancarsi da quelle parti.

la Locanda

È nata a Roma dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down - che ci lavorano come camerieri - la Locanda dei Girasoli. La pizza è buona, il locale è simpatico, i prezzi economici, il resto fatelo voi. L'indirizzo è: Locanda dei Girasoli / Via dei Sulpici, 117 (zona Quadraro), il telefono: 06/7610194, il sito: www.lalocandadeigirasoli.it



fotografia
18 novembre 2007
fotografie 340 - Roma, via Labicana (quartiere Monti), 8 novembre 2007 8:02:32
musica
18 novembre 2007
BRICIOLE MUSICALI 26 – Lotti: ‘Mors Stupebit’, ‘Judex Ergo’, ‘Domine Deus’.
[L’ottava nota, la più importante di tutte: la pausa (ovvero il silenzio).
L’unica adatta a rendere lo stupore, quello autentico, della Resurrezione.
Ascoltate come la musica, trapassando nel silenzio, sospenda il tempo.

Del veneziano Antonio Lotti (1667-1740) tre gemme:  
Dapprima ‘Mors Stupebit’, dal suo incantevole Requiem;
Poi, ancora dal Requiem, ‘Judex Ergo’ (una brevissima meraviglia di contrappunto);
A chiudere, ‘Domine Deus’ (una voce dal Paradiso).

Mors stupebit et natura,
cum resurget creatura,?
judicanti responsura
Stupiranno morte e natura,
quando risorgerà la creatura
per rispondere al giudice


Judex ergo cum sedebit,?
quidquid latet apparebit,?
nil inultum remanebit.
Quando sarà assiso il giudice,
tutto ciò che ora é ignoto apparirà,
nulla rimarrà impunito.


Domine Deus,
Rex Caelestis,
Deus Pater Omnipotens
Signore Iddio,
Re dei Cieli,
Dio Padre Onnipotente


Vi preghiamo di tenere a mente il basso continuo di quest’ultima musica fino a domani, quando ascolterete una sonata del suo allievo più brillante e più ingeneroso, Benedetto Marcello.

Venises



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CULTURA
17 novembre 2007
Diario della Sera - 87 - IL SUGGERITORE
il Post
‘Il profumo degli altri’ dal blog http://www.nefeli.ilcannocchiale.it/
Lo suggerisco come post della sera perché parla di sé-e-degli-altri, in poesia-e-in-prosa, di un fiore persiano e cipriota-e-di una donna cipriota e italiana.

la Messa in Scena
Roma, Teatro Tordinona, “Il Filo e le Ombre – Kipria Caterina” di Alexandra Zambà. Fino a domenica 18 novembre – tutte le sere alle ventuno, domenica diciotto alle diciotto – a due passi da Piazza Navona. Prenotazioni al numero di cellulare: 3281272521. Una santa barbara di invenzioni.

la Locanda
È nata a Roma dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down - che ci lavorano come camerieri - la Locanda dei Girasoli. La pizza è buona, il locale è simpatico, i prezzi economici, il resto fatelo voi. L'indirizzo è: Locanda dei Girasoli / Via dei Sulpici, 117 (zona Quadraro), il telefono: 06/7610194, il sito: www.lalocandadeigirasoli.it

[Valerio Magistro, Feti colorati, 2007]

la Mostra FotoGrafica
A Roma, in via Tordinona 39, nel triangolo magico tra Piazza Navona e il Lungotevere e il Museo Napoleonico, c’è la Galleria Luxardo. Fino al 28 novembre vi espone le sue FotoGrafie (Foto-e-Grafie: foto elaborate  con grafie) Anna Esposito, un’artista raffinata e gioiosa, realista e surrealista.

arte
17 novembre 2007
PURE SCULTURE - 3 - Mimmo Pesce, Frankenstein, 1980
Ed ecco il post numero 3 di questa rubrica di quasi niente parole, dove non si tratta di dire o dimostrare, bensì mostrare. Un'altra un’opera scultorea di Mimmo Pesce, 'Frankstein', 1980. Materia: marmo di Carrara.


[totale]


[particolare]


[particolare - tre foto frontali, diversamente dalle foto documentarie delle sculture di Mimmo pubblicate in precedenza, dal momento che questa è una 'scultura frontale']

La rubrica PURE SCULTURE ha un titolo volutamente ambiguo: ‘pure’ può essere inteso come aggettivo e come avverbio. Mimmo è artista multiforme. Nel 1987 avevamo appena finito di realizzare – lui interprete principale io regista – il film ‘Angelus Novus’ e mi chiese di presentare una sua mostra. Quelle parole le ho ritrovate nell’occasione della esplicitazione della tensione implicita nel titolo della rubrica (chissà di seguito cosa mostreremo di Mimmo) e le trascrivo:

“Negli anni del liceo, erano i primi dei Sessanta, studiavamo disciplinatamente ‘il disegno’, ‘la pittura’, ‘la scultura’. Era il Liceo Artistico ‘Mattia Preti’ di Reggio Calabria, e ripercorrevamo i confini delle ‘arti figurative’ con ciò che arte non è. Non tutti. La memoria mi dice che tra gli inquieti Mimmo primeggiava. Indisciplinato, sconfinava. Nella ginnastica, sui manifesti, nel teatro, nella città. Perciò Roma, quando vi sbarcò a metà dei Sessanta, apparve ai suoi occhi aperti una provincia.”

Fulmini

CULTURA
16 novembre 2007
Diario della Sera - 86 - IL SUGGERITORE
il Post
‘Viaggio in Sudafrica…’
dal blog
http://www.prishilla.splinder.com/
Margaret Mead, parodiando coloro che leggono poco e scrivono molto, diceva: “Perché leggere, quando si può scrivere?” Io capovolgerei la frase e direi: “Perché scrivere, quando si può leggere… un post come questo?”

la Messa in Scena


[fotografia della rappresentazione in corso – in primo piano Arlecchino (Laura Pece), in alto a sinistra la silhouette di Giacomo dei Lusignani re di Cipro e Gerusalemme e Armenia (Angelo de Angelis), in basso a destra il Teatro delle Ombre cipriota di Christodoulos Pafios, 15 novembre 2007 21:40:43]

Roma, Teatro Tordinona, “Il Filo e le Ombre – Kipria Caterina” di Alexandra Zambà. Fino a domenica 18 novembre – tutte le sere alle ventuno, domenica diciotto alle diciotto – a due passi da Piazza Navona. Prenotazioni al numero di cellulare: 3281272521. Una santa barbara di invenzioni.

la Locanda

È nata a Roma dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down - che ci lavorano come camerieri - la Locanda dei Girasoli. La pizza è buona, il locale è simpatico, i prezzi economici, il resto fatelo voi. L'indirizzo è: Locanda dei Girasoli / Via dei Sulpici, 117 (zona Quadraro), il telefono: 06/7610194, il sito: www.lalocandadeigirasoli.it

la Mostra FotoGrafica
A Roma, in via Tordinona 39, nel triangolo magico tra Piazza Navona e il Lungotevere e il Museo Napoleonico, c’è la Galleria Luxardo. Fino al 28 novembre vi espone le sue FotoGrafie (Foto-e-Grafie: foto elaborate  con grafie) Anna Esposito, un’artista raffinata e gioiosa, realista e surrealista.

CULTURA
16 novembre 2007
TEMI MARIANI - 1 - Una storia paurosa e divertente

[Genova, foto scattata scendendo dal sestiere Oregina al porto il 30 settembre 2007 alle ore 15:22:43 - la Lanterna l'ho nascosta per gioco dietro il palo del lampione]

Nel quartiere popolare di Genova chiamato ‘Certosa’ c’è la scuola media statale ‘Caffaro’. E dentro questa scuola c’è la classe II B, che ha per professoressa di Italiano e Storia e Geografia una grande amica di nome Maria Ruggiero. Multietnica è la classe nella composizione degli allievi (italiani, capoverdiani, equadoriani, ucraini, albanesi) e multiforme è Maria nella derivazione regionale (siciliana e piemontese e ligure com’è).

Qualche tempo fa è venuta fuori l’idea – a Maria o a suo marito Giuliano Cabrini non si sa, perché sono come il cappuccino che non si sa dove finisce il latte e comincia il caffé – di pubblicare sul blog-rivista i temi memorabili degli allievi di Maria. E così la rubrica che nasce oggi si chiamerà TEMI MARIANI.

Perché le voci dei ragazzi nel blog-rivista? Prima di tutto perché al centro delle istituzioni, delle organizzazioni, delle comunità è meglio che stiano i cittadini, le persone, i ragazzi – e non i presidenti, i capi, i burocrati: i malati degli ospedali, i clienti delle banche, i carcerati delle galere, i viaggiatori dei treni, e gli allievi delle scuole. E poi perché, oltre che dagli adolescenti, dai giovani, ed ora dai ragazzi, questo blog-rivista è letto dai grandi, sapete - quelli che sono stati ragazzi una volta ma raramente se lo ricordano.

Iniziamo senz’altro con un tema di italiano in classe.]

Tema

Racconta un episodio pauroso o divertente che ti è capitato.

Svolgimento

Una storia (quasi) paurosa e ‘divertente’, ma vera, mi è capitata quando avevo circa un anno.

Innanzi tutto dovete sapere che io a soli 8 mesi di vita sono stata in coma con la febbre sopra i 40 gradi per quattro giorni di seguito, da cui mi sono svegliata per miracolo reclamando un piatto di pasta al sugo (se volete potete chiederlo a mia mamma).

Pochi mesi dopo mi sono svegliata nella mia casa a Voltri in Via 2 dicembre (vicino al cimitero degli alpini) e riuscivo a vedere gli spettri delle persone che in quel posto avevano vissuto dalla notte dei tempi fin ad oggi.

Inizialmente è stato strano, ma poi ci presi gusto a vedere cavalieri medievali e damine ottocentesche sulle prime biciclette che mi salutavano (facendo impazzire mia mamma, a cui chiedevo di contraccambiare il saluto).

Ma il fatto divertente è accaduto mentre giocavo in camera con la palla gettandola contro il muro.

Improvvisamente si fermò: rimase lì per qualche secondo e poi dolcemente mi tornò tra le mani e la cosa si ripetè a lungo finchè mia madre non entrò in camera e, accortasi della stranezza del fatto, mi chiese: “Cosa stai facendo?” Io poi risposi: ” Gioco a palla con Gesù”.

Giulia Chiozzi

CULTURA
15 novembre 2007
racconti di racconti - 74 - la guarigione del figlio
Palmerino è stato un grande artigiano meccanico, ora è in pensione. Parliamo di padri e figli e mi racconta di suo figlio e di se stesso come padre.

Diciassette anni fa suo figlio aveva quattrordici anni e ad certo punto, per settimane, ogni sera, appena si metteva a letto, vomitava. Lui, il padre, e lei, la madre, decidono di portarlo al Policlinico di Roma, visite, analisi, decisione dei medici di operarlo di appendicite, lo operano, tutto bene, torna a casa, e vomita.

Dopo qualche giorno di ulteriore disperazione, Palmerino racconta tutto ad un suo cliente medico, e quello gli dice che tornerà presto a trovarlo in officina, il giorno che ci porterà anche il figlio. Quel giorno arriva, il cliente medico viene, si mette da una parte e osserva padre e figlio. Poi chiama in disparte Palmerino e gli domanda: “Tu tifi per qualche squadra di calcio?” “Sì, la Roma.” “E tuo figlio?” “La Lazio.” “E ci vai qualche volta a vedere la partita con lui?” “Mai, c’ho poco tempo. Ci vediamo la mattina, e la sera. C’ho troppo da fa’. La domenica è dedicata alle mie macchine d’epoca.” “Vai qualche volta allo stadio con tuo figlio, Palmerino.” "Perché?" “Va, e poi mi dici.”

Sono andati allo stadio insieme, padre e figlio, più d’una volta. Palmerino da allora è stato più attento a suo figlio, gli ha dedicato un po’ del suo tempo, e il figlio è guarito.

Fulmini

CULTURA
14 novembre 2007
Diario della Sera - 85 - IL SUGGERITORE
il Post
‘Bulimia’
nel blog
http://www.bizblog.splinder.com/
Il contenuto del post è reale e attuale, la sua forma è sarcasticamente appassionata.

la Messa in Scena
La bellezza vale un viaggio, ovvero Le impressioni di uno spettatore.
Ieri sera sono andato al teatro Tordinona di Roma a vedere “Il Filo e le Ombre” scritto e diretto da Alexandra Zambà. Sono venuto da Genova per questo. Il viaggio è stato stancante per i soliti ritardi dei treni e le fermate in mezzo alla campagna toscana. A sera, quello che ho visto in teatro, ha  ricompensato la fatica. Voglio dire: la bellezza vale un viaggio.
L’autrice comunica al pubblico delle sensazioni forti e delicate con una regia attenta, descrive il tormento di Caterina Cornaro veneziana in maniera tale che da renderne partecipe il pubblico. Bellissima la danza che Giacomo dei Lusignani re di Cipro e Gerusalemme e Armenia improvvisa per la sua promessa sposa. Non conoscevo il Teatro delle Ombre cipriota, l’ombra Karakiozis recita con gli attori, bravi gli attori, bellissima la musica. È possibile commuoversi a 59 anni? È possibile. Grazie Alexandra.
Fino a domenica compresa – tutti i giorni alle ventuno, domenica alle diciotto – ‘il Filo e le Ombre’ sarà in scena al Teatro Tordinona, a due passi da Piazza Navona. Prenotazioni al numero di cellulare: 3281272521.
Un viaggiatore

la Mostra FotoGrafica
A Roma, in via Tordinona 39, nel triangolo magico tra Piazza Navona, il Lungotevere Tordinona, il Museo Napoleonico, c’è la Galleria Luxardo. Fino al 28 novembre espone le sue FotoGrafie (Foto-e-Grafie) Anna Esposito, un’artista raffinata e gioiosa, realista e surrealista.

[Anna Esposito, Seni luna (optical 6) 23,5 x 34 cm, 2005]
fotografia
14 novembre 2007
fotografie 333 - Roma, Orto Botanico, 4 aprile 2006

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CULTURA
14 novembre 2007
pensieri spettinati - 55 - distinzione tra parassitismo e simbiosi
Ho appreso leggendo (Pia Pera e Antonio Perazzi, Contro il giardino, Ponte alle Grazie 2007) che in Romania si semina il mais insieme ai fagioli, così i fagioli si arrampicano sul mais mentre cresce.

E, metaforico come sono, mi sono domandato quanto è difficile distinguere il parassitismo dalla simbiosi.

In biologia 'simbiosi' indica una "associazione di individui di specie diversa che vivono in stretta relazione con reciproco vantaggio" (Il nuovo Zingarelli), ma in psicologia "è considerata l'esatto contrario della relazione, dove l'uno e l'altro si riconoscono e sono reciprocamente riconosciuti nelle rispettive autonomie" (Dizionario di psicologia di Umberto Galimberti).

Fulmini
CULTURA
13 novembre 2007
Diario della Sera - 84 - IL SUGGERITORE
il Post
‘dansk folkeparti’
dal blog
http://rashosfreebar.blogspot.com/
Un’occhiata oltre i confini nazionali, fino in Danimarca. Uno sguardo europeo.

la Messa in Scena
Ma perché mi piace tanto questo ‘Il Filo e le Ombre’ di Alexandra Zambà che da martedì 13 novembre (cioè da oggi) e fino a domenica 18 sarà in scena al Teatro Tordinona di Roma (a due passi da Piazza Navona), alle ventuno, (prenotazioni: 3281272521), al punto di suggerirvelo?

Alexandra Zambà è coautrice di questo blog-rivista (si firma AlfaZita), è la mia complice dai suoi e miei diciotto anni, le prove dello spettacolo mi hanno commosso e convinto… Solo questo? No.

È che l’Europa si costruisce con la politica, l’economia, la diplomazia, la finanza, ma soprattutto con la scienza e l’arte, la letteratura e il cinema, la musica e il teatro: insomma l’Europa è anche una costruzione intellettuale e morale, o non è.

E questa Alexandra Zambà, che ha fondato la Associazione dei ciprioti in Italia NIMA, questo fa, in grande stile. Non prende un gruppo di ballerini di Cipro e lo porta in Italia, no, scrive e mette in scena un’opera teatrale in cui i ciprioti e gli italiani, il Teatro delle Ombre cipriota e la Commedia dell’Arte italiana s’incontrano, si scontrano, s’innamorano, si sposano, si amano, fanno figli, esattamente come Caterina Cornaro veneziana e Giacomo dei Lusignani re di Cipro e di Gerusalemme e di Armenia.

Ecco perché.

Fulmini

fotografia
13 novembre 2007
fotografie 332 - Roma, via Labicana - quartiere Monti, 8 novembre 2007

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CULTURA
13 novembre 2007
ZONA DI SOVRAPPOSIZIONE 3 - Scienza e Religione (parte terza)
Dove si prova a dare una definizione di fede e si fa qualche commento.

Si definisce fede
·           l’accettazione consapevole, dall’intelletto umano, a ritenere per vere entità o concetti non dimostrabili mediante il processo di verifica dei sensi o della ragione
·           l’accettazione consapevole della necessità di non sottoporre tali entità o concetti a tali verifiche in vista del raggiungimento di obiettivi materiali, intellettuali, spirituali, ecc. misurabili e fruibili che da tale accettazione possono derivare
·           l’accettazione consapevole della non necessità di tali verifiche.
La Matematica, in questi casi, parla di postulati. La Religione di fede.

Come si vede la necessità di partire da entità definibili in astratto, ma non dimostrabili razionalmente, non è una caratteristica della sola religione, ma è “conditio sine qua non” comune a scienza e religione per cominciare a costruire qualcosa con ricadute pratiche e razionali. Si pensi al concetto di punto del quale si dice che, pur essendo adimensionale, riesca a dar luogo a rette, piani e spazio, che di dimensioni ne hanno una due e tre. Folle, no?

Ma allora perché nella scienza si accetta mansuetamente questa impostazione da parte di menti abbastanza pensanti, che si ribellerebbero a qualsiasi altro tipo di frottola? Perché si ha la consapevolezza e l’umiltà che non si può comprendere tutto subito e che bisogna andare incontro a qualche ragionevole e temporanea rinuncia pur di riuscire ad avanzare sulla via della conoscenza delle cose. Ma quali sono queste cose?

Per la scienza sono i fenomeni da indagare e le teorie da elaborare per dare loro una sistematizzazione, comunque cose di questo mondo, ovvero di questo universo. Per la religione pure. In origine, infatti, ha spiegato così i fenomeni naturali e tuttora si appella ai miracoli appena accade qualcosa ancora non sufficientemente coperta da spiegazioni scientifiche. In più la religione ha la vocazione a voler spiegare e rispondere ad interrogativi e bisogni che si è soliti attribuire ad una sfera detta spirituale o dell’anima, alla quale si attribuiscono attributi di eternità e di soprannaturalità, cioè non di questo mondo.

Quello che non capisco, a questo punto, è perché interrogativi e bisogni che nascono in questo mondo debbano essere trasferiti, per la loro soluzione, in un altro mondo. Siamo certi che questo mondo non li possa contenere ed offrire loro soddisfazione? Perché sono troppo complessi? Ma la storia umana non è anche storia di soluzione di problemi? Nel tempo, certo: di avvicinamento progressivo, è chiaro. E siamo sicuri che i problemi spirituali ed esistenziali si collocano fuori da questo faticoso ed affascinante cammino?

Petilino



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CULTURA
12 novembre 2007
Diario della Sera - 83 - IL SUGGERITORE
il Film
‘Hairspray’ di Adam Shankman, 117 minuti, 2007. Dentro ci stanno tante cose divertenti, e sopra tutte Christopher Walken e John Travolta che fanno il marito e la moglie.

la Messa in Scena
‘Il Filo e le Ombre’ di Alexandra Zambà (scrive sul blog-rivista come AlfaZita), dal 13 al 18 novembre, Teatro Tordinona di Roma (dietro Piazza Navona – in Via degli Acquasparta 16/a), alle nove di sera, (prenotazioni al numero di telefono: 328 - 12.72.521). I personaggi principali sono Caterina Cornaro veneziana e Giacomo dei Lusignani, re di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia. Ho assistito alle prove l'altra sera, al centro sociale dell'Ex Snia sulla Prenestina.


il Post
‘Quello che rimane’ dal blog [http://notturni.myblog.it/]
Bello tutto, bellissimo l'epilogo.


CULTURA
12 novembre 2007
IL LEGAME - 18 - On ne meurt qu'une fois / Non si muore che una volta
On ne meurt qu'une fois (Charlotte)


[Charles Louis Muller, Charlotte Corday in prigione]

Charlotte, pourquoi un tel geste?
Ce n’était pas ta révolution, tu disais, celle qui voyait un scélérat mettre son ambition devant l’intérêt général.  Trop de sang, trop de lois bafouées.
Mais Charlotte, aussi beau soit l’idéal qui la sous-tend, la révolution est menée par des hommes et les hommes sont imparfaits. Comment aurait été ta révolution, Charlotte?
Grandie parmi les héroïnes antiques, tu croyais servir la Justice en assassinant Marat. Il appelait à trop de haine. Ta cause était noble, certes, mais que dire du geste ?  A-t-on le droit de sacrifier un homme pour sauver des milliers d’autres ?
Peut-on sauver quelqu’un contre son gré? Un peuple qui ne se voit pas opprimé peut-il accepter la tentative de le libérer? Peut-on enfreindre la Loi pour la rétablir ?
Oter la vie est impardonnable mais manquer à son rôle dans l’histoire et gâcher sa vie l’est encore plus. Ta motivation a été déformée, ton geste condamné - par tous ceux qui aiment les lois plus que leurs principes.
Un cadavre dans une baignoire, ta tête qui roule. Ils t’ont outragée jusque dans la mort.
Mais Antigone et les héros de ton aïeul Corneille, t’attendaient certainement pour te consoler de tant d’incompréhension.


Non si muore che una volta (Charlotte)


[Jacques-Louis David, La morte di Marat, (totale)]


[Jacques-Louis David, La morte di Marat, (particolare)]

Charlotte, perché un simile gesto ?
Non era la tua rivoluzione, dicevi, quella che vedeva uno scellerato mettere la propria ambizione davanti all’interesse generale. Troppo sangue, troppe le leggi schernite.
Ma, Charlotte, per quanto bello sia l’ideale che la sottende, la rivoluzione è pur sempre condotta da uomini e gli uomini sono imperfetti. Come sarebbe stata la tua rivoluzione, Charlotte?
Cresciuta fra le eroine dell’antichità, credevi di servire la Giustizia assassinando Marat. Incitava a troppo odio. La tua causa era nobile, certo, ma che dire del gesto? È lecito sacrificare un uomo per salvare migliaia d’altri?
Si può forse salvare qualcuno contro la sua stessa volontà? Un popolo che non si vede oppresso può accettare il tentativo di liberarlo? Si può infrangere la Legge per ristabilirla?
Togliere la vita è imperdonabile ma venir meno al proprio ruolo nella storia e sprecare la propria esistenza lo è ancora meno.
La tua motivazione è stata deformata, il tuo gesto condannato - da tutti coloro che amano le leggi più dei loro princîpi.
Un cadavere in un bagno, la tua testa che rotola. Ti hanno oltraggiata fino nella morte.
Ma Antigone e gli eroi del tuo avo Corneille certamente ti attendevano per consolarti di cotanta incomprensione.

Venises

musica
12 novembre 2007
BRICIOLE MUSICALI 25 - Rimsky-Korsakov: La Città Invisibile
[Questa musica è dedicata ad una persona speciale fra voi.
Oggi facciamo la conoscenza di Nicolai Rimsky-Korsakov (1844-1908). Non inizieremo né con Scheherazade né col Capriccio Spagnolo né col Gallo d’Oro (le sue opere più famose), non entreremo dalla porta di servizio solo perché è quella più usata. Entreremo nel suo mondo dalla porta principale, inizieremo con due brani da un’opera meno conosciuta, degli estratti - montati in successione - dai primi due movimenti “Preludio: Inno alla Natura” e “Processione matrimoniale”  della Suite: “La Leggenda della Città Invisibile di Kitezh”.
Forse sulle prime vi sembrerà una musica da niente, “invisibile”, ma se l’osserverete con attenzione vi accorgerete che dal germoglio più minuscolo può a volte sbocciare il fiore più colorato.
Stavolta non vi parleremo né di lui né della sua opera (avremo occasione di farlo, non c’è fretta) lasceremo che sia la sua musica a farlo meglio delle nostre parole.
Piuttosto accompagneremo le sue note con queste altre note, scritte da Henry Miller:
“Un libro abbandonato su uno scaffale è una munizione sprecata. Un libro non è solo un amico, un libro ci procura nuovi amici. Possedere un libro con la mente e con lo spirito arricchisce. Ma quando lo si condivide con altri se ne è doppiamente arricchiti.
Un impulso irresistibile mi spinge ad offrirti questo consiglio non richiesto: leggi il meno possibile e non il più possibile!
Quando t’imbatti in un libro che vuoi o che devi leggere, mettilo da parte per qualche giorno. Ma pensaci il più intensamente possibile. Immagina cosa avresti scritto tu se fosse toccato a te di scriverlo. Quando finalmente lo aprirai, scoprirai che poco di quello che vi troverai scritto ti sarà nuovo”.

Questa musica è dedicata ad una persona speciale: quella persona sei tu.
Tu che passi di qui alla ricerca consapevole di qualcosa. Tu che hai ascoltato con attenzione, che magari l’hai trovata bella,  questa musica evanescente, che stai cercando di spiegarti e di spiegare perché la trovi bella, che magari la condividerai, con i suoi pensieri e le sue emozioni; tu che oggi  forse finirai (perché no?) col trovare la tua definizione personale di bellezza.
Dedicata a te, che forse sei giovane e stai scegliendo chi vuoi essere (a te sembra che lo dovresti già sapere mentre invece non lo si capisce mai!) e che t’interroghi sul come esserlo: a te che immagini che sia quest’ultima la domanda giusta.
A te, che ti senti d’essere niente e che finirai per essere tutto.]

Venises
CULTURA
11 novembre 2007
Diario della Sera - 82 - 1. la rivoluzione albanese e 2. il teatro italiano-cipriota
1. Tirano è albanese e italiano – vive in Italia dal 1990. Fino a diciassette anni fa in Albania un emigrante fuggitivo, se sopravviveva alle fucilate delle guardie di frontiera ed era catturato, finiva in prigione per dieci anni, e i sui familiari ai lavori forzati per cinque. Quell’anno, il 1990, la legge cambiò: dieci anni al fuggitivo catturato e niente più lavori forzati per i suoi familiari. Il giorno dopo la pubblicazione della legge, Tirano, fuggì, si salvò dalle raffiche delle guardie della rivoluzione, s’imbarcò, arrivò in Italia, iniziò a lavorare, qualche anno dopo di ricongiunse con la moglie e i due figli, ed è qui in Italia, a Roma, e mi racconta l’inferno albanese e il paradiso italiano.

Fulmini

2. Da martedì 13 a domenica 18 novembre andrà in scena al Teatro Tordinona di Roma (dietro Piazza Navona – in Via degli Acquasparta 16/a), alle nove di sera, (prenotazioni al numero di telefono: 328 - 12.72.521), lo spettacolo teatrale IL FILO E LE OMBRE - Kypria Caterina - di Alexandra Zambà (che nel blog-rivista pubblica come AlfaZita). È un'opera teatrale alla quale partecipa il Teatro delle Ombre cipriota di Christodoulos Pafios


[interno del baldacchino del Teatro delle Ombre cipriota di
Christodoulos Pafios]

e un gruppo di attori italiani di formazione classica e moderna. Il matrimonio culturale dei due paesi europei sarà arricchito da musiche italiane barocche e  popolari cipriote. In scena si parlerà greco e italiano. I personaggi principali sono Caterina Cornaro veneziana e Giacomo dei Lusignani, re di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia. E' l'incontro della cultura veneziana con quella cipriota, dell'isola posta in una posizione geografica che eccita da sempre istinti  di conquista. Ho assistito alle prove, mi ha convinto e commosso, te lo consiglio.

CULTURA
11 novembre 2007
Eftimios 44/42 - fiori/poesie 2

Un tordo vive in ozio
nell’orto di mio zio:
appena fa uno zirlo
mio zio corre a zittirlo.

Toti Scialoja

Continuo a parlarvi, a parlarti di Eftimios, oltre la sua vita breve, pubblicando e commentando fiori intorno a lui, ma non fiori recisi, agonizzanti, e nemmeno fiori piantine, moriture, bensì fiori di carta, fiori di parole sempreverdi, fiori-poesie. Lo faccio con i fiori della poesia italiana di tutti i tempi. Un poeta, una poesia.

Continuo, dopo ‘Novembre’ di Giovanni Pascoli, con 'Un tordo vive in ozio' di Toti Scialoja, una poesia che amavamo e amiamo, ricordavamo e ricordiamo a memoria, una poesia rimata. Lo faccio con una poesia rimata perché troppi oggi pensano che la poesia moderna debba essere, per essere ‘moderna’, ‘libera’ nel senso di ‘non rimata’, perché la rima sarebbe un impaccio, una mania, una superstizione. No, no. Gramsci ricordava nel suo linguaggio sarcasticamente appassionato un Tizio che si autodefiniva nel biglietto da visita ‘Contemporaneo’. Contemporaneo a chi?

Questo in generale. In particolare, nota – ti prego – lettore, lettrice, che questa poesia è un racconto pieno di surrealtà e realtà. Surrealtà del poeta in rapporto alla realtà del mondo.

Toti Scialoja è stato pittore, poeta, scenografo, docente, critico d’arte: un pentatleta anche lui. L’ho incontrato nell’autunno del 1997 e gli ho proposto di realizzare con lui, per lui, un ritratto-autoritratto, un documentario in soggettiva della sua vita d’artista raccontata da lui medesimo e figurata dall’insieme variegato delle sue opere – sul modello de ‘Le ceneri di Pasolini’ che avevo realizzato qualche anno prima. Mi ascoltò attentamente guardandomi da sotto in su – era simpaticamente basso come un folletto – e mi rispose sorridendo infine “Sì, nella prossima primavera però – aggiunse – ora l’artrite mi angustia troppo, in primavera starò certamente meglio”. Infatti, nella primavera seguente, nel marzo del 1998, morì.

Fulmini


CULTURA
10 novembre 2007
Diario della Sera - 81 - 1. lavoretto utile e giocoso e 2. spettacolo dei prossimi giorni
1. Lavoretto socialmente utile e personalmente giocoso: associare ad una parola astratta una immagine concreta.

Tenete ferme le dieci parole astratte – in minuscolo - e proponete dieci immagini concrete a loro icasticamente corrispondenti – diverse da quelle di seguito leggibili - IN MAIUSCOLO (che sono semplicemente indicative):

Arte – CONCHIGLIA SEZIONATA

AudioVisivo – SILHOUETTE DI CINEPRESA

Dialoghi – NUVOLETTA DEI FUMETTI

Filosofia – CIVETTA

FotoGrafia – LUNA MEZZA BIANCA E MEZZA NERA

Morale – COSTUME (vestito d’epoca)

Poesia – LIRA (strumento musicale)

Politica – RICCIO DI  CASTAGNA

Prosa – MATTONE

Religione - SERPENTE ARROTOLATO

Scienza – MELA

Sport – PALLONE

2. Lo spettacolo delle prossime sere. Da martedì 13 a domenica 18 novembre andrà in scena al Teatro Tordinona di Roma (dietro Piazza Navona – in Via degli Acquasparta 16/a), alle nove di sera, (prenotazioni al numero di telefono: 328 - 12.72.521), lo spettacolo teatrale IL FILO E LE OMBRE - Kypria Caterina - di Alexandra Zambà (che nel blog-rivista pubblica come AlfaZita). È un'opera teatrale alla quale partecipa il Teatro delle Ombre cipriota di Christodoulos Pafios e un gruppo di attori italiani di formazione classica e moderna. Il matrimonio culturale dei due paesi europei sarà arricchito da musiche italiane barocche e  popolari cipriote. In scena si parlerà greco e italiano. I personaggi principali sono Caterina Cornaro veneziana e Giacomo dei Lusignani, re di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia. E' l'incontro della cultura veneziana con quella cipriota, dell'isola posta in una posizione geografica che eccita da sempre istinti  di conquista. Ho assistito alle prove, mi ha convinto e commosso, te lo consiglio.

Fulmini

CULTURA
10 novembre 2007
fratelli alberi - 15 - il sicomoro


E’ questo, in ordine cronologico, il primo dei “1001 dipinti da vedere prima di morire” secondo Stephen Farthing (edizioni Atlante S.r.l. 2007). Una rappresentazione anonima del Giardino Paradiso Egiziano, realizzata tra il 1420 e il 1375 a.C. nella tomba tebana di Nebamun, uomo di potere della XVIII dinastia.

Esagerato. Milleuno sono troppi, come troppe erano le milletré amanti spagnole del ‘Don Giovanni’ di Mozart e Da Ponte. Novantanove, bastano novantanove dipinti da vedere vivendo.

Secondo poi non può essere il primo in ordine cronologico, questo conturbante frammento parietale di 64 X 76 cm, il primo essendo il padre di tutti i bisonti, il Gran Bisonte del Paleolitico Superiore (tra il 21.000 e il 13.000 a.C.) della grotta di Altamira in Spagna.

Tuttavia tra ‘i novantanove’ ci può stare, il Giardino Paradiso Egiziano di Nebamun, con i suoi  pesci tilapia, trampolieri, fiori di loto, papiri, palme, mandragore e l’albero degli alberi, l’albero della vita e della morte: il sicomoro.

È un albero enorme e sempreverde, comune in Medio Oriente e in Africa ma se state attenti lo riconoscete anche in Italia. Un tipo tosto: vive nelle zone paludose e sopravvive nel deserto,  regala ombra generosa e siconi deliziosi.

Siconi? E che sono i siconi? Fichi. Sicomoro vuol dire in greco 'gelso che produce fichi'. Una mano santa per uccelli e mammiferi e per le popolazioni umane antiche e povere. Le foglie sono usate per il trattamento dell’ittero e del veleno di serpente; il lattice che si ricava incidendo la corteccia è un rimedio contro la dissenteria e la tigna, la tosse e le infezioni della gola. E tutto l’albero ha un ruolo importante per il miglioramento della qualità del suolo e per il suo consolidamento.

E' un fratello albero, il sicomoro. Fin dall'inizio. Ricordate il sicomoro di Gerico? Gesù pellegrinava da quelle parti e il capo mafia della zona, Zaccheo, cercava di guardarlo in faccia questo Gesù, ma non ci riusciva, perché c'era gran folla e lui era piccolo di statura. Fino a che un sicomoro gli allunga un ramo e Zaccheo ci sale sopra. Lo vede Zaccheo e lo vede Gesù maestro dell'attenzione "alzati gli occhi, gli disse: «Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua». Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia. Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: «È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!» Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo»."

Pensate prima a come si comporta Gesù con gli uomini del disonore, e poi a come si comporta questo Benedetto XVI con gli uomini del disonore: trasferisce il vescovo di Locri trascinatore della lotta agli uomini del disonore di quella zona, agli uomini della 'ndrangheta. Io sono nato a Siderno, a tre chilometri da Locri, ci andavo a piedi perché c'era il più gran sicomoro della zona. Oggi mi viene da piangere pensando che questo papa capintesta cattolico immagina così trasferendo di imitare Gesù. Vada a Locri, piuttosto, si metta sotto il sicomoro e aspetti. Al resto ci penserà fratello sicomoro.

Fulmini


CULTURA
9 novembre 2007
Diario della Sera - 80 - due proposte: 1 per la Finanziaria 2 per un dramma cipriota e italiano
1…“La spesa mondiale per la ricerca e lo sviluppo è indirizzata per il 90 per 100 alla creazione di tecnologie utili al 10 per 100 della popolazione mondiale, cioè ai più ricchi” ha documentato Amy Smith, ingegnere di professione e docente del Mit e ispiratrice del Vertice Internazionale della Progettazione per lo Sviluppo (www.iddsummit.org). Questo non è bello e non è giusto. Per ciò propongo di raddoppiare nella Finanziaria italiana (cominciamo in Italia, e continuiamo in Europa) la somma a disposizione di ricerca e sviluppo, e indirizzarla per il 90 per 100 del totale al 90 per 100 della popolazione, cioè ai più poveri.

2…Da martedì 13 a domenica 18 novembre, andrà in scena al Teatro Tordinona di Roma (dietro Piazza Navona – in Via degli Acquasparta 16/a), alle nove di sera, (prenotazioni al numero di telefono: 328 - 12.72.521), lo spettacolo teatrale IL FILO E LE OMBRE - Kypria Caterina - di Alexandra Zambà (che nel blog-rivista pubblica come AlfaZita). È un'opera teatrale alla quale partecipa il Teatro delle Ombre cipriota di Christodoulos Pafios e un gruppo di attori italiani di formazione classica e moderna. Il matrimonio culturale dei due paesi europei sarà arricchito da musiche italiane barocche e  popolari cipriote. In scena si parlerà greco e italiano. I personaggi principali sono Caterina Cornaro veneziana e Giacomo dei Lusignani, re di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia. E' l'incontro della cultura veneziana con quella cipriota, dell'isola posta in una posizione geografica che eccita da sempre istinti  di conquista. Ho assistito alle prove, mi ha convinto e commosso, te lo consiglio.

Fulmini




arte
9 novembre 2007
LO SPACCO - 12 - poesia e pittura


[Umit Inatci, 'Opus Magnum', 2005, acrilico, 160x160 cm]


IRRITAZIONI

1.
le memorie attizzano il mio rancore
quel passato decorato di guerre giuste
ovunque sangue ovunque maledizione
so che nella pancia del mio mare
non partoriscono le balene
ma quanti squali mi mordono il cuore

3.
ama mi la mia terra ama mi
accarezza mi con le tue mani di color verde rame
i corvi dipinti di bianco fin quando
fingeranno la pace

4.
lacrime di cristallo dei pianti azzurri
non strozzeranno astruso sentimento d’odio
mare nostrum ed alibi del macabro suicidio

5.
colpe complici corpi scomparsi
monumenti ad onore dei caduti mai ritrovati
silenzi sincronizzati all’assenza della verità
la verità punge
la verità costringe
la verità respinge
la verità non finge
la verità é pericolosa
ingombra sempre di piu
il senso di colpa

6.
affannosa attesa per un tempo ignoto
ora non é ora dell’ora me ora é ora...

Umit Inatci




CULTURA
8 novembre 2007
Diario della Sera - 79 - la compagna di viaggio
Sto al suo fianco, lei è tesa, è irrequieta, non sta nella pelle. Dove sta? Domandiamoci prima dove vorrebbe stare: nell’aria, come una saetta tra la corda e il bersaglio, e dove vorrebbe vivere: nel tempo presente, tra il passato e il futuro. Ma non può: qualcosa la trattiene, e sta nell’inferno senza tempo e senza spazio: non vive, non nasce, non muore.

Bianchi i capelli, rosa le rughe, cenere le pupille, un mantello l’avvolge tutta, tutta trema e intera s’agita, sognando la fermata, si controlla a fatica, mira de soslayo, quasi non respira, ma ecco che l’ottantasette inteso come autobus frena nel Largo di Torre Argentina a Roma, e prima che s’arresti lei è in piedi in un baleno. Le porte s’aprono, i passeggeri scendono, i passeggeri salgono, e la compagna di viaggio si dispone alla fermata che verrà.

Fulmini


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fotografia
8 novembre 2007
fotografie 329 - un momento d'indecisione (Roma, quartiere Monti, 8 novembre 2007 07:49:04)

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letteratura
8 novembre 2007
poesie su commissione - 17 -

Mi dicono le figlie che New Haven
vuol dire Nuovo Porto
ma non trovo l’ancora e le vele
gonfie di non so quale vento
mi trascinano di nuovo in alto mare
perdo il profilo
dei volti corpi case alberi strade
delle ultime care
luci del Novecento
eppure mi viene voglia di cantare.


Fulmini

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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
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