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musica
31 gennaio 2008
BRICIOLE MUSICALI 55 – Alfonso X: Cantigas de Santa Maria
[Il “Re Tamburello”: Alfonso X, re di Castiglia e Léon, deve la sua grandezza specialmente alla sua attività culturale. È considerato il fondatore della prosa letteraria castigliana. Cercò di riunire tutto il sapere della sua epoca nella lingua corrente parlata dai suoi sudditi. Fondò la Scuola dei Traduttori di Toledo in cui saggi musulmani ed ebrei traducevano al castigliano le opere antiche arabe ed ebraiche. La sua opera scientifica, storica e letteraria fu fondamentale: ricordiamo in particolare il suo contributo all'astronomia con le Tavole Alfonsine. Per di più, promosse la redazione e pubblicazione di una serie di testi autorevoli sui vari campi della cultura artistica e scientifica. Fu inoltre un eccellente poeta in lingua galiziana e persino autore di uno dei primi trattati sugli scacchi. La sua attività sul terreno giuridico fu fondamentale per quanto riguarda la nazionalizzazione e statalizzazione del diritto vigente: fece tradurre in castigliano il Liber Iudiciorum del re visigoto Recesvindo, ottenendo così il Fuero Juzgo; promosse poi la redazione di un Fuero Real (raccolta di consuetudini applicate su tutto il regno, a cui vengono apportate modifiche tratte dal diritto romano e da quello canonico; realizzata nel 1252-55). Infine è fautore, nel 1265, della compilazione delle Siete Partidas. Realizzò anche la prima riforma ortografica del castigliano, lingua che rese ufficiale nel suo regno, a scapito del latino (estratto da Wikipedia).
Compose, insieme ai suoi collaboratori, un totale di 420 ‘Cantigas de Santa Maria’]

Alfonso X el Sabio (1221-1284):  ‘Cantigas de Santa Maria’.
Ascoltate prima la Cantiga n.78: ‘Non pode prender’, seguita dalla Cantiga n.15 ‘Todolos Santos
Venises




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CULTURA
31 gennaio 2008
Diario della Sera - 158 - IL SUGGERITORE
il Post

che propongo di leggere (e di vedere, essendo illustrato) è una breve serie di post: ‘I sette diavoli del blogger’ di Berlicche

Vi troverete, ti troverai sotto gli occhi la descrizione tragicomica dei diavoli che deliziano e straziano i giorni e le notti del blogger, appunto.

Ho scoperto questo blog e questa serie di post grazie ad Aragonbiz, un diavolo ubiquo.

Fulmini


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fotografia
31 gennaio 2008
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 9 - gennaio 2008
Stavolta, ad inizio di questo anno pari, una sequenza di fotografie. Gennaio 2008 sulla faccia della Terra.

Foto da Amsterdam
[AlfaZita, Amsterdam – cerchia dei Canali Ovest, 2 gennaio 2008]

Foto da Istambul
[Fulmini, Istanbul – in pullman da piazza Taksim all’aeroporto, 17 gennaio 2008]

Foto da Varsavia.
[ioJulia (http://iojulia.ilcannocchiale.it/),  Varsavia - Palazzo Wilanow, 6 gennaio 2008]

Foto da Firenze
[Khùtspe, Firenze - sagrato della chiesa di San Lorenzo, gennaio 2008]

Foto da Londra
[Lorenzo Levrini, Londra, ponte di Hungerford sul Tamigi, gennaio 2008]

Foto da Roma
[Luigi Russo, Roma – piazza della Fontana di Trevi, gennaio 2008]

Foto da Roma
[medita partenze (http://no-fog.ilcannocchiale.it/), Roma – Colle Oppio, gennaio 2008]

Foto da Ariccia
[Serafico (http://www.serafico.ilcannocchiale.it/), Ariccia - archi interni della fila centrale del ponte monumentale, mattina del 1 gennaio 2008]

CULTURA
30 gennaio 2008
Diario della Sera - 157 - IL SUGGERITORE
il Post

Questo blog-rivista cerca di allargare il proprio sguardo, e quello di chi lo legge e lo vede e lo sente e ci pensa sopra, al “resto del mondo”. Il “mondo” è fatto di esseri umani, certo, ma anche di esseri non umani: di piante, di animali, di mari, di deserti, di pianeti, di stelle, di galassie.

Perciò oggi segnalo come post del giorno “Il clandestino” di leochedilorenz
Mostra che il mondo è grande e vario, ed è abitato anche, a pari titolo degli esseri umani, dai clandestini.

Fulmini




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fotografia
30 gennaio 2008
fotografie 394 - Fulmini, Natura moritura, 30 gennaio 2008



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SCIENZA
30 gennaio 2008
IL CROGIOLO - 9 - Mario Pennetta, La crisi irreversibile del centro sinistra.
Cade il Governo Prodi per la prevista implosione della maggioranza di centro sinistra. La causa è da attribuire alla vicenda Mastella ma sarebbe riduttivo fermare l'analisi a questo livello. Paradosso italiano è rappresentato dal fatto che già a partire dalla fase costituente di questa maggioranza, in sede di definizione di quel maestoso programma di governo, onnicomprensivo e che proprio per queste ambigue caratteristiche venne accettato da tutte le forze politiche,  che andavano da Mastella, appunto, a Dini, per arrivare a Bertinotti passando per Pecoraro Scanio, si vedevano le crepe di quella alleanza e già si prevedeva che la legislatura sarebbe stata a termine. Maggioranza quotidianamente litigiosa, i cui esponenti avevano come obiettivo principale quello di apparire, farsi notare, con dichiarazioni che spesso anticipavano in forma distorta prese di posizioni o provvedimenti del governo e la cui vera motivazione era quella di parlare al proprio elettorato. Ne discendeva una occupazione militare dei mass media in una campagna elettorale continua mai interrotta che dall’alba fino a notte inoltrata vedeva i politici presenti nelle varie televisioni e nei più disparati programmi, fenomeno unico nell’occidente dove la politica prevalentemente amministra e occupa i palinsesti solo nelle giornate che precedono e seguono una scadenza elettorale.

Crisi annunciata inevitabile del centro sinistra. E ora? E' indubbio che per la prima volta la sinistra riformista italiana deve porsi il problema della governabilità. La storia della sinistra italiana è la storia di partiti, il PCI in passato,  di opposizione la cui cultura prevalente era caratterizzata dal dare voce alle  istanze, ai bisogni, alle domande sociali che provenivano dal proletariato agricolo ed industriale prima ed in seguito anche dalla piccola borghesia. Ma come partito dell'opposizione, che per la nota situazione politica internazionale tale doveva restare, poteva prescindere dal farsi carico di quelle compatibilità di sistema che sono essenziali per governare. La nuova forza di una sinistra riformista deve porre al centro del suo programma il tema della governabilità.
 
La proposta di Walter Veltroni, andare alle elezioni come PD senza alleati forti della sola proposta politica da sottoporre agli elettori, va in questa direzione ed è rivoluzionaria per il contesto politico italiano, mentre nei paesi di antica tradizione democratica viene praticata da secoli. Le reazioni infatti da parte dei partiti collocati alla “sinistra” del PD sono state di una violenza direttamente proporzionale al rischio di vedere ridimensionata in un prossimo futuro la propria forza elettorale o addirittura di scomparire dalla scena politica nazionale.

Da tale impostazione è scaturita la proposta fatta a Berlusconi, come leader del partito più grande dell’opposizione, di avviare un dialogo sulla riforma del sistema elettorale e più in generale per una riforma istituzionale incentrata su pochi qualificati punti da attuare prima dello scioglimento delle camere da parte di un governo “tecnico” o “istituzionale” sostenuto in Parlamento da quei partiti che si riconoscono in questo programma minimo.

Lo “statista” Berlusconi, però, fugge dalle responsabilità, avverte nell’aria una facile vittoria elettorale, con la possibilità di ritornare al governo per azzerare innanzitutto quel disegno di legge Gentiloni che si era posto il rivoluzionario compito di avvicinare il sistema dei mass media italiano a quello europeo ridimensionando le risorse pubblicitarie che vengono a confluire sul duopolio rai - mediaset per indirizzarne una quota verso le televisioni minori ed i giornali. Questo Disegno di Legge fu tacciato da Berlusconi come liberticida, criminale; facile prevedere che sarà azzerato il primo giorno del suo purtroppo possibile insediamento a  Palazzo Chigi.
 
Veltroni ha riproposto al Capo dello Stato nelle consultazioni del 9 gennaio, il varo di un Governo in grado di porre mano alla riforma della legge elettorale, di attuare una riforma istituzionale da concordare con le forze politiche che si dichiarano disponibili a sostenere questo nuovo Governo e di fissare la data delle prossime elezioni.

Difficilmente questa proposta troverà una maggioranza.  Contro infatti sono Berlusconi, Fini e Bossi con Casini che si dichiara disponibile per un Governo di responsabilità a patto che anche Berlusconi lo appoggi. La paura di Casini è quella di offrire il fianco ad una campagna elettorale da parte di Berlusconi incentrata su tematiche anti comuniste , cui gran parte dell’elettorato dell’UDC sarebbe sensibile. La posizione attuale di Casini è quella di distinguere le sue posizioni da quelle degli alleati della CDL ma senza rompere l’alleanza ed infatti, notizia dell’ultima ora, è corso ad allinearsi alle posizioni di Berlusconi.

Anche i partiti alla sinistra  del PD sono diffidenti in quanto la strategia proposta da Veltroni opera una scissione definitiva dell’alleanza nei confronti di partiti come la Sinistra Democratica di Mussi, Rifondazione Comunista, Il Partito dei Comunisti Italiani. Accetterebbero solo se fosse varata una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento che permetta la sopravvivenza ad alcuni di essi o ad una loro coalizione.

E siamo nuovamente in pieno caos. La proposta di semplificazione del quadro politico fatta da Veltroni a Berlusconi è stata respinta al mittente per ragioni di opportunismo da parte di quest’ultimo. La proposta di un Governo a termine per il varo di un Governo delle riforme ha bisogno del sostegno dei partiti della sinistra massimalista. Ma questi chiedono garanzie per la loro sopravvivenza politica nel momento in cui la strategia del PD non li vede più come possibili alleati.

La probabilità di elezioni anticipate è sempre più realistica.

Mario Pennetta

   
fotografia
30 gennaio 2008
fotografie 393 - Fulmini, Roma - viale Trastevere, 19 gennaio 2008



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letteratura
30 gennaio 2008
racconti di poche parole - 47 - Francis Bacon
Il corpo del maestro della logica induttiva si decompose (come la sua mano fece in tempo ad annotare) a seguito di “un piccolo esperimento sulla conservazione dei corpi morti”.

Fulmini

CULTURA
29 gennaio 2008
Diario della Sera - 156 - IL SUGGERITORE
il Post
da vedere e leggere stasera? ‘Il Bambino del Pavimento’ del DottoredeiPazzi
Surrealissimo e realissimo, come il dormiveglia, come il risvegliarsi di Franz Kafka e l’addormentarsi di Ennio Flaiano.

la Frase
“Camminavamo senza cercarci pur sapendo che camminavamo per incontrarci.” Julio Cortàzar, Il gioco del mondo (Rayuela).
Svela il segreto del passeggiare (un camminare mascherato).

Fulmini


fotografia
29 gennaio 2008
fotografie 392 - Fulmini, Bella Italia amate sponde, 17 gennaio 2008



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CULTURA
29 gennaio 2008
pensieri spettinati - 86 - situazione politica e vita solare
Intristito dalla situazione politica italiana ieri ho pensato che il Sole, nato cinque miliardi di anni fa, tra quattro miliardi di anni inizierá a raffreddarsi, e alla fine di un altro miliardo di anni diventerá rosso, si gonfierá centinaia di volte e riassorbirá la Terra.

Fulmini

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musica
28 gennaio 2008
BRICIOLE MUSICALI 54 – Meraviglie di Posillipo
Napoli, corte di Filippo III d’Austria, Re delle Spagne (!), è il 1620. Si celebra la fine della lunga malattia del sovrano dedicandogli un grandioso spettacolo - fatto di balletti, canzoni e pezzi strumentali - pomposamente denominato “Le Silvane e Oceaniche Meraviglie di Posillipo”. Dieci cantanti, quattordici danzatori, fauni, sirene, cavalieri, mostri marini, dee, costumi a non finire: Venere arriva solcando le acque su una conchiglia sospinta da cigni, il tutto nello scenario della baia di Napoli. L’impressionante messinscena è organizzata da Don Pedro Giron, duca di Ossuna e vicerè di Napoli per impressionare il sovrano ed ingraziarselo (un ruffiano, in breve).
 
Ascoltate due pezzi dalle “Meraviglie di Posillipo”:  il “Ballo dei Cigni” di Giacomo Spiardo seguito da “La scesa dei pastori dal monte” di Andrea Ansalone.
Venises




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musica
28 gennaio 2008
Diario della Sera - 155 - IL SUGGERITORE
una rubrica
‘Alta Fedeltà’, una proposta fantasiosa, generosa, vertiginosa di divulgazione di musica libera di Maninafutura

Fulmini




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fotografia
28 gennaio 2008
I NOSTRI INVIATI - 58 - AlfaZita, Londra, dicembre 2007



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letteratura
28 gennaio 2008
LA LINGUA RUBATA - 5 - AlfaZita, dove
[da UNA DOZZINA DI PENSIERI SGHEMBI]

5)

dove
tracciare in quale tempo guardare
la tremula attesa prevista
vissuta isolata da sentinella
dove?

AlfaZita

CULTURA
27 gennaio 2008
Diario della Sera - 155 - IL SUGGERITORE
il Giorno e la Notte della Memoria
In ricordo del momento in cui i soldati dell’Armata Rossa entrarono ad Auschwitz, scoprirono il campo di concentramento, liberarono i naufraghi, vi suggerisco, ti suggerisco, di leggere ‘Nella colonia penale’, il breve racconto scritto da Franz Kafka nel 1919 - molto tempo prima e molto tempo dopo che il 27 gennaio 1945 e tutto il nazismo accadessero, perché gli artisti (fratelli dei condannati, dei superstiti, dei morti) sono anacronistici, nostalgici e visionari.

Fulmini

arte
27 gennaio 2008
EDIFICI CONTEMPORANEI - 4 - Guido Aragona, Intervista al Museo dell'Ara Pacis a Roma
Arrivo da Piazza di Spagna, attraversando le vie minori e gli edifici con portici degli anni trenta, che costeggiano il Mausoleo di Augusto. La vedo intanto in controluce, un po' di fianco e un po' di dietro. Più sexy di come tanti la descrivono:



E infine, di fronte:



- Buongiorno: potrei farle una breve intervista? E' per il blog-rivista ‘fulminiesaette’.

- Un'altro! E va bene, ma ad una condizione: che non faccia domande con intento polemico o malevolo. Non mi chieda insomma se sembro un benzinaio.

- Sì signora, non lo farò, lo prometto. Allora, la mia prima domanda è questa: si trova a suo agio in questa terra straniera, a Roma, in Italia?

Mentre attendo la risposta, vedo il violento contrastare delle dure e grosse ombre portate dai grandi serramenti con le ombre proprie e delicate del marmo dell'Ara Pacis:



l'incombere delle massicce ed elementari strutture della piastra e della copertura  (con superficie bianca, già macchiata dal tempo) sulle finissime e precise sculture dell'Ara:



la abilità nel risolvere i raccordi di livello all'esterno; l'eleganza fredda e un poco indifferente del disegno della signora; gli enormi muri di travertino a spacco o levigato, che muri non sono, ma volumi cavi con ossatura metallica che sorregge le lastre; la troppo composita, non netta e chiara, struttura:



La volontà di fare entrare l'esterno all'interno, in parte vanificata dalla eccessiva presenza dei grandi serramenti.
Vedo la grande difficoltà del fare una architettura che sia di forte identità, e nello stesso tempo interamente subordinata al suo contenuto. Che sia perfetto coro d'accompagnamento. Laddove  invece mi pare costellato da una incontenibile serie di piccoli e talvolta dissonanti acuti da primadonna, in primo luogo nel suggerire e poi contraddire senza motivo elementi di simmetria, cioè nel non avere l'umiltà e il coraggio di quella simmetria; e infine nel fare spesso massiccio ciò che il senso comune vorrebbe leggero, e leggero ciò che vorrebbe massiccio.
Vedo un disegno e un colore senza cuore, che non è Roma.
Finché il sole smette di battere.



- Si trova a suo agio a Roma, signora? Risponda, la prego. Signora?

Guido Aragona

musica
26 gennaio 2008
BRICIOLE MUSICALI 53 - Beethoven: Variazioni sul Flauto Magico di Mozart
Ludwig van Beethoven (1770-1827) Variazioni in F per violoncello e pianoforte sull’Aria “Ein Mädchen oder Weibchen” dal Flauto Magico di Mozart, Op. 66.

Eccovi qui di sotto l’Aria originale di Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart (1756-1791).
Venises




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CULTURA
26 gennaio 2008
Diario della Sera - 154 - IL SUGGERITORE
il Post
che vi darà molto da pensare stanotte è ‘Mediaset è liberale’ di RashosFreeBar
E’ informato eppure breve, ironico eppure non rassegnato.

la Musica
L'Aria dal Flauto Magico di Mozart dalla quale ha preso le mosse questa incantevole variazione di Fernando Sor che state ascoltando (e che Venises, spero, aggiungerà al suo bel post, rivelandola).

Fulmini





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fotografia
26 gennaio 2008
fotografie 391 - Fulmini, Genova, 11 dicembre 2007

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letteratura
26 gennaio 2008
poesie su commisione - 20 -

In questa vita ho vissuto

il lungo inferno
dei tuoi occhi
il breve paradiso
dei tuoi ginocchi.
La vita futura non so
ma certo di questa sarà
una pallida copia.



Fulmini



musica
25 gennaio 2008
BRICIOLE MUSICALI 52 - Indovinelli: Fernando Sor
Fernando Sor (1778-1839): Variazioni su un Tema di Mozart, Op. 9:
•    Introduzione (Andante Largo)
•    Tema (Andante Moderato)
•    Variazione 1
•    Variazione 2
•    Variazione 3
•    Variazione 4
•    Variazione 5

Trattasi di variazioni sul tema di……. quale Aria del Flauto Magico di Mozart?
Chi la sa riconoscere?
Venises


SOLUZIONE:
Si tratta dell’Aria: Das Klinget so Herrlich (‘Suona così splendidamente’ – si tratta di un carillon – talvolta tradotta ‘O Dolce Armonia’ o anche ‘O Dolce Concento’).
Sono innumerevoli i compositori che hanno scritto variazioni su questo tema.



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CULTURA
25 gennaio 2008
Diario della Sera - 153 - IL SUGGERITORE
il Post
che vi darà molto da sognare stanotte è ‘La realtà e lo sguardo’ di Nefeli
Parla del lungo sguardo e delle cose che non ci sono.

Fulmini


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fotografia
25 gennaio 2008
fotografie 390 - Fulmini, Roma - via Labicana (rione Monti), 22 gennaio 2008



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fotografia
25 gennaio 2008
THE LONDON EYE - 1 - Lorenzo Levrini
[Nasce oggi una nuova rubrica aperiodica, THE LONDON EYE, di Lorenzo Levrini, fatta di sequenze fotografiche da Londra. Stiamo moltiplicando e aguzzando gli occhi e rizzando e affinando le orecchie.
Fulmini]



Nella nostra passeggiata per Londra, iniziamo con l’ovvio. Prendiamo l’ottima metropolitana fino ad Embankment - il nome non solo della stazione, ma anche di tutta la costa settentrionale del Tamigi dentro Londra - e usciamo davanti all’Hungerford Bridge, uno dei ponti centrali. Da qui si vede il London Eye, una delle ruote panoramiche più grandi del mondo, quella che attraverso il suo nome ambiguo ha dato titolo a questa rubrica. Scendendo dal ponte, sentiamo l’improvvisazione di un signore, si direbbe un bravissimo trombettista jazz. Siamo ormai sulla riva meridionale del Tamigi, accanto all’Eye, e al suono della sua dolce musica, quella del Tamigi e quella del musicista, ci troviamo di fronte al sole che scompare dietro al parlamento. Tornando a casa, c’è ancora abbastanza luce per catturare il nostro improvvisatore.

Lorenzo Levrini

musica
24 gennaio 2008
BRICIOLE MUSICALI 51 – Beethoven: Variazioni sul Don Giovanni
Ludwig van Beethoven (1770-1827): Variazioni su un tema del Don Giovanni di Mozart (Là ci darem la mano), per 2 oboi e un corno inglese, Wo28 in C major, 1796 (Tema andante, Variazioni 1 – 8, Coda).

Il Beethoven di quel periodo scrive variazioni su tutto, assolutamente tutto. Non è un passatempo, è una cosa seria: è il modo col quale Ludwig ‘assimila’ la musica a lui precedente. E ogni variazione diventa una sfida.  Le variazioni che state ascoltando sono scritte per tre strumenti (solo tre e pure strani: 2 oboi, 1 corno inglese). Non basta: mentre le parti per gli oboi non eccedono mai l’estensione dell’oboe a due chiavi (do3-re5), la parte del corno inglese include due note (si e do diesis) per le quali servono due chiavi aggiuntive e richiede uno strumento ad almeno quattro chiavi che era un’assoluta novità – che non passa inosservata allo sguardo di Ludwig.

Beethoven aveva speso parte del 1793 a Vienna per studiare sotto la guida di Joseph Haydn. Pensate che la classe dirigente odierna sia un disastro e che le cose stiano peggiorando ogni giorno di più? Allora ascoltate la replica dell’Elettore di Bonn, Maximilian Franz, all’entusiastica lettera di richiesta di un prolungamento del soggiorno a Vienna a lui indirizzata da Haydn (dicembre 1793): “Ho ricevuto la musica del giovane Beethoven che mi avete spedito insieme alla vostra lettera. Siccome però, ad eccezione della fuga, egli aveva già composto ed eseguito questa musica qui a Bonn molto prima d’intraprendere il suo viaggio a Vienna, non mi pare che questo indichi la prova d’un suo progresso……Ritengo sia meglio che egli intraprenda il suo viaggio di ritorno qui, in modo da riprendere il suo posto al mio servizio: ho i miei forti dubbi infatti che egli abbia fatto importanti progressi in composizione e gusto durante il suo attuale soggiorno a Vienna”.
Rincuoratevi, ché oggi non è poi tanto peggio.
Venises




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CULTURA
24 gennaio 2008
Diario della Sera - 152 - IL SUGGERITORE
l’Articolo
che consiglio di leggere stasera come articolo notevole (per ricchezza di informazioni e rigore di esposizione) è “Impressionante miglioramento dei conti pubblici” di Filippo Piccione, uno dei coautori del blog-rivista (vedi la rubrica LO STATO DEL MERIDIONE), pubblicato dal giornale telematico  Pontediferro.org

il Libro
che consiglio di leggere - con calma, è un libro classico, cioé un libro paziente -  è 'L'impero senza fine' (Editoriale Viscontea, Pavia, 1987) di Lidia Storoni Mazzolani.
Mostra, fra l'altro, che l'elaborazione di miti fondanti serve alla costruzione di profezie rassicuranti:

"Romolo, scomparso in un turbine di nebbia nel Campo di Marte, riappare l'indomani per ingiungere ai romani di coltivare l'arte della guerra, poiché gli dèi intendono fare di Roma la capitale del mondo; nel fondare il tempio di Giove sull'arce, Tarquinio trova il teschio di un certo Olio di Vulci, donde il nome del colle, Caput Oli, vati etruschi immediatamente convocati traggono l'auspicio: Roma sarà caput mundi."

Fulmini

fotografia
24 gennaio 2008
fotografie 389 - Fulmini, Roma - Parco del Colle Oppio (rione Monti), 23 gennaio 2008

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musica
23 gennaio 2008
BRICIOLE MUSICALI 50 - Il Duetto secondo Mozart-DaPonte
DON GIOVANNI
Là ci darem la mano,
là mi dirai di si.
Vedi, non è lontano:
partiam, ben mio, da qui

ZERLINA
(Vorrei e non vorrei…
mi trema un poco il cor…
Felice, è ver, sarei:
ma può burlarmi ancor).
------------

DON GIOVANNI
    Vieni, mio bel diletto!
ZERLINA
    (Mi fa pietà Masetto)
DON GIOVANNI
    Io cangerò tua sorte
ZERLINA
    (Presto, non son più forte)
------------

DON GIOVANNI E ZERLINA   (insieme)
Andiam, andiam, mio bene,
a ristorar le pene
d’un innocente amor!



Oggi cercheremo di sostenere la tesi che la creazione (artistica o scientifica) è un processo, uno sviluppo. Per conseguenza, ogni teoria epistemologica che affronti il tema della creazione sul modello della Creazione (Popper, tanto per fare un esempio) deve necessariamente mancare il bersaglio.
Ci faremo aiutare, nella nostra dimostrazione, da Mozart-DaPonte.
Se dopo averci letto non riuscirete più ad ascoltare la famosissima aria del Don Giovanni “Là ci darem la mano” come prima, allora vuol dire che ci saremo riusciti.

Tutti conoscete la scena: Don Giovanni irrompe in una festa paesana mentre due giovani del popolo, Zerlina e Masetto, stanno per sposarsi; allontana Masetto con la prepotenza ed invita Zerlina a seguirlo in un casottino lì vicino, abbagliandola con la prospettiva di una vita da signora e non più da contadina.
Zerlina esita, poi cede.
L’atteggiamento di Zerlina (esitazione dapprima, poi cedimento) determina la struttura musicale del brano, che è diviso in tre parti:
•    La prima battuta dell’uno e poi dell’altra, quattro righe ciascuno, nelle quali i due espongono le proprie intenzioni o desideri;
•    La parte centrale, fatta di due battute ciascuno, alternate, ogni battuta una riga soltanto. Questa è la scelta di Mozart-DaPonte per rendere l’incalzare della tentazione.
•    Il duetto finale (“Andiam, andiam”) cantato insieme – ad esprimere il cedimento finale di Zerlina e la raggiunta unione d’intenti.
A ben guardarla, la struttura del brano è piuttosto lineare, in fondo. Notate come il ritmo non cambi (Andante, dall’inizio alla fine: eppure il cuore di Zerlina sarà ben stato in tumulto, un cambio di tempo non ci sarebbe poi stato così male), notate come Zerlina ceda gradualmente e progressivamente senza ripensamenti né sussulti (la sua prima frase è già: “vorrei e non vorrei”, vacilla subito, non prova a resistere nemmeno un poco).

Confrontate ora questo brano con l’Aria “Fra gli Amplessi” (brevemente analizzata nel post IL LEGAME 15) del Così Fan Tutte, opera successiva del medesimo autore.
Vi accorgerete che si tratta di rappresentare la medesima vicenda interiore, ‘la transizione dal vacillare al cedimento’ ma che stavolta Mozart-DaPonte l’arricchisce di una complessità sconosciuta al Don Giovanni. L’intenzione artistica è la medesima nei due casi, ma la forma espressiva è molto più compiuta nel Così Fan Tutte: per esempio con l’invenzione di quel duetto incompiuto a metà strada, appena abbozzato e subito abbandonato; oppure col cambiamento continuo del tempo come strumento necessario per esprimere il tumulto interiore di lei;  con Fiordiligi sola in scena in apertura a stabilire chiaramente il punto di vista, ovvero che la musica darà voce alle sensazioni di lei – un’inquadratura in soggettiva, si direbbe oggi, la chiave di lettura di tutto il brano musicale. Brano che, se vuole descrivere il tumulto interiore, deve scegliere di trattarlo in soggettiva. Ci stiamo spingendo sino a sostenere che persino la scelta (a prima vista bizzarra) d’iniziare il duetto con Fiordiligi sola in scena è l’unica coerente fino in fondo con ciò che Mozart-DaPonte vuole rappresentare. Fino in fondo, questo è il punto.
L’Aria del Così Fan Tutte è compiuta al punto che, a percorrere il cammino a ritroso, a scrutare “Là ci darem la mano” dopo aver attentamente analizzato “Fra gli Amplessi”, la famosa aria del Don Giovanni (per bella che sia – ed è certamente molto bella) sembra solo abbozzata e non ultimata.
Esattamente come un pittore che dipinge nuovi personaggi a coprire la prima stesura di un suo quadro non abbellisce ma corregge degli errori e porta a compimento l’intenzione iniziale, così Mozart-DaPonte non cessò di riflettere al come, in quell’aria del Don Giovanni, aveva realizzato la sua stessa intenzione artistica. E come ogni grande creatore, non si dette pace finché non trovò la chiave.
Perché, anche se l’opera è terminata, l’Opera non termina mai.
Venises


P. S. = ci occuperemo una prossima volta di come la struttura musicale qui discussa è trattata da Domenico Cimarosa nel suo capolavoro.




permalink | inviato da fulmini il 23/1/2008 alle 21:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
CULTURA
23 gennaio 2008
Diario della Sera - 151 - IL SUGGERITORE
il Post
che propongo stasera per chiudere in bellezza la giornata è ‘Thinking Blogger Award’  di Prishilla
Mostra, come un fulmine di colpo nella notte un paesaggio, che la migliore delle vite possibili è quella vissuta senza quartiere in un quartiere.

la politica dei nostri giorni
E’ vero, “la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi” (parafrasi del detto di Carl von Clausewitz). È vero in un mondo di guerrieri.

Fulmini

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