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29 febbraio 2008
Edifici contemporanei - Guido Aragona, Intervista al "Santo Volto" di Mario Botta

Sono qui in auto, per intervistare la (quasi) nuova chiesa diocesana (detta “Del Santo Volto”) progettata da Mario Botta del Canton Ticino. Foto da Torino

Velocissima intervista, sia io che lui abbiamo poco tempo.
Ho capito perché l’ha fatta così alta! Sapevo che le nuove case della “Spina 3”, sorte, come la chiesa diocesana in aree in precedenza occupate da industrie, fossero alte (e brutte), ma dal vivo sono masse veramente incombenti. Un bene, che non si vedano troppo.
La zona deve ancora essere completata con un parco che arriverà ad insinuarsi anche fra le case e la chiesa.

IO - La prime due cose che mi vengono in mente, guardando la pianta sono:

Pianta della costruzione

1) Botta saggiamente determina con i due edifici della diocesi, un ambito chiuso da quinte, ottenendo così un “sagrato cortile”  riparato e tranquillo; mentre dall’altro lato, parzialmente chiuso dalla chiesa come snodo, cerniera, si apre in modo controllato alla città, verso il centro, e quello che sarà anche il “Parco Dora”.
2) la scelta di fare una chiesa a pianta centrale. Impostata su un poligono a 14 lati, che alternano 7 torri-lucernari (con altri volumi lucernari nella parte anteriore), a 7 lati, cunei, anche di accesso.

Foto da Torino

Questa scelta, vista nella planimetria nel suo complesso mi pare chiara, ma determina una volumetria che è nello stesso tempo assai complicata e un poco rigida, meccanica. Si direbbe quasi un ingranaggio, non è vero?

Immagine del plastico

 

LUI - Certamente,. Infatti mamma Mario lo diceva sempre, questa dell’ingranaggio. In realtà, inizialmente era prevista con otto torri (quindi, una vera e propria “pianta centrale” con due assi di simmetria).

Immagine del plastico

Ma se ora riguardi la planimetria, capisci certi vantaggi “dinamici” dei lati dispari: l’abside è dentro una torre, e  l’eptagono ti consente di entrare in asse da un lato-cuneo, non da un vertice- torre (che sarebbe sbagliato).
Ti accorgi inoltre che è stato un vantaggio, per quanto riguarda i piani di accesso e la forma del lotto, avere accessi al sagrato non paralleli eppure, in asse a torri (e in un caso, anche alla ciminiera-segnale).

IO - Quindi il simbolismo del numero sette non è la causa della scelta, è vago e “a posteriori”, forse. E’ derivato più da un gioco d’opportunità, che da una effettiva spinta simbolica.

 LUI - Secondo me, si. Mia mamma in una intervista ha detto “Sette è un numero magico, rimanda tra l'altro ai sette giorni della settimana, ai sette sacramenti. Ma è anche un numero assente dalla tradizione architettonica della città: la forma con sette lati mi è servita per creare un'abside centrale, che è rivolta verso la città”. (1)

IO - Si, è vago (sorrido). Poi, l'ha sparato con "il numero assente dalla tradizione architettonica torinese. Sfido io ... provate a cercare un edificio a pianta eptagonale, nel mondo. Se si contano sulle dita della mano, è tanto.
Comunque è abbastanza marcato questo riferimento al mondo industriale, operaio, della fabbrica. Anche se, sul piano simbolico, mi pare comunque altrettanto vago e ambiguo, specie nella mescolanza col fatto religioso. Sempre la sua mamma ha detto “.Mi piace anche la ciminiera, perché è legata alla memoria della cultura operaia, però adesso ha assunto nuovi significati, rappresenta un altro segno del raccordo tra passato e presente.

Foto da Torino

Passando ad altro, devo dire che al di la di tutto, non posso come sempre non ammirare la precisione dei dettagli delle cose di Botta, raffinata anche da esperienza ormai ultradecennale: questi suoi tipici giochi di muratura, specie di mattoni.

Foto da Torino

LUI Però ... lo sa no? Quello è il vestito, io sono in calcestruzzo armato, gettato o in blocchi :-)

Foto da Torino

IO – Lo so. Comunque non ti offendere, fuori ti trovo un po’ ostile, con questi spigoli, anche se sei meglio dal vivo che in foto. Invece, dentro sei meglio in foto. Comunque, per dirla in critichese, c’è un sentore “Ledoux-Lecorbusieriano" forse un po’ Calvinista che non mi entusiasma, che sento alieno.(2)
Decisamente d’effetto l’ingresso all’interno, con il volto della Sindone ricavato da effetti di luce radente in rapporto ai materiali (mattoni e marmo).
Foto da Torino

Mi piacciono inoltre questi effetti di luce sia naturale che artificiale, all’interno.

    Foto da Torino

LUIVero che non sono brutto come tanti dicono? Però si spicci, devo finire l’intervista, mi faccia l’ultima domanda.

 IO – Peccato, avrei molte cose da chiederle ancora. E va bene, le faccio una domanda di “design liturgico”, se posso esprimermi così; su un piano dunque che non ho toccato, causa mia incompetenza in materia. Com’è che le panche, non hanno inginocchiatoi? E’ una scelta estetica, religiosa (ecumenica) o economica?

Foto da Torino

LUI – Non lo so. Questo dovrebbe chiederlo a mio papà, mons. Severino Poletto (3)

**********

Me ne vado per i miei affari, nel tramonto invernale. Un sopralluogo svelto nell’area della ex acciaieria, dove presto, sorgerà un parco urbano, con una passerella aerea sulle gigantesche strutture della ex fabbrica, che condurranno proprio dall’altro lato, in prossimità della chiesa e delle nuove case, laddove sorgevano grandi fabbriche

Foto da Torino

 

     Note

(1) In una recente conferenza tuttavia, Botta ha affermato che la geometria eptagonale sia stata suggerita da una persona della Curia, non per motivi pratici, dunque la lettura che ne ho dato potrebbe essere erronea. (cfr qui)
 
(2)  
Ritengo che lo stile di Botta sia sulla linea Ledoux-Le Corbusier come individuata da Emil Kauffmann, passando per Louis Kahn. Per capire Botta, può servire vedere anche in fotografia o in disegni i lavori di questi tre architetti.

(3) In realtà, solo una parte dei sedili è priva d'inginocchiatoio. Gli altri, hanno un inginocchiatorio mobile, cfr. qui

Alcune immagini sono state reperite in Internet, altre scattate da me.


Guido Aragona

CULTURA
29 febbraio 2008
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 10 - Quattro foto in blu
[La rubrica L’ULTIMOGIORNODELMESE è composta oggi da quattro foto in blu.

Dal prossimo numero la rubrica entrerà in una nuova fase, e raccoglierà descrizioni, commenti, analisi, di un’opera ogni fine mese.
Autori di questi posts saranno i coautori del blog-rivista, e i bloggers che desiderano partecipare alla nuova iniziativa.
Tutti sono esortati a scrivere testi di sole parole, composti da non più di duemila caratteri, e di spedirli (lexandra@libero.it) 7 giorni prima del 31 marzo 2008.
La prima opera scelta è un film: ‘Il Petroliere’ (There Will Be Blood) di Paul Thomas Anderson.

Ed ecco le foto in blu.]

Foto da Cipro
AlfaZita, Cipro, 21 febbraio 2008
Foto
Claudio Ricci, Colori, febbraio 2008
Foto da Genova
Khùtspe, Genova, febbraio 2008
Foto da Varsavia
Julia, Varsavia, Cimitero  Monumentale di Varsavia, 17 febbraio 2008


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fotografia
28 febbraio 2008
I NOSTRI INVIATI - 60 - AlfaZita, Nicosia - al limite della zona morta, 22 febbraio 2008
Foto da Cipro

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letteratura
28 febbraio 2008
LA LINGUA RUBATA - 7 - AlfaZita, più su
(da UNA DOZZINA DI PENSIERI SGHEMBI)

6)

più su
nel cieco riverbero della notizia
appesa alla finestra versata mattina
più su.

AlfaZita





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CULTURA
27 febbraio 2008
Diario della Sera - 181 - IL SUGGERITORE
la Conferenza Pubblica

Questa sera, mercoledì 27 febbraio 2008, Orlando Lentini (lo storico dei saperi sociali del quale vi ho già scritto l’altro giorno) alle ore 21.00 terrà una conferenza pubblica a Roma sul tema ‘La sinistra americana pensa il mondo’ (titolo del libro omonimo – Milano, Franco Angeli editore - del quale è autore e che sarà in libreria dopo il 20 marzo 2008) nella sede del Circolo PD Italia-Lanciani, Via Catanzaro 3 Roma, Roma / tel.06 44230414 / polis.ulivista@libero.it / http://www.albolapillo.it/

Si tratta della presentazione dei risultati di una ricerca svolta da Orlando Lentini fra il 2006 e il 2008 negli Stati Uniti, sulla sinistra intellettuale americana e i suoi modi di pensare il mondo. Individuati i tre principali esponenti della sinistra intellettuale critica in Gabriel Kolko, Immanuel Wallerstein e Andre Gunder Frank, viene preso in esame il processo di revisione della realtà virtuale liberal-marxista che ha dominato in Occidente almeno a partire dal Manifesto di Marx ed Engels.
La sinistra americana ha dovuto fare i conti con la metamorfosi corporata del capitalismo, che ha subordinato la democrazia ai suoi bisogni e contingenze organizzative, impedendo uno sviluppo adeguato dei principi e delle forme della socialdemocrazia. Negli anni cinquanta i liberal della guerra fredda hanno sostenuto l'imperialismo delle corporations senza falsi pudori, almeno fino alla guerra nel Vietnam.
La fase successiva è stata dominata dal lungo trauma ideologico seguito alla caduta dei 'socialismi reali' e all'ascesa di molti paesi del cosiddetto 'Terzo Mondo'. La sinistra americana si trova oggi a dover prendere atto della fine del liberalismo, del socialismo, ma anche della fine dell'Occidente.

Io ci vado. Se lo consiglio a voi, a te, vuoi che non lo consigli a me stesso?

Fulmini



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fotografia
27 febbraio 2008
fotografie 414 - Fulmini, Roma - di fianco al Colosseo (due), febbraio 2008
Foto da Roma

Notare, tra l'altro, il corelliano 'movimento insieme con precisione'.



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musica
26 febbraio 2008
BRICIOLE MUSICALI 61 - Arcangelo Corelli
Corelli non ebbe bisogno d’affrettare la pubblicazione del suo capolavoro, l’Opera VI, grazie al generoso mecenatismo del cardinale Ottoboni, nel cui palazzo romano ogni lunedì si tenevano regolarmente delle accademie serali. Corelli ebbe infatti la possibilità di perfezionare il suo stile senza trovarsi nell’obbligo – com’era assai comune nel barocco – di fornire settimanalmente una nuova composizione. Ebbe così agio di curare ogni minimo dettaglio della sua opera (memore certamente dello scandalo suscitato dalle sue “quinte” consecutive nel trio dell’opera n. 2).

Di Corelli uomo sappiamo (grazie a Handel) che si vestiva sempre di nero e che collezionava quadri che non pagava. Del Corelli esecutore parlava tutta Europa. Ecco cosa dicevano:
“Mentre suona il violino il suo aspetto si deforma, gli occhi diventano rossi come il fuoco e i globi roteano come se fosse in agonia”.
“Geminiani fu molto colpito dalla maniera in cui eseguiva i suoi concerti, la cui estrema accuratezza nell’esecuzione dava un effetto meraviglioso; non solo per l’orecchio ma anche per l’occhio; poiché Corelli considerava essenziale per l’ensemble che gli archi si muovessero insieme con precisione, tutti quanti in su o tutti in giù; in maniera che alle sue prove egli immediatamente fermava il complesso se scopriva un’arcata irregolare”.

Nel 1687, per un intrattenimento organizzato dalla regina Cristina di Svezia, Corelli diresse un’orchestra di 150 archi. Non osiamo immaginare quale calvario siano state le prove per gli orchestrali.
Venises



Di Arcangelo Corelli (1653-1713) ascoltate due pezzi in successione.
Dapprima il quarto movimento della Sonata Quinta dalla sua Opera I (Sonate a Tre da Chiesa, 1681). La particolarità di questa breve composizione è il tempo: in novanta secondi cambia ben 8 volte (Allegro – Adagio – Allegro – Adagio – Adagio – Allegro – Adagio – Adagio, e piano).
Segue l’Allegro dalla Sonata per Flauto a becco detta ‘La Follia’ (al flauto, Frans Bruggen).




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CULTURA
26 febbraio 2008
Diario della Sera - 180 - IL SUGGERITORE
la Conferenza Pubblica

Domani sera, mercoledì 27 febbraio 2008, Orlando Lentini (lo storico dei saperi sociali del quale vi ho già scritto l’altro giorno) alle ore 21.00 terrà una conferenza pubblica a Roma sul tema ‘La sinistra americana pensa il mondo’ (titolo del libro omonimo – Milano, Franco Angeli editore - del quale è autore e che sarà in libreria dopo il 20 marzo 2008) nella sede del Circolo PD Italia-Lanciani, Via Catanzaro 3 ROMA, Roma / tel.06 44230414 / polis.ulivista@libero.it / http://www.albolapillo.it/

Si tratta della presentazione dei risultati di una ricerca svolta da Orlando Lentini fra il 2006 e il 2008 negli Stati Uniti, sulla sinistra intellettuale americana e i suoi modi di pensare il mondo. Individuati i tre principali esponenti della sinistra intellettuale critica in Gabriel Kolko, Immanuel Wallerstein e Andre Gunder Frank, viene preso in esame il processo di revisione della realtà virtuale liberal-marxista che ha dominato in Occidente almeno a partire dal Manifesto di Marx ed Engels.
La sinistra americana ha dovuto fare i conti con la metamorfosi corporata del capitalismo, che ha subordinato la democrazia ai suoi bisogni e contingenze organizzative, impedendo uno sviluppo adeguato dei principi e delle forme della socialdemocrazia. Negli anni cinquanta i liberal della guerra fredda hanno sostenuto l'imperialismo delle corporations senza falsi pudori, almeno fino alla guerra nel Vietnam.
La fase successiva è stata dominata dal lungo trauma ideologico seguito alla caduta dei 'socialismi reali' e all'ascesa di molti paesi del cosiddetto 'Terzo Mondo'. La sinistra americana si trova oggi a dover prendere atto della fine del liberalismo, del socialismo, ma anche della fine dell'Occidente.

Fulmini

***

Più di così...

Se ne è parlato ma... Metilparaben rompe completamente la divisione tra chi scrive e chi legge. Non mi soffermo con tante parole per non togliere il piacere della scoperta e del commento. Che ne pensate?
Buona serata a tutti.

Mario DG

(Ringraziamo Marino per la segnalazione)

fotografia
26 febbraio 2008
fotografie 413 - Fulmini, Roma - di fianco al Colosseo, febbraio 2008
Foto da Roma



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musica
25 febbraio 2008
BRICIOLE MUSICALI 60 – Il capolavoro di Anfossi
Testo dell'aria

Pasquale Anfossi (1727-1797): chi era costui? (Verrebbe da dire). Semplice: colui che ha scritto l’opera che contiene la più bella Aria per soprano mai composta – almeno secondo l’opinione di Nefeli (che ringrazio di cuore).

Possibile? Ebbene sì, la state ascoltando; si tratta di “Vorrei spiegarvi, oh Dio!”.
Solo che l’Aria – che effettivamente è tratta dall’opera di Anfossi “Il Curioso Indiscreto” – è stata composta da Wolfgang Amadeus Mozart e da questi regalata ad Anfossi. Ebbene sì: regalata.
Com’è possibile? Quale forza può mai spingere un artista a regalare un suo capolavoro ad un Anfossi qualsiasi? La risposta è una sola: l’Amore - il povero Anfossi non c’entra proprio nulla in questa storia. L’Aria è un regalo di Wolfgang per la soprano dell’opera di Anfossi, ovvero Aloysia Weber, il grande amore della sua vita. Tutti sapete come finì: Aloysia diventò la signora Lange e Wolfgang finì per sposare la sorella di quella, Constanze Weber.

Composto nel 1783, il brano è composto di tre parti. La delicata introduzione orchestrale fissa il tono complessivo con vari obbligato di voce e strumenti. Clorinda, innamorata del Conte, promesso però ad Emilia, vorrebbe poter spiegare perché non le è concesso di ricambiare l’amore di lui. Quindi ella l’implora d’allontanarsi perché non riesce più a continuare a mentirgli (e il tempo cambia, accelera seguendo la tempesta nel cuore di Clorinda sino all’ultimo meraviglioso acuto : “è vostro il suo cor”). Mozart fa esprimere (il testo è di Bertati con correzioni di pugno di Mozart) la bellezza della rinuncia proprio a colei alla quale ha rinunciato.



Qui sotto potete invece ascoltare la più bell’Aria mai composta da Mozart secondo l’opinione di Mozart stesso (Kv316 “Popoli di Tessaglia: Io non chiedo, eterni dei”, 1779); scritta anch’essa per Aloysia, ovviamente. Come tutte le altre Arie scritte per lei, anche questa è ricca di virtuosismi –  inizia nel tempo Andante sostenuto e cantabile e termina in un Allegro assai con tanto d’acuto vertiginoso in G che batte persino quello della Regina della Notte nel tardo Flauto Magico.



Per autorevole che sia l’opinione di Mozart, è però evidente che ha ragione Nefeli e che Wolfgang commette un clamoroso errore di valutazione. Ma in fondo non c’è da stupirsi troppo, un uomo innamorato non sempre sa bene quello che fa.
Venises

Fotogramma dal film Amadeus

P. S. = il tema del famoso (ricorderete il film Amadeus) ‘Confutatis Maledictis’ del Requiem Kv626 di Mozart (1791) è quello della sinfonia denominata ‘Venezia’, composta nel 1776 da Pasquale Anfossi. Tanto per saldare i conti, giusto in tempo prima del Gran Bilancio.


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CULTURA
25 febbraio 2008
LA LINGUA RUBATA - 6 - AlfaZita, Ottanta anni
Foto in corsa
[Viaggio a Cipro]

L' AKEL, un partito di lavoratori che da ottanta anni è rimasto all'opposizione, da oggi 24 febbraio 2008 governa la repubblica di Cipro.

Dovevate esserci tra la prima e la seconda domenica delle elezioni - tanto è durata la bilancia in bilico - sentire l'aria sospesa, le parole lungamente pausate pronunciate piano e oggi ecco alta la gioia folle e sfrenata ha riempito le strade di voci rauche,  bandiere di Cipro sventolate, slogan che venivano dritte dall'anima fuori dagli occhi: - vogliamo Cipro libera, vogliamo Cipro unita.

Quanta pazienza fede e perseveranza! Trentaquattro anni tengono sul petto i figli ammazzati giovani, in braccio strette le ragazze violentate, sulle spalle trainano i loro vecchi caduti nel passato e poi la memoria colma delle terre strappate dal filo spinato.

Loro si fidano di questo Presidente che tiene alta la testa bianca, le mani larghe che escono da una camicia frettolosamente indossata e tra le parole del suo discorso... "Sono arrivato scalzo in questa parte della nostra isola, ho potuto studiare solo grazie a voi tutti  ed al partito... Farò di tutto per tornare nelle nostre terre, e rivivere insieme con gli amici turco-ciprioti..."

AlfaZita
CULTURA
24 febbraio 2008
Diario della Sera - 179 - IL SUGGERITORE
il Libro

Mi è dispiaciuto il comportamento di Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse. Non tanto perché è stato vile (non pretendo da tutti l’eroismo) ma per la sua idea incivile – testimoniata non soltanto dai suoi ‘atti’ ma anche dalle ‘parole’ - che la vita di un individuo sia sempre e comunque più importante della vita civile della comunità a cui appartiene.

Io sono nato alla cultura ed alla civiltà leggendo e ammirando Socrate. Mi è piaciuto il suo doppio addio. Prima all’assemblea democratica giudicante i suoi crimini: “Ma è tempo di andare, io a morire, voi a vivere ancora. Chi di noi vada verso una sorte migliore è oscuro a tutti, fuori che al dio”. Poi ai suoi allievi, che lo invitavano a fuggire dal carcere per evitare la morte per cicuta: “Importante non è vivere, ma vivere rettamente.”

Tuttavia, leggendo il libro che Agnese figlia di Moro ha scritto sul padre (Un uomo così, Rizzoli 2008) ho appreso che quest’uomo, al matrimonio della figlia Fida, ha ricordato al sacerdote l’obbligo di leggere gli articoli del codice civile. Per ciò leggetevi, se ne avete cuore, questo libro, e buona notte.

Fulmini

CULTURA
24 febbraio 2008
pensieri spettinati - 88 - lode del blog dal lato dell'autore
Da un anno, da quando cioè ho fondato (con un gruppo di complici) questo blog-rivista, mi sento meglio. I lettori ed io (e noi) possiamo guardarci in faccia senza ostacoli, leggerci reciprocamente, e conversare – ‘cambiare verso’ l’un l’altro.

Io sono scrittore, per vocazione e professione. Scrivo con le parole, con le immagini, con le ombre. Ho cominciato con le parole (della scienza) a trent’anni (trent’anni fa) e ben presto mi sono reso conto dell’ostacolo che da  allora ha ingabbiato la mia attività scientifica e artistica. Fino ad un anno fa, appunto.

Parlo dei “funzionari delle superstrutture” – i redattori di riviste tradizionali, i critici per partito preso, i giornalisti che tengono famiglia, gli editori dell’acqua minerale, i distributori del meglio del peggio, gli accademici a tutti i costi… insomma tutti coloro che dovrebbero favorire e promuovere (vedi nota conclusiva del post) i rapporti tra scrittori e lettori – e che invece si occupano delle opere soltanto come mezzi (della propria affermazione) e non come fini (del lavoro intellettuale come vocazione e professione), come mezzi per conquistare e accrescere denaro e potere.

Parlo di coloro che si fanno i fatti loro, invece di farsi i fatti degli altri, e precisamente i fatti degli scrittori (quelli che creano scrivendo) e dei lettori (quelli che ricreano leggendo).

Ebbene, da un anno, grazie al blog – meraviglia delle meraviglie della quale tesso qui con le lacrime agli occhi la lode – questo inferno è finito. Scrivo e il lettore direttamente mi legge, ed io fraternamente lo leggo.

Naturalmente io penso che la funzione intellettuale sia decisiva per una vita umana associata continuamente rinnovata. A questa condizione: che i ‘funzionari delle superstrutture’ si comportino come questi venditori che ho fotografato l’altro ieri nel mercato della Vucciria a Palermo – i quali stanno tra i pesci e i cittadini senza mettersi in mezzo.

Foto da Palermo

Fulmini

I ‘funzionari delle superstrutture’ sono “non solo quei ceti comunemente intesi con la definizione di ‘intellettuali’, ma in generale tutto lo strato sociale che esercita funzioni organizzative in senso lato, sia nel campo della produzione, sia in quello della cultura, e in quello politico-amministrativo”. (Antonio Gramsci, Quaderno 19)

fotografia
23 febbraio 2008
I NOSTRI INVIATI - 60 - Leonardo Ancillotto, Composizione in verde (fasci vascolari), 2007
Foto di foglia



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letteratura
23 febbraio 2008
haiku rimati - 66 -
Il fico verde
piange latte, tacciono
le vecchie erbe
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Fulmini

CULTURA
22 febbraio 2008
Diario della Sera - 177 - IL SUGGERITORE
il Post-Poesia
‘e’ di Delfi. Una poesia visiva fatta con le parole.

Fulmini

la Testimonianza
“Non so se la vecchiaia comporta la saggezza, in ogni caso io non la voglio. La saggezza è il contrario dell’amore, la saggezza significa cercare di sopravvivere, evitare di mettere le dita nella corrente elettrica, l’amore significa vivere pericolosamente, senza cautele. Se fossi saggio non farei il cinema.“

Robert Altman (regista, poco prima di morire, vecchio,  pericolosamente)




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musica
22 febbraio 2008
BRICIOLE MUSICALI 59 - Mauro Giuliani
Chitarra: Rodrigo?
No, Mauro Giuliani (1781-1829). E chi era costui? Beh, per esempio: il primo violoncello nell’orchestra la sera della prima viennese della 7a Sinfonia di Beethoven (beato lui!); oppure: un compositore romantico che ha scritto molta musica per chitarra.
Ecco cosa scrivevano di lui: “Il Sig. Mauro Giulian Filarmonico tenne pubblica accademia instrumentale [concerto]. Noi aspettavamo un felice successo delle sue promesse ma superò questo la nostra aspettazione. È inesprimibile con quanta armonia, precisione, agilità, dolcezza sapesse ricavare ogni suono, o forte, o delicato, o robusto, o tenero, da un istrumento che quanto comunemente va per le mani di tutti, tanto difficilmente rinviensi, che sia di quello suonatore perfetto. Al Sig. Giuliani conviene il vanto d’averci rapito, e colle sonate a volo, e con quelle accompagnate da altri istrumenti.

Nato a Bisceglie (Puglia) fu amico di Rossini e Paganini, trovò la fama a Vienna, conobbe Hummel, Spohr, Schubert, Beethoven; rivaleggiò con Fernando Sor.
Eccovi le sue variazioni (quattro) su un tema sul quale aveva già composto delle variazioni il suo arci-rivale, Fernando Sor.

Introduzione, Tema con Variazioni, Polonaise, Op. 65 (State ascoltando la sezione centrale, Tema con Variazioni)
Venises



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fotografia
22 febbraio 2008
fotografie - 412 - Fulmini, Composizione in rosso (Palermo, Vucciria), 20 febbraio 2008
Foto da Palermo



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SCIENZA
22 febbraio 2008
IL CROGIOLO - 13 - Mario Pennetta, Il Partito Democratico e la sinistra massimalista
L'Italia è l'unico tra i paesi avanzati ad avere un sistema politico istituzionale maggioritario ma senza due partiti egemoni nei due schieramenti. Ciò determina ancora oggi instabilità  nei governi ed inefficienza nella loro azione. Le cause sono da ricercare nella storia politica istituzionale del paese dal secondo dopoguerra.

La ‘Prima Repubblica’, infatti, fu caratterizzata da una grande anomalia, la presenza di un solo grande partito di massa, la Democrazia Cristiana, abilitato a governare, mentre l'altro grande partito popolare di massa, il Partito Comunista Italiano, ne era escluso perché legato a Mosca e perché, in quanto partito comunista prevedeva nel suo programma politico l'abbattimento del sistema capitalistico. L'Italia dovette subire 50 anni di governi ad egemonia DC, un regime lungo e che come tutti i regimi portò ad  una corruzione profonda nella vita pubblica. L'assenza di un ricambio nel governo del paese determinò una situazione di corruzione diffusa in tutti gli atti che venivano compiuti: operazioni economiche, assegnazioni di gare di appalto, ricerca di un lavoro. Questo degrado ebbe un'accelerazione a partire dagli anni '80 e l'azione della Magistratura con l'inchiesta Mani pulite oggettivamente assunse un ruolo di supplenza politica a causa del mancato ricambio nei governi  del paese.

La ‘Seconda Repubblica’ nacque nel 1992, dopo il crollo del Muro di Berlino, e si pose come obiettivo quello di avviare una riforma elettorale che portasse ad un sistema istituzionale maggioritario. Tale riforma ha portato, però, non alla nascita di due partiti egemoni tra loro alternativi, ma a due poli costituiti da differenti partiti, fragili in quanto impegnati in una continua e defatigante opera di mediazione con i rispettivi partiti alleati.

L’operazione compiuta da Veltroni di costituzione del Partito Democratico e di rottura delle alleanze con i partiti della ‘sinistra massimalista’, si pone appunto l’obiettivo di semplificare il quadro politico. Il Partito Democratico è il tentativo di costituire un partito riformista e di governo in Italia e  nasce dall'incontro di politiche e culture differenti, la cattolico-democratica, la liberalsocialista e la socialdemocratica.

La nascita di un partito riformista egemone, con un programma di governo coerente ed attuabile in Italia rappresenta una condizione necessaria ma ancora non sufficiente per governare. La seconda condizione è rappresentata dalla rottura delle alleanze con quei partiti della sinistra massimalista che per storia e cultura ancora oggi presentano programmi volti ad esasperare le contraddizioni del sistema economico per arrivare ad un suo superamento piuttosto che porsi come fine la modernizzazione del sistema. Vi è, pertanto, un'ambiguità di fondo nei programmi e nelle proposte concrete di politica economica da parte di partiti come Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani.

Entrambi si richiamano nel nome al comunismo e allora chiediamo: fanno riferimento ad un modello di società  storicamente esistita o esistente? Attualmente i paesi dove vige un sistema comunista sono la Corea del Nord e Cuba, vorrebbero i dirigenti di questi partiti proporre per l'Italia un simile modello? Pensiamo di no.

Domandiamo allora: quale organizzazione economica-sociale  vogliono per l'Italia. Accettano l'esistenza di imprese private? Pensano di mantenere l'attuale sistema ad economia mista con la presenza  dello Stato in economia accanto all'impresa privata? Se questo fosse il loro programma si tratterebbe allora di definire concretamente il rapporto tra Stato e Mercato. Ma questi sono i programmi delle socialdemocrazie e sono i problemi che lo stesso PD si trova ad affrontare oggi. In tal caso, se questa fosse la base teorica del loro programma sarebbe opportuno che lo esplicitassero, collocando le singole richieste di politica economica in un quadro di compatibilità di sistema.

Chiedere oggi incrementi salariali e stipendiali è giusto - dopo anni di perdita di potere di acquisto da parte di soggetti a reddito fisso e dei pensionati, ma in un sistema economico dove i prezzi vengono stabiliti prevalentemente dal settore privato, non è indifferente se questi aumenti vengono realizzati attingendo solo a quelle risorse costituite dalla lotta all'evasione fiscale (l'ormai famoso ‘tesoretto’) oppure da un mix comprendente anche la contrattazione aziendale, legando parte degli incrementi alla crescita della produttività  media del sistema economico o della produttività  aziendale. La politica economica di un governo deve favorire lo sviluppo economico ma deve anche evitare che si determini un incremento del tasso di inflazione - vanificando così gli aumenti concessi.

Fare richieste settoriali senza tener conto delle reazioni che si innescano nel sistema, può portare ad un danneggiamento degli interessi delle categorie che si vogliono favorire. Questo successe, infatti, negli anni '70 con l'accordo tra Lama e Agnelli sulla scala mobile ed il punto unico di contingenza. Il recupero del potere di acquisto dei salari attraverso la scala mobile innescò un meccanismo perverso dove ad un aumento dei prezzi seguiva un incremento dei salari a cui seguiva un incremento dei prezzi con una rincorsa senza fine. Il risultato fu un tasso di inflazione il più alto d'Europa, continue svalutazioni della lira, indebolimento complessivo del sistema economico 'Italia' nonché salari reali che solo in percentuale minima recuperavano l'inflazione.

Una parte della sinistra italiana oggi si pone l'obiettivo di darsi una cultura di governo e la costituzione del PD ne è la sua attuazione. La sinistra massimalista resta con una cultura di opposizione che rifiuta di misurarsi con i problemi connessi col governo di un paese occidentale.

Una sinistra che per la prima volta arriva al governo di un paese si trova spesso nella situazione di dover modificare il programma economico presentato in campagna elettorale. Ciò accade in quanto una cultura di governo non è di facile acquisizione per un partito di opposizione.

Fu quanto accadde nel 1981 al primo governo socialista della V Repubblica di Francia che presentò un programma elettorale frutto di una mediazione con il Partito Comunista Francese e che fu puntualmente applicato una volta al governo sotto la presidenza di  Mitterand. Furono nazionalizzate alcune grandi società strategiche nei settori della chimica, dell’energia e della finanza, furono aumentati gli stipendi ed i salari, fu incrementata la spesa pubblica. L'economia mondiale era però in recessione e questo non venne preso in considerazione nel momento della stesura del programma, a seguito del secondo consistente incremento del prezzo del petrolio, mentre la Francia con la sua politica si poneva come l'unico paese con una politica economica espansiva. I risultati ben presto furono: aumento dell'inflazione a seguito dell'incremento dei consumi privati e del prezzo del petrolio, incremento del deficit pubblico a causa dell'incremento della spesa statale, deficit della bilancia commerciale, fuga dei capitali all'estero a seguito della nazionalizzazione di alcune grandi banche. La prima esperienza di governo socialista in Francia dopo il primo anno stava fallendo, Mitterand, col pragmatismo che lo caratterizzava, sciolse il governo Mauroy e chiamò il riformista Fabius  come primo ministro, cambiando radicalmente programma ed emarginando il PCF che allora aveva il 10% del consenso elettorale mentre nelle ultime presidenziali del 2007 ha ottenuto il 2%.

L'ultimo governo di centro-sinistra in Italia  ha confermato l'impossibilità  di costituire maggioranze con partiti aventi culture politiche opposte.

Già nel corso della penultima campagna elettorale, pur avendo sottoscritto un programma unitario di 281 pagine,  i differenti partiti di centro-sinistra si contrastavano su punti significativi. L'ultima settimana di campagna elettorale vide Berlusconi riconquistare molti consensi su temi come le tasse di successione e la tassazione delle rendite finanziarie. I partititi del centro-destra attaccavano e la coalizione del centro-sinistra non rispondeva, bloccata dalle contraddizioni interne. E ancora durante la legislazione sul voto per il rifinanziamento della missione in Afghanistan, quando la sinistra massimalista tese un'imboscata al governo - che si salvò con i voti dell'Udc. Ma tutti e due anni di legislatura sono stati caratterizzati da veti incrociati che hanno portato ad un blocco dell'attività di governo. Ne sono prova i tanti Disegni di Legge che si sono arenati nelle Commissioni parlamentari e che non sono mai giunti in aula per la discussione e l’approvazione.

Questa sinistra massimalista non ha una cultura di governo e coerentemente con la sua storia non vuole darsela, resta una sinistra che con il suo programma generico di richieste è punto di riferimento di una cultura contestataria fine a se stessa, diretta ed incentivata da funzionari di partito e sindacali che nei giochi interni di apparato, per fini di potere personale, lavorano per ritardare e rendere più debole la vita politica di un partito riformista in Italia.

Mario Pennetta
CULTURA
21 febbraio 2008
Diario della Sera - 176 - IL SUGGERITORE
Non solo ‘confesso che ho vissuto’, ma d’essere stato addirittura a Palermo. Una città tanto accogliente da chiamarsi ‘tutto porto’. Vi consiglio, per esperienza diretta:

il Bed & Breakfast
L’Olivella – via Bara all’Olivella, 67 (a vista del Teatro Massimo)
Tel. +39 091 6110288 / +39 3476948662 / +39 3476240062
Sito: www.olivellabb.it / Email: info@olivellabb.it

il Caffè – Ristorante
Caffè del Kássaro – Corso Vittorio Emanuele, 390 (di fianco a Piazza Bologna)
Tel: +39 091 9821673

la Trattoria – Pizzeria
Al Carretto – salita Artale, 5 (dietro la Cattedrale)
Tel: +39 091 585785 / +39 3397906197

Fulmini




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fotografia
21 febbraio 2008
fotografie - 411 - Fulmini, Palermo - Fontana Pretoria, 19 febbraio 2008
Foto da Palermo

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letteratura
21 febbraio 2008
racconti di poche parole - 48 - Anna Lo Giudice
Anna rimase vedova giovane e morì prima d’invecchiare, di asma. Contrasse la malattia una mattina di novembre. Erano trascorsi dieci anni dalla morte di Giuseppe, il marito della gioventù, e i familiari tutti erano al cimitero per assistere all’esumazione della salma. Lei no, non era voluta andare, non voleva vedere. Così, stava affacciata alla terrazza pergolata della casa all’Eremo, la collina puntuta che domina Reggio Calabria e il cimitero, distante dalla casa un tiro di fucile. Nel momento in cui aprirono la cassa lei vide “comu na fumata” salire al cielo. Giuseppe era morto per le tante ferite della Grande Guerra, per cominciare a seguirlo ad Anna bastò una ferita sola, lunga “quantu nu tiru di dubotti”. Soltanto io sapevo farla ridere. Me la ricordo ancora, gli occhi buoni e appiccicosi come le more dei suoi gelsi, sorride ansimando e pregando “Non mi fari rririri, peppinuzzu, non mi fari rririri”, nonna Anna.

Fulmini

televisione
20 febbraio 2008
EYES WIDE OPEN - 8 - Totò Riina contro Gregory House

FotofotoSe il mio ultimo post si intitolava come (non) fare una fiction, questo potrebbe intitolarsi come (non) costruire dei personaggi. La fiction di Canale 5, Il capo dei capi, per me è un buon esempio di come non si dovrebbero costruire i personaggi e le trame.

Ora, se vi prendete la briga di leggere le recensioni sulla fiction (che ha avuto grande successo) vi accorgerete che tutti ne lodano l’impostazione realistica. In realtà non solo è stato aggiunto un personaggio inesistente, l’agente di polizia buono e incorrotto, Biagio Schirò, presunto ex-amico di Riina convertito al bene sulla via di Damasco (o sulla via di Palermo), ma le tortuose vicende della mafia siciliana sono state semplificate. Alcuni fatti non chiari sono stati omessi. Vicende che si snodavano per anni sembrano svolgersi in pochi mesi. Intendiamoci: non c’è niente di male in tutto questo, è il lavoro che fanno da sempre quelli che raccontano le storie. Sappiamo tutti che Richelieu non torturava i malcapitati nelle segrete come nei Tre Moschettieri di Dumas e il Marchese di Mantova non andava per osterie di notte come fa nel Rigoletto di Verdi.

Non c’è niente di male, tranne che in Italia si scambia sempre raccontare le storie con mostrare la realtà, che è una cosa diversa. Con l’audiovisivo la realtà si può ricostruire, ma proprio perché è ricostruita non è più la realtà. A causa di questa confusione, in Italia diventa difficile raccontare le storie e diventa anche difficile rappresentare la realtà.

Prendiamo un telefilm americano di successo: Dottor House. Vi si illustrano i casi clinici più assurdi e inverosimili. Poi se si controlla ci si accorge che tutte le malattie e le sindromi illustrate esistono davvero e molti di quei casi sono ispirati alla vita reale. La spigliatezza con la quale gli sceneggiatori accettano l’intrinseca stranezza della vita e la sottolineano, anche con l’uso del grottesco, aggiunge freschezza alla storia, invece di imbalsamarla in un tentativo di cronaca. Del resto lo sapevate che Pirandello aveva preso l’inverosimile trama del Fu Mattia Pascal da un articolo di giornale? Però l’aveva cambiata un po’ perché la storia vera raccontata nell’articolo gli era sembrata «troppo inverosimile».

Visto che le trame italiane mancano di freschezza e di spigliatezza è ovvio che i personaggi più interessanti, dal punto di vista della recitazione, sono quelli più ambigui. Macbeth è più interessante di Banquo, don Giovanni più interessante di don Ottavio, perché sono cattivi. La cattiveria si porta sempre dietro dubbi e misteri, se poi l’attore è abbastanza bravo da lavorarci sopra ottiene un personaggio un po’ più tridimensionale del solito. E’ stato il caso di Claudio Gioè che ha interpretato Totò Riina nella fiction, attirandosi però le ire del PM Ingroia, secondo il quale nella fiction si dava un’immagine troppo interessante e umana del mafioso. Forse questo accade perché gli altri personaggi, i buoni, sono condannati alla piattezza dell’agiografia, del santino. Il dottor House, tipico prodotto di sceneggiatura americano, non è mai chiaramente buono, nonostante il suo ruolo sia quello di salvare le vite altrui. E’ cinico e sarcastico, prende in giro i pazienti e si diverte a tormentare i suoi sottoposti in un continuo gioco sadico di potere. Mente, si droga e frequenta prostitute senza farsi troppi problemi. Eppure ha dei lati positivi. La miscela di buono e cattivo che c’è in lui lo rende interessante per il pubblico e l’interesse lo rende «vivo» anche se è solo un personaggio di fantasia. Voi potete immaginare attualmente una fiction italiana dove i personaggi siano ambigui e non siano giudicati secondo una morale preventiva?

 

letteratura
19 febbraio 2008
Profili - 6 - Viaggio a ritroso
Autostrada A1, tratto Valdichiana Chiusi-Chianciano. Alice era un po’ che taceva al suo fianco. Lasciò che la linea blu della radio si cercasse una stazione e trovò quella vecchia canzone che credeva dimenticata. Dreams are my reality the only kind of real fantasy / illusions are a common thing / ecc… Ancor più per l’inglese era solo suono di memoria. Non era più quella persona. Percepì dei lampi di ricordi, niente di leggibile o preciso, poi un gusto e un odore. Doveva chiamarsi Carla quella ragazza; no! forse era Eleonora. Pensò a come tutto e lui stesso era cambiato. Fu costretto ad accostare e fermarsi. Si guardò allo specchietto e non gli piacque l’uomo che era. Si sistemò i capelli; più di qualcuno era già bianco. La donna al suo fianco si risvegliò accorgendosi che si erano fermati e gli chiese dove erano. Gli venne spontaneo risponderle che si era perso e, seppure in parte, era vero.
Mario DG

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CULTURA
18 febbraio 2008
Diario della Sera - 175 - IL SUGGERITORE
il Post

‘Tratto. Tempo. Distanza. Van Gogh e Monet’ di montgolfier.
Dice due parole sui due pittori, avvicinandosi a due quadri fin quasi a toccarli, e facendoteli vedere, quasi toccare.

Fulmini




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TECNOLOGIE
18 febbraio 2008
Knowledge sharing

[ click ]
Il Knowledge Sharing è un sistema per accrescere il potere competitivo delle organizzazioni e migliorarne l'efficienza attraverso la condivisione, la valorizzazione e l'accrescimento del Capitale Intellettuale.

In fondo si scontrano due weltanshauung. Leonardo Chiariglione punta sulla scommessa di mettere ordine al caos: gli è già riuscito introducendo gli standard Mpeg2, Mpeg3 ed Mp3 [gli oggetti che hanno dato origine alla pratica del file sharing, per intenderci] di cui è riconosciuto come il concept designer, nonché principale artefice e sviluppatore. Dall’altra il caos, il magma: che proprio dalla creatio ex nihilo, tracimata nel file sharing, ha di fatto abbattuto le ultime barriere della riproducibilità remota, ma in tempo reale, degli oggetti autoriali o di conoscenza: in particolare nei mercati entertainment [giochi, musica, film].

A me la
questio ricorda la solita pulsione delle società abbienti che pur disponendo di tutto il necessario, e molto di più, per vivere bene, prima vengono allettate da vaghi concetti di libertà assoluta e poi terrorizzate da politiche più o meno repressive, agite su soggetti fondamentalmente anestetizzati. E pertanto incapaci di reazione logica. Sempre di più allevati a pane e paura, salvo delegare ad un supercop impotente ed onnipresente soluzioni che la semplice capacità di discernimento medio ricondurrebbe al feriale rischio di vivere.

L’occasione di questo discorsetto in piccoli cenni sull’universo è stata offerta dal secondo seminario promosso dalla
Fondazione Ugo Bordoni, il 30 gennaio scorso. Tema: il DRM. Per la tassonomia: Le tecniche di tutela dei diritti nei contenuti digitali: un freno o un impulso allo sviluppo della società dell'informazione? Svolgimento [secondo Chiariglione]: occorre dare una dignità di standard alla protezione delle opere dell’ingegno, illimitatamente riproducibili dalle tecnologie digitali, ormai a costi che tendono allo zero. Il pericolo che Chiariglione paventa è il prosciugarsi dell’interesse monetario a spremere meningi ed intelletto per far avanzare le magnifiche sorti e progressive dell’umano. Un po’ alla maniera dello scenario n° 3 secondo Bruce Sterling [un futuro ad alto tasso tecnologico ed alto controllo, ndr].

S’è già capito che il sottoscritto ritiene infondata questa prospettiva, e non mi dilungo a spiegare perché [se ci saranno commenti proverò a rispondere puntualmente]. Altra questione è quella di
tracciare i contenuti che girano per reti e piattaforme, estraendo un superindice in salsa web 2.0 se non 3.0, come accade per i corsi di borsa. Ma come accade anche per le pubblicazioni scientifiche. Non per pesare chi ne sa di più, ma semplicemente per aggregare meglio contenuti analoghi e fare meglio knowledge sharing.

Da questo punto di vista uno standard che soddisfi i criteri di Chiariglione può essere utile. Ma va assolutamente separato dal profilo di
RM che delimita il campo di applicazione di tecnologie in grado di contribuire alla reductio ad unum, ovvero all’avanzare della cooperazione creativa ed intellettuale in regimi differenziati [open e pay]. Facilitando la scalabilità delle conoscenze condivise, allo scopo di condividerne sempre di più e sempre più diffusamente. Fino alla domanda delle domande già posta da Agostino da Ippona: quaestio mihi factus sum [sono divenuto domanda a me stesso, grossier, in Confessioni, libro X 33.50, e rimbalzata tra le pagine di Hannah Arendt].

Link mapknowl.edge|weltanshauung|file sharing|garland|fub|drm|standard commettee|sterling|agostino|arendt

fotografia
18 febbraio 2008
I NOSTRI INVIATI - 59 - Syrah, Cattedrale di Loreto, febbraio 2008
Foto da Loreto



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CULTURA
17 febbraio 2008
Diario della Sera - 174 - IL SUGGERITORE
la Rete Televisiva

Ieri sera ho sentito le voci e le note dell’opera di Gluck  ‘Orfeo ed Euridice’ e visto la sua messa in scena realizzata da Pina Bausch. Dove? Sulla Rete Televisiva ARTE (francese e tedesca).

Tre meraviglie: l’Opera, la Messinscena, la Rete. Le prime due le avete perse. La terza tenetela d’occhio.

Fulmini


arte
17 febbraio 2008
PURE SCULTURE - 6 - Mimmo Pesce, Torso di Frankenstein, 1981 (argento e corniola, 15 x 7 x 4 cm)

Foto



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CULTURA
17 febbraio 2008
ZONA DI SOVRAPPOSIZIONE - 6 - Petilino, Dove si domanda se la religione necessita della divinità
Nel Post n. 5 si è data la definizione di religione come di una teoria intuitiva capace di interpretare e soddisfare bisogni e fenomeni non altrimenti affrontabili mediante le conoscenze del momento che si considera.
A differenza delle teorie scientifiche, la religione si basa su asserzioni, postulati, in altri termini sulla fede e non prevede o ammette verifiche sperimentali.
La teoria religione, inoltre, ha sempre presupposto l’esistenza della divinità: religione – divinità vengono presentate non separabili.
Ma è proprio così, deve essere proprio così?
Si rifletta.
Non è che ammettere l’esistenza della divinità risenta delle modalità secondo le quali è nata la religione, e cioè del principio di causa effetto? (Si veda il Post n. 1).
Ma allora, quando ancora l’uomo non aveva sviluppato un ragionamento per astrazioni, l’esigenza dell’esistenza di un attore più o meno antropizzato era inevitabile.
Un attore distinto ed al di sopra di tutto, trascendente.
Tutte le religioni, infatti, anche le panteiste, considerano la divinità come altro rispetto al resto, cioè come una terza parte.
Questa terzietà corrisponde ad un bisogno di concretezza, all’esigenza di identificare un qualcuno per poter focalizzare il proprio pensiero teorico-religioso.
Ma è solo conseguenza del principio di causa effetto la supposta esistenza della divinità?
All’inizio sì, in seguito no.
Sarebbe stato ragionevole, infatti, che, con il trascorrere dei millenni, e soprattutto con il progredire della conoscenza, si passasse ad un altro tipo di religione, diciamo pure ad una religione a-tea.
Si noti che a-teo qui va letto in senso letterale e non ideologico.
L’ateismo ideologico, infatti, nega la religione; qui, finora, la si ammette come utile e necessaria.
A me sembra che la persistenza della divinità nella religione sia dovuta a ragioni molto concrete e poco religiose.
Ammettere la divinità, infatti, significa ammettere una comunicazione, un rapporto con essa.
E questo ha almeno due conseguenze:
-          la verità rivelata da parte di dio agli uomini,
-          il rapporto diretto di alcuni uomini con dio e, quindi, la loro funzione di mediazione tra dio ed il resto dell’umanità, anzi dell’universo.
Queste due conseguenze ne generano altre:
-          la mortificazione della ricerca a favore della interpretazione della rivelazione;
-          l’esclusione, a favore di pochi addetti, della quasi totalità degli uomini dal dibattito e dal contributo alla elaborazione degli argomenti religiosi, cioè delle tematiche spirituali umane;
-          l’appiattimento delle coscienze e delle conoscenze medie: un atto di fede, la preghiera e la rivelazione sono certamente meno dinamiche del faticoso cammino verso nuove conoscenze, abbandonandone magari alcune rivelatesi errate.

Petilino
 
 
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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
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