.
Annunci online

fulmini
e saette
CULTURA
30 novembre 2007
Diario della Sera - 101 - IL SUGGERITORE
il Post
che vorrei farvi leggere stasera è bene primario del blog nefeli
Semplicemente perché è una poesia perfetta, e le poesie perfette sono, nel campo della letteratura, quadrifogli.

il Bar-Gelateria-Pasticceria
Se da Roma andate a Lenola passando per Ceccano, vi consiglio di sostare in via Gaeta, 296 – a Ceccano appunto, in provincia di Frosinone è chiaro - e precisamente dentro la Dolciaria Ceccanese di Masi Tonino & C. La ragione non ve la dico, ve la mostro.








CULTURA
30 novembre 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 7 - novembre


Claudio Ricci, Roma, Temporale Notturno sul Tiburtino, novembre 2007.

*

Menù di fine mese

per la fine di questo penultimo mese del sette p.D. (post Duemila),
lo chef consiglia "il menù dell'anima-le" :
come aperitivo un coolissimo "bloody Mez" del perugino,
per introdurre ad un antipastino di "inglesina sgozzata, alla massmediatica".
Proseguirei  con un "tifoso laziale, sparato da lontano" con una spolverata di lucida follia;
da accompagnare con un "missione di pace" delle aride alture afgane, o un "maresciallo al piombo", più o meno delle stesse zone.
Il menù vi guida ora a gustare un bel "filetto di partito democratico in letto di popolo delle libertà",
qui abbinerei un "negro da sbarco clandestino" che, se non molto apprezzato dai critici, è comunque amatissimo fra i consumatori.
"Cruditè di zingaro" e "pinzimonio di barboni", di rigore servire con un "pellicano diesel" del mar morto o della california, purchè ag-ghiacciati.
Per rilassare il palato, "kamikaze alla mediorientale" che sposerei con un "forza Annapolis! Con Dolcezza ".
Senza mai dulcis in fundo, come dessert un "trionfo di pallone" tipico di Scozia, abbondantemente innaffiato con un "gioia per i sopravvissuti" .
Acqua del Bangladesh, caffè dell' ex foresta amazzonica, amaro del darfur... il conto, grazie!
Ma l'anima, di che marca è?

ilbokkaglio

*

Ricetta per sopravvivere a novembre

(e alla nausea che mi da il tg, uguale uguale a quella delle giostre che girano intorno e ti riportano ancora ancora ancora e sempre lì)

Duecento grammi di farina e novanta di burro. Pianoforte ma allegro. Un paio di altre mani con cui bisticciare sul tagliere. Accendere il forno a 150 gradi e non scordarsi di approfittare del tepore che si diffonde in cucina. Sciogliere il burro massaggiandolo nella farina e, con lo stesso movimento, sciogliere i nodi delle spalle. Aggiungere due tuorli d’uovo, ottanta grammi di zucchero e venti grammi di latte. Amalgamare in una palla gialla e liscia, rincorrendo e raccogliendo i pensieri dispersi sul tagliere. Avvolgere in un tovagliolo e far riposare mezz’ora in frigo. Riempire l’attesa con le pagine di un libro o con una discussione a piacere purché sia di quelle che finiscono per non finire mai. E che questo ci piaccia. Stendere la pasta, ritagliarla con lo stampino a forma di stella. Reimpastare i ritagli e fare altre stelle. Ancora. Ancora. Adagiare le stelle sulla placca ricoperta di carta da forno e infornare. Saranno pronte quando sentirai odore di biscotto. Non tardare perché in un attimo sarà troppo tardi. Novembre vola.

prishilla

*

Il mese della livella

Novembre, cadono le foglie, cadono le teste in Rai, ma non cadono i governi. L’autunno caldo promesso dal Berlusca alla fine non si è materializzato, in compenso si è aperto un gustoso interludio fatto di insulti e ripicche, degno di un divorzio fra vecchie pop-star (dove la Brambilla sarebbe un po’ Yoko Ono). Cominciano i rituali lustrali di fine anno: calendari con le poppe al vento e traffico in centro per i regali, ma novembre è anche il mese della pietà dei defunti. Forse per questo mi ha colpito sapere che una prostituta al cimitero del Verano, a Roma, aveva occupato una tomba gentilizia trasformandola in alcova per i suoi clienti (custodi del cimitero e autisti delle corse notturne dell’Atac). La notizia non sarebbe dispiaciuta a Fellini, che voleva girare al Verano un filmato sui romani che vanno a trovare i loro morti. Ma l’accostamento fra Eros e Thanatos non sarebbe risultato sgradito neppure a Pasolini, per non parlare delle considerazioni che avrebbe sviluppato Flaiano sull’idea che il mausoleo di alcuni aristocratici si trasformi in bordello per una mignotta da quattro soldi. Ora che scrivo mi accorgo che ho citato tutti personaggi che sono morti e sepolti. Ci vuole un po’ per ricordarselo, segno che dopotutto sono ancora vivi. Siamo noi che non ci sentiamo troppo bene.

sogniebisogni

*

Quando un pastore…


Lui ha creato molti siti, è stato un antisignano dei blog e ha fatto per primo della teologia un luogo da vivere e discutere in rete. Il suo nome è Paolo, e a tuttora è fra i più rigorosi divulgatori del cristianesimo in rete. Il fatto è che costretto a causa del suo rigore per la Parola di Dio, il pastore Paolo lascerà la sua chiesa a fine anno e come scrive in alcune note nei suoi siti web, non è per lui un momento felice. Uomo colto, proveniente da un cattolicesimo che lo ha deluso, ma che gli ha dato le forze per la conversione alla fede riformata, il Pastore Paolo ha come scopi immediati proseguire la divulgazione della Parola di Dio tramite internet, e di poi andarsene per altre strade, lontano, dove avere il “pane quotidiano” poiché aimé non di sola parola di Dio oggi si può vivere (e certi palazzi curiali romani insegnano che “mammona” è più venerata del tabernacolo.
Paolo cerca un lavoro, nella stessa vigna del Signore, in cui alcuni vignaioli scacciano altri vignaioli…
Il sito del reverendo Paolo è una ricchezza per tutti noi, e vorrei che fosse conosciuto, visitato ed apprezzato; è per questo che ho scelto non un argomento, ma un uomo, per l’ultimo del mese: Paolo Castellina, pastore e curatore del sito www.riforma.net

teologia

*

Il divieto, una forma d’arte.

[Dan Witz, Do not enter project 2007, Copenaghen, New York, London]



Fino ad oggi il mio interesse ed entusiasmo per la Street art, anche se trovo riduttivo definirla così, identificava come massimo esponente della categoria  sicuramente Banksy, le cui opere sono state esposte al Pollock Fine Art e Hospital di Londra fino al 1 Settembre 2007 in una mostra che si intitolava Warhol vs. Banksy. La sua arte iperrealista è davvero affascinante e Dan Witz regge dignitosamente il paragone. Oltre alla cartellonistica stradale trasformata in una forma d’«arte urbana» una «Rissa» in piena regola che appare assai più realista di quelle viste in Tv e a Montecitorio.

[Dan Witz, Mosh Pit, olio su tela, 2001]
 


vulvia


 
CULTURA
29 novembre 2007
Diario della Sera - 100 - IL SUGGERITORE
il Post
che vorrei farvi vedere/leggere stasera è Il riflesso del blog asanisimasa
Una riflessione fatta di (poche e assaporate) parole e di quadri (mostrati e ricordati)  sul riflesso.

la Cooperativa
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray, un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà : una festa per il cervello e per il cuore.

fotografia
29 novembre 2007
fotografie 348 - Baldo prende il fresco nel negozio di Daniele (Roma, via Merulana, 5 novembre 2007)

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Baldo Daniele Roma via Merulana

permalink | inviato da fulmini il 29/11/2007 alle 7:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
letteratura
29 novembre 2007
haiku rimati - 62 -

La mucca lecca
la zucca di Lucca e
strucca la zecca.


Fulmini


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Lucca zucca mucca zecca leccare struccare

permalink | inviato da fulmini il 29/11/2007 alle 5:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
28 novembre 2007
Diario della Sera - 99 - IL SUGGERITORE
il Post
che vorrei farvi vedere/leggere stasera è Il merlo del blog leochedilorenz
La ragione è che parla (poco) del e mostra (molto) il “resto del mondo”. In un mondo dominato ossessivamente dagli esseri umani questo post leonardesco, lorenziano, francescano è una mano santa.

la Radio
e precisamente Radio Tre, questa sera, alle 23.30, vi segnalo Il Terzo Anello – Fuochi (Itinerari nella musica del Brasile.)
Groucho Marx riteneva la televisione istruttiva, dal momento che quando qualcuno l’accendeva lui  andava in un’altra stanza a leggere un libro. Variante suggerita stasera: accendere la radio, aprire la finestra e guardare il cielo, stellato o annuvolato che sia.

la Cooperativa
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray, un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà: una festa per il cervello e per il cuore.

fotografia
28 novembre 2007
fotografie 347 - Roma, via Merulana (rione Monti), domenica 25 novembre 2007 12:04:25

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. roma via merulana rione monti domenica novembre

permalink | inviato da fulmini il 28/11/2007 alle 8:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
letteratura
28 novembre 2007
LA LINGUA RUBATA - 3 -
[da UNA DOZZINA DI PENSIERI SGHEMBI]

2)

amore
rosso nascosto nelle vene e pelle d' uovo
- in attesa di un vascello -
s’impigliano agli occhi mani infarinate
schiudono felice sguardo umido - unghie rosa -
pallido ricordo della storia avvenire
amore

AlfaZita

CULTURA
27 novembre 2007
Diario della Sera - 98 - post, cooperative, pomodori
il Post
che vorrei farvi vedere/leggere stasera è Babau del blog ildottoredeipazzi
Il suo autore è pieno di qualità: è giovane ma non per questo dissipa il suo tempo, disegna in solitudine eppure ama ‘fare insieme’ (è uno dei NOSTRI INVIATI), compone post saettanti e tuttavia “non se la tira” (nel linguaggio degli studenti universitari che conosco vuol dire “non si pavoneggia per questo”).

la Cooperativa
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray, un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà: una festa per il cervello e per il cuore.

l’Articolo
che vi esorto a leggere è Gli esami inutili della medicina senza cuore di Piero Ottone (il Venerdì di Repubblica numero 1027 del 23 novembre 2007), per la sua chiarezza, essenzialità, umanità.
È passato più di un giorno da venerdí scorso, perché ve ne parlo ora, perché ve ne parlo ancora? Perché i buoni pezzi settimanali sono come i pomodori, continuano a maturare anche staccati dalla pianta, i pezzi quotidiani invece sono come i fichi, staccati dalla pianta non maturano piú. Ottone sa produrre pomodori.

CULTURA
27 novembre 2007
Diario della Mattina - 97 - rosa rosae
Il blog-rivista é per noi 'fulminiesaette' come la rosa per i greci: ‘triandáfillo’ cioé trenta petali. Un post al giorno, trenta giorni in un mese - trenta post, un post un coautore: questo sarà quando avremo completato ‘la rosa’ dei coautori. Essendo ancora incompleta la rosa, mi tocca scrivere più di quanto non desideri. Ma oggi ‘lasciatemi divertire’ e divertirti, amica/amico lettore/lettrice, mostrando per interposto pittore cosa stia succedendo nell’animo nostro in questi giorni, al ripetuto annuncio che i nostri visitatori quotidiani oscillano ormai intorno al numero mille.


[Lorenzo Lotto, Annunciazione, 1528]

Lascio immaginare a ciascuno chi fra noi s’immedesimi meglio con la Vergine, l’Angelo, il Padreterno, il Gatto.

[Giulia Chiozzi, preadolescente coautrice del nostro blog-rivista nella rubrica TEMI MARIANI, passata l’influenza è tornata a scuola, ha letto i commenti al suo tema-post ed ha risposto a tutti – AlfaZita, Mario DG, Leoncilla, Eugualemcalquadrato. Trovate le sue argute e disarmanti risposte nella pagina dei commenti del 16 novembre (per leggere il post di Giulia e i commenti su e di Giulia basta cliccare sul numero 16 del calendario in alto a destra), giorno in cui abbiamo inaugurato la rubrica dall’interno del mondo della scuola, composta dai migliori temi della classe II B della Scuola Media Statale ‘Caffaro’ di Genova-Certosa, che ha per professoressa di Italiano e Storia e Geografia un’amica di nome Maria (e di cognome Ruggiero).]

Fulmini

CULTURA
26 novembre 2007
Diario della Sera - 96 - IL SUGGERITORE
il Post
che mi ha conturbato stamattina è Dedizione di Squilibri
L’affannosa ricerca dell’originalità a tutti i costi si rivela ridicola innanzi a questo post composto di una breve citazione e di una lunga dedizione.

la Cooperativa
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray, un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà: una festa per il cervello e per il cuore.

occhio ai Vigili
Il capo dei vigili romani si è montato la testa e, volendo emulare il governatore ligure (capace di guidare contromano senza patente), ha parcheggiato in sosta vietata con un permesso per disabili perso da un’anziana. Tre vigili napoletani sono entrati da parte loro in stato di eccitazione. Uno di loro è stato sorpreso da un altro, innamorato di una vigilessa sposata, a fare l’amore in ufficio con la medesima. Certo, il romano è stato licenziato, i napoletani trasferito e ricoverato. Ma la vigilessa è ancora a piede libero.

fotografia
26 novembre 2007
fotografie 346 - Roma, viale Manzoni (rione Esquilino), 25 novembre 2007 18:22:17

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. roma viale manzoni rione esquilino novembre

permalink | inviato da fulmini il 26/11/2007 alle 5:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
musica
25 novembre 2007
BRICIOLE MUSICALI 28 - Locatelli: Capriccio Prova dell'Intonatione
La sera del 2 novembre ci siamo recati ad ascoltare una serie di sonate per violino di Locatelli. Eravamo accompagnati da V, sedici anni, violinista. Avrebbe suonato il violino un certo Igor (il professore di violino di V), in un luogo unico, la Chiesa Inglese che si trova all’interno del cosiddetto Begijnhof di Amsterdam. Troverete l’incredibile storia di questo cortiletto, che tra l’altro ospita le due case più antiche di Amsterdam e le uniche ancora costruite in legno (vennero proibite dopo gli storici incendi) seguendo i links riportati in fondo.
Ci si entra da una piazza chiassosissima attraverso una porta, porta che –  ci avverte una bionda in una sobria allusione di minigonna il cui slancio verso l’alto è contenuto solamente dalla radicalità della scollatura –  è ormai chiusa a quell’ora: e invece è soc-chiusa, perché c’è un concerto nella Chiesa Inglese, situata al centro del cortiletto che si apre davanti ai nostri occhi. Pensavamo di entrare dentro ed invece siamo ancora in un fuori, però in un fuori chiuso, circondato di case. Filiamo svelte verso l’ingresso della Chiesa, anch’esso socchiuso. Il resto è la cronaca di quella serata, raccontata (in inglese) da V – noi ci siamo limitati a tradurla in italiano, di seguito.
        Venises
- - - - - - - - - - - -

«The majority of you will be familiar with Paganini’s twenty-four capriccios. They’re famous for their technical difficulties and musical beauty. Hence, it was commonly believed at the time that dear Niccolò was possessed by the devil. The gentlemen and ladies of court could not explain the rapidity with which he moved his bow or the distance he stretched his fingers otherwise. They drew the presumably obvious answer: it must be the work of the devil. No human being could possibly be capable of such acts, unless their soul was sold.
In justification of this unjust deduction, it must be said that Ehlers-Danlos Syndrome, which allowed the hyperextension of his fingers, was unknown of at the time. Neither was the nature of his violin. The strings were virtually on the same plane, allowing him to play three, if not all four at once.
Niccolò played an exceptional role in the evolution of violin technique. He is one of its most prominent explores alongside Pietro Locatelli and August Durand. However, I will be greatly surprised if a few or any of you have ever heard a very special violin capriccio by Locatelli, the one called “Capriccio Prova dell’Intonatione”, the fourth and last movement of his Sonata op. 6 n. 12. I do not say this to provoke undesirable feelings in any of you. The reason is simple: it is never played.
Locatelli also wrote twenty-four violin capriccios… over a hundred years before Paganini. Each of Paganini’s capriccios contains two or three techniques that constitute a considerably high level of difficulty, whereas this capriccio contains almost all violin techniques. Perhaps, with the exception of left hand pizzicato. When violinists first flick through this score, they look at the initial three movements. They are tricky, but nevertheless possible. The problem arises when their gaze falls onto the capriccio. I can give a simple demonstration of their reaction to this piece. »  He paused and turned to his stand.
The church was silent. Only the heavy breathing of a few within the audience could be heard. I wasn’t one of them, my breath was caught in my throat and I was soon going to be in need of a reminder to exhale. A dry, coarse sound echoed within the church as he thumbed through some pages on his stand. Holding his violin and bow in one hand, he picked up his partitura clumsily with the other, the weight of the book making his grip unsteady. With a turn of the wrist he revealed a cascade of tiny, black dots crowding the pages. Sitting in third row, at a distance of approximately six meters, I could make out scales of over four octaves upwards, squished into single bars, as thirty-second or forty-sixth notes. The rest was indecipherable because of the absence of the plain pale yellow page colour. I blinked and swallowed. The lady behind me puffed out a gallon of air.
“Yes.” The corners of his mouth curled up into a smile and he set the music back down. “Locatelli was Italian, but he had a strong tie with Amsterdam. Aside being an incredible violin virtuoso, he also became a good merchant. He settled in Amsterdam in 1729 and sold imported strings for all instruments. He is still here. Following his death in 1764 he was buried in this Old English Church.”
He indicated the floor with his bow, making a swishing noise as the air passed between the horsehair and wood. I noticed a couple of heads in the first row incline downwards. “I will now attempt to play this for you.”
He adjusted the cloth that acted as a chinrest and placed his violin on his shoulder. The harpsichordist played an A and he tuned his violin. The cello followed suit. Both string players nodded, their instruments were ready. He took in a deep breath and lifted the head of the violin. The first note sounded as the head of his violin descended, filling up the small church with the rich, clear vibrations of the string. The adagio and two allegro movements were beautiful, slow and melodious. The basso continuo provided by the harpsichord and cello was soothingly played, permitting the violin to fulfill the full role of soloist. He mirrored the melody with the sway of his body, indicating the phrasing to his accompanists.
As the musicians lifted their bows off the strings or hands of the keyboard accordingly, the third movements came to an end. The church was hushed once more, the audience waiting expectantly. The cellist and harpsichordist sat back in their respective chairs.
The violinist lifted his bow and the capriccio began. Double-stops and chords followed. Succeeded by the impossible scales I’d discerned before. His hand shifted at lightning speed, reaching the bridge of the violin only to work its way back down. Carefully measuring her bow the cellist played a quiet, but deep, low note and then quietude filled the air. The hush was abruptly broken by applause and my view obscured by a standing-ovation. I stood, impressed and mesmerized, to join the applause as the musicians bowed.
My eyes fell to the ground. I’d been to concerts before, but I’d found this performance stunning. As I looked around the room at the others power-clapping their hands to a dull, red soreness, it appeared that they were of a similar opinion. But looking at the floor where the violinist’s bow had pointed earlier, I wondered: would the audience downstairs be impressed?
           V.

* * * * *

«La maggior parte di voi conoscerà i 24 capricci di Paganini. Sono famosi per la loro difficoltà tecnica e bellezza musicale. Si credeva comunemente ai suoi tempi che il caro Niccolò fosse posseduto dal diavolo. I signori e le signore della corte non potevano spiegarsi altrimenti la rapidità con la quale spostava l’archetto o la distanza che le sue dita riuscivano a coprire. Concludevano nell’unico modo presumibilmente ovvio, che doveva essere opera del diavolo. Nessun essere umano avrebbe potuto essere capace di tali atti, a meno di non aver venduto l’anima. A parziale giustificazione di questa fallace deduzione, va detto che la sindrome di Ehlers-Danlos, che gli permetteva l'iperestensione delle dita, era sconosciuta all’epoca. Così come sconosciuta era la natura del suo violino. Le cui stringhe erano virtualmente sullo stesso piano, permettendogli così di suonare tre corde, se non tutt’e quattro contemporaneamente. Niccolò ha avuto un ruolo eccezionale nello sviluppo della tecnica del violino. È certamente stato uno degli esploratori più prominenti accanto a Pietro Locatelli e a August Durand. Tuttavia, sarei davvero sorpreso d’apprendere che c’è fra voi qualcuno che ha ascoltato un capriccio di Locatelli molto speciale, quello denominato “Capriccio Prova dell'Intonatione”, quarto e ultimo movimento della sua Sonata op. 6 n. 12. Non lo dico per suscitare malessere in alcuno di voi. Il motivo è semplice: non viene mai eseguito.
Anche Locatelli ha composto 24 capricci per violino... oltre cent’anni prima di Paganini. Ciascun capriccio fra quelli di Paganini contiene due o tre delle tecniche d’esecuzione del violino, cosa che li rende considerevolmente difficili, ma questo capriccio contiene quasi tutte le tecniche del violino! Forse con l'eccezione del pizzicato della mano sinistra. Quando un violinista sfoglia questo spartito, analizza dapprima i tre movimenti iniziali. Sono complessi, purtuttavia non impossibili. Il problema arriva quando il suo sguardo cade sull’ultimo, il capriccio. Vi posso dare un’illustrazione semplice della loro reazione a questo pezzo».  
Fece una pausa e si girò verso il leggìo. La chiesa era muta. S’udiva soltanto il respiro un po’ affannoso di taluni nel pubblico. Non ero una di loro, il mio respiro rimase nella gola e presto avrei avuto bisogno di trovarne un pizzico da esalare. Un suono asciutto e ruvido echeggiò nella chiesa mentre sfogliava alcune pagine. Tenendo il violino e l’archetto in una mano, prese con fare impacciato la partitura con l'altra, il peso del libro rendeva instabile la presa. Con un gesto del polso rivelò una cascata di piccoli, neri puntini che affollavano le pagine. Seduta in terza fila, ad una distanza di circa sei metri, potei individuare scale che si estendevano, salendo, per più di quattro ottave, compresse nello spazio di una singola barra, fatte di biscrome e semibiscrome. Il resto era indecifrabile. Battei le palpebre e deglutii. La signora dietro di me sbuffò fuori un litro d’aria.
«Sì». Gli angoli della sua bocca si erano arricciati verso l’alto in un impercettibile ghigno mentre sistemava nuovamente la musica sul leggìo. «Locatelli era italiano, ma ha avuto un forte legame con Amsterdam. Oltre ad essere un grandissimo virtuoso del violino, fu pure un buon commerciante. Si stabilì ad Amsterdam nel 1729 ed impiantò un commercio di stringhe importate per tutti gli strumenti. È ancora qui. Alla sua morte nel 1764, venne sepolto in questa vecchia chiesa inglese». Indicò il pavimento con l’archetto, che emise un rumore filante al passaggio dell'aria fra le stringhe ed il legno. Notai un paio di teste in prima fila inclinarsi in giù. «Stasera lo eseguirò per voi».
S’aggiustò i vestiti che ne costringevano i movimenti e portò il violino contro la spalla. Il clavicembalo intonò una A e lui accordò il violino. Poi toccò al violoncello. Entrambi i legni annuirono col capo, gli strumenti pronti. Fece un respiro profondo ed alzò la testa del violino. La prima nota si separò dal violino mentre la testa di questo scendeva, riempiendo la piccola chiesa di vibrazioni ricche e pure. L’adagio e i due movimenti in ‘Allegro’ erano belli, pacati e melodiosi. Il basso continuo fornito da clavicembalo e violoncello era appagante, consentendo al violino d’adempiere al proprio ruolo di solista. L'ondeggiamento del suo corpo riecheggiava la melodia e indicava il fraseggio agli altri musicisti.
Come i tre staccarono gli archi dalle corde o alzarono le mani dalla tastiera, il terzo movimento terminò. La chiesa si quietò di nuovo, il pubblico attendeva con grande aspettativa. Il violoncello ed il clavicembalo si sedettero all’indietro nelle loro sedie. Il violinista alzò l’archetto ed il capriccio iniziò dalle scale impossibili che avevo intravisto prima. La sua mano si spostava fulmineamente, raggiungeva il ponticello del violino solo per ridiscendere di nuovo. Controllando con attenzione il proprio archetto il violoncello infine emise una nota lunga e profonda, ed allora la serenità riempì l’aria della sala. La calma venne bruscamente rotta da un applauso ed il mio punto di vista fu oscurato dalle persone di fronte a me. Mi alzai anch’io, impressionata ed ipnotizzata, per unirmi all'applauso mentre i musicisti ringraziavano.
I miei occhi si girarono verso il basso. Avevo seguito molti concerti prima d’allora, ma mai avevo assistito ad uno spettacolo così sbalorditivo. Osservandomi intorno mi sembrò che anche gli altri, che applaudivano fino ad averne le mani rosse, fossero della mia stessa opinione. Ma guardando il pavimento nella direzione indicata in precedenza dall'archetto del violinista mi  chiesi: era stato parimenti impressionato il pubblico di sotto?
           V.

State ascoltando Pietro Antonio Locatelli (1695-1764), ultimo movimento dalla Sonata per violino e  basso continuo in D minore, op. 6 n. 12 (Adagio  -  Allegro  -  Andante  -  Allegro: Capriccio “Prova dell’Intonatione”)

CULTURA
25 novembre 2007
Diario della Sera - 95 - IL SUGGERITORE
il Post
che mi ha commosso stamattina è Domani di @lbe
Ho respirato leggendolo questa leggerezza sensuale dei giovani del terzo millennio – che io non ho conosciuto nella mia giovinezza. Mette allegria e regala speranza.

la Cooperativa di Economia Solidaria
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà: una festa per il cervello e per il cuore.

la Locanda
È nata a Roma dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down - che ci lavorano come camerieri - la Locanda dei Girasoli. La pizza è buona, il locale è simpatico, i prezzi economici, il resto fatelo voi. L'indirizzo è: Locanda dei Girasoli / Via dei Sulpici, 117 (zona Quadraro)

la Sciamadda
Vicino all'Acquario di Genova, dieci minuti a piedi, in via S. Giorgio 14r, c'è dal 1874 la Antica Sciamadda una bottega tradizionale con forno tradizionale anche lui [largo e basso, e alimentato addirittura da faggio di S. Stefano D'Aveto], dove si cuociono la farinata e le torte di verdura. Si può prendere un piatto misto con 6 euro. Qui venivano una volta i "camalli", gli scaricatori del porto.
[Un viaggiatore]

fotografia
25 novembre 2007
fotografie 345 - Vitorchiano, 24 novembre 2007 14:38:53

[a fianco di Alexandra, in una pausa del pranzo 'al forno a legna' offerto da Stetlana e Pietro]
letteratura
25 novembre 2007
Eftimios 46/42 (fiori/poesie 4)
Il fiore/poesia che oggi pianto tra il cielo e la terra di Eftimios è una canzone di Paolo Conte, nata nell’anno in cui Eftimios scompariva ai nostri occhi velati:

HESITATION

Io li sentivo parlare
dietro la porta del pomeriggio
chiusa a chiave
naturalmente dalla mia parte,
si capiva molto poco, quasi niente,
ma qualcosa si intuiva,
si indovinava una specie di salto
nei loro pensieri…

Hesitation,
con una gamba per volta,
hesitation in love…

Sotto la porta il tappeto
sembrava come elettrizzato,
le rose donate erano lì
in attesa di venire capite,
era una scena d’amore
e di esitazione stupenda,
io avrei voluto dare una mano
non so bene se a lei o lui…

La ragione generale per cui scelgo un testo parlato di Paolo Conte sta nel fatto che questo cantore scrive i versi sempre dopo la musica, dentro la musica. E oggi c’è troppa poesia che non cammina sulla musica, troppa poesia di sole parole.

In particolare, nota – ti prego – lettore, lettrice, quei due ultimi versi, sublimi - ci vuole molta intelligenza e molto amore per essere sublimi – e pensa che Eftimios continua a voler dare una mano, a te che leggi ed a me che scrivo.

Fulmini

CULTURA
24 novembre 2007
Diario della Sera - 94 - IL SUGGERITORE
il Post
che indico stasera come post di qualità è Maestra, a che serve la scuola? del blog  L’ISOLA SCONOSCIUTA.
Magistrale, eppure delicato.

la Cooperativa di Economia Solidaria
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà : una festa per il cervello e per il cuore.

la Locanda
È nata a Roma dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down - che ci lavorano come camerieri - la Locanda dei Girasoli. La pizza è buona, il locale è simpatico, i prezzi economici, il resto fatelo voi. L'indirizzo è: Locanda dei Girasoli / Via dei Sulpici, 117 (zona Quadraro)

la Sciamadda
Vicino all'Acquario di Genova, dieci minuti a piedi, in via S. Giorgio 14r, c'è dal 1874 la Antica Sciamadda una bottega tradizionale con forno tradizionale anche lui [largo e basso, e alimentato addirittura da faggio di S. Stefano D'Aveto], dove si cuociono la farinata e le torte di verdura. Si può prendere un piatto misto con 6 euro. Qui venivano una volta i "camalli", gli scaricatori del porto.
[Un viaggiatore]

fotografia
24 novembre 2007
fotografie 345 - Roma, Piazza Vittorio (rione Esquilino), 24 novembre 2007 12:20:05

[foto fatta accanto a Ciccio, attore amico, anche lui esule dalle meravigliose e devastate terre meridionali per studiare e lavorare a testa alta senza morire ammazzato, foto-ritratto di uno come noi]
CULTURA
24 novembre 2007
pensieri spettinati - 80 - Locri e Siderno
[Ieri ho visitato ammazzatecitutti, il sito dei 'ragazzi di Locri', e mi sono ricordato di essere un 'ragazzo di Siderno', il paese che a Locri sta accanto, sulla costa ionica della Calabria. Me ne sono andato via, a metà degli anni sessanta, per studiare all'Università, e per non morire ammazzato. Per tacitarla, ogni tanto, la coscienza della mia disperata fuga, faccio qualcosa a pellicole, o a parole. L'11 febbraio 2006, nella rubrica Fulmini e Saette che tengo  su ALIAS, supplemento del 'manifesto', ho pubblicato poche righe. Le ripubblico qui, ma non finisce qui.]

Il peggio della ‘ndrangheta

Questi ragazzi di Locri che dopo l’ennesimo omicidio di ‘ndrangheta hanno cominciato a manifestare pubblicamente il loro disagio, la loro indignazione, la loro volontà di cambiare lo stato criminale delle cose, hanno evidentemente dei padri. Cosa pensano della iniziativa politica e civile dei loro figli questi padri?

Naturalmente sono tutti diversi tra di loro, nondimeno possono essere compresi in tre tipi sociologici: uomini che hanno contrastato la ‘ndrangheta, uomini che l’hanno tollerata, uomini di ‘ndrangheta. Già questo fa riflettere, ma considerate questa scenetta di vita locrese dei nostri giorni, come riferita da un testimone oculare e auricolare.

Ci troviamo in Calabria dunque, in un bar di questo paese di antica memoria. Sono le quattro di un pomeriggio del dicembre 2005. Ci sono alcuni di questi padri al suo interno, prendono il caffé e scambiano qualche parola. Il discorso gira sui fatti di Locri, l’omicidio misterioso del politico eminente, l’iniziativa clamorosa dei giovani figli. Ecco la conclusione: padre A: “…figghioli…” - padre B: “…iocanu…" Traduco in italiano: “…ragazzi…” - “…giocano…”

Il peggio della ‘ndrangheta non sta negli omicidi fisicamente compiuti dei pochi, sta nella rassegnazione, nella circospezione, nel cinismo moralmente indotti nei molti. “Così è, così è stato, così sarà. Coloro che immaginano un futuro diverso, si entusiasmano e lo gridano, sono ingenui, sono ragazzi, e come i ragazzi giocano. Ma cresceranno, e diventeranno come noi.”

Fulmini

CULTURA
23 novembre 2007
Diario della Sera - 93 - IL SUGGERITORE
il Post
che indico stasera come post di qualità è Un buon segno di Napolino
Parla di quelle bacchette che stanno appese nella testa per armare l’attenzione o stanno cadendo per disarmare la lingua.
[fulmini]

la Cooperativa di Economia Solidaria
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray, un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà : una festa per il cervello e per il cuore.
[fulmini]

la Locanda
È nata a Roma dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down - che ci lavorano come camerieri - la Locanda dei Girasoli. La pizza è buona, il locale è simpatico, i prezzi economici, il resto fatelo voi. L'indirizzo è: Locanda dei Girasoli / Via dei Sulpici, 117 (zona Quadraro)
[fulmini]

la Sciamadda
Vicino all'Acquario di Genova, dieci minuti a piedi, in via S. Giorgio 14r, c'è dal 1874 la Antica Sciamadda, una bottega tradizionale con forno tradizionale anche lui [largo e basso, e alimentato addirittura da faggio di S. Stefano D'Aveto], dove si cuociono la farinata e le torte di verdura. Si può prendere un piatto misto con 6 euro. Qui venivano una volta i "camalli", gli scaricatori del porto.
[Un viaggiatore]

fotografia
23 novembre 2007
fotografie 344 - Roma, Piazza del Popolo, 22 novembre 2007 11:19:39
letteratura
23 novembre 2007
haiku rimati - 61 -

Nel tuo giardino
m’addormento, stupito,
dopo il vento.

Fulmini

CULTURA
22 novembre 2007
Diario della Sera - 92 - IL SUGGERITORE
il Post
che propongo oggi come esemplare è Il silenzio di Serafico
Per schiettezza, limpidezza intellettuale e morale, brevità. Recita un proverbio cipriota: Nella quantità non sta la bontà, ma la quantità nella bontà.

la Cooperativa di Economia Solidaria
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il Centro Santa Maria de Liray, un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà : una festa per il cervello e per il cuore.

la Locanda
È nata a Roma dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down - che ci lavorano come camerieri - la Locanda dei Girasoli. La pizza è buona, il locale è simpatico, i prezzi economici, il resto fatelo voi. L'indirizzo è: Locanda dei Girasoli / Via dei Sulpici, 117 (zona Quadraro)

fotografia
22 novembre 2007
fotografie 343 - Le consolazioni della fotografia (Roma, via Labicana - rione Monti, 21 novembre 2007)

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. roma novembre via labicana rione monti

permalink | inviato da fulmini il 22/11/2007 alle 8:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
CULTURA
22 novembre 2007
descrizioni di descrizioni - 40 - Fabio e Silvio
Sono inquieto. Il numero delle domande che mi faccio sopravanza quello delle risposte che riesco a darmi.

Ieri sera guardo e sento alla televisione la partita della nazionale italiana di calcio e riaffiora tra le voci giornalistiche quella di un telecronista allenatore.

Fabio Capello allenatore può fare il telecronista? Può un allenatore fare il telecronista ragionando come un allenatore?  Può, invece di descrivere ciò che accade sotto i nostri occhi, comunicare ciò che accade nella sua testa - ciò che farebbe lui al posto dell’allenatore in carica?

Lascio perdere, leggo un libro, arriva l’ora del telegiornale e rispunta fuori il portavoce afono.

Silvio Sircana è il portavoce di Romano Prodi? E allora perché sta sempre in campo e parla mai? Un portavoce può essere afono? È, per sovrammercato, il portavoce del Consiglio dei Ministri? E allora perché tutti i ministri parlano e tutto Sircana tace?

Lettrice, lettore, voi che siete - grazie al miracolo blog - scrittore e scrittrice, datemi una mano, dateci due risposte. Pubblico il post, mi faccio un caffè, e mi dispongo a leggere. L’inquietudine svapora.

Fulmini

CULTURA
21 novembre 2007
Diario della Sera - 91 - IL SUGGERITORE
il Post
che mi ha tenuto compagnia per tutto il giorno è ‘Le cinciarelle’ . Breve, ricco di informazione e di passione, illustrato in modo personalissimo, e lontanissimo dalle fatue occupazioni degli umani cittadini.

la Cooperativa di Economia Solidaria
si trova a mezz’ora da Santiago de Chile, verso nord, in campagna – è una dritta per un viaggio responsabile e divertente. È il ‘Centro Santa Maria de Liray’, un luogo ameno di ricerca e sperimentazione di nuove forme di economia di solidarietà.
C’è un allevamento di molti animali (compresi i lama), la coltivazione di tanti alberi (due giganteschi fichi non li dimenticherete più), un museo di attrezzi agricoli, sale per colazioni e pranzi e cene conviviali, camere da letto per parecchi ospiti, i familiari di Luis Razeto fondatore del Centro (tutti italofoni lui compreso) e i cooperatori dell’impresa che vi accolgono, e se siete fortunati, se avete prenotato, lui stesso, Luis, il teorico massimo della economia di solidarietà : una festa per il cervello e per il cuore.

il Libro
Roma. Il primo giorno. (Laterza, 2007) di Andrea Carandini, l’archeologo che ha scoperto come è nata Roma. E subito, all’inizio, rivela il perché sia impossibile pensare il futuro senza ricordare il passato: “recenti studi hanno dimostrato che i circuiti della mente che permettono di veleggiare tra i ricordi sono gli stessi che dipingono gli scenari del domani.”

CULTURA
21 novembre 2007
pensieri spettinati - 56 - come e perché faccio foto

[fotografie 342 - Roma, via del Colosseo (rione Monti), 10 settembre 2006 16:55:40]

Tanti i fotografi, tanti i modi di fare foto. Il mio non è di andare in giro per fare foto, ma semplicemente camminare tenendo in tasca la digitale. Cammino, respiro, guardo. E quando certe cose, persone, situazioni, mi colpiscono e mi feriscono, restituisco la cortesia facendo una foto, per raccontare di loro e di me, per rendere testimonianza del coltello e della ferita.

Diceva Robert Capa (il fotografo del miliziano colpito a morte  nel 1936) che se le foto non sono buone vuol dire che non si è abbastanza vicini. Concordo (ogni uomo è singolare, ma ci sono le affinità - non è vero?) e ci aggiungo questo: vuol dire che non si è abbastanza feriti.

Fulmini

CULTURA
20 novembre 2007
Diario della Sera - 90 - IL SUGGERITORE
il Post
che mi ha fatto più sorridere e pensare oggi è ‘Avanti Popolo: i balbettii della Storia’ dal blog
http://www.sogniebisogni.ilcannocchiale.it/
Analizza il comportamento di Carlo Giovanardi e Achille Storace alleati di Silvio Berlusconi con un testo breve, sferzante,  e gustosamente illustrato.

il Kebab
Di fronte al centro sociale Ex Snia, ci troviamo poco dopo l’inizio della via Prenestina, c’è niente di meno che un kebab ‘curdo e turco’. Con i tempi che corrono, chi può, chi la fretta non se lo porta via, chi non ha smesso di sognare il sogno di una cosa, si fermi a rinfrancarsi da quelle parti.

il Libro
Roma. Il primo giorno. (Laterza, 2007) di Andrea Carandini, l’archeologo che ha scoperto come è nata Roma. E subito, all’inizio, rivela il perché sia impossibile pensare il futuro senza ricordare il passato: “recenti studi hanno dimostrato che i circuiti della mente che permettono di veleggiare tra i ricordi sono gli stessi che dipingono gli scenari del domani.”

fotografia
20 novembre 2007
fotografie 341 - Roma, via Labicana (quartiere Monti), 8 novembre 2007 7:51:23

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Roma via Labicana quartiere Monti novembre

permalink | inviato da fulmini il 20/11/2007 alle 8:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
cinema
20 novembre 2007
EYES WIDE OPEN - 5 - Apologia di Ang Lee
Mentre la stagione dei festival è alle spalle si profila già quella dei cinepanettoni natalizi. Se bisogna dare un senso ai risultati dei vari palmarès sicuramente risulta importante la vittoria di Ang Lee a Venezia. Il regista taiwanese, naturalizzato hollywoodiano, ha vinto il suo secondo Leone d’Oro in tre anni. Con la vittoria di Still Life di Jia Zhang Ke nel 2006 le vittorie consecutive del cinema orientale in laguna diventano tre. Scartando l’idea balzana del «complotto cinese» avanzata da qualche bontempone a causa della presenza in giuria del premiatissimo Zhang Yimou, non si può fare a meno di notare come in Asia ci sia un’estrema fiducia nella bellezza delle immagini, riflessione estetica che in ambito europeo è quasi assente.

Il cinema europeo sembra anzi soffocato da un’idea di rigore stilistico che serva e veicoli contenuti il più possibile nobili e civili. Il risultato però è narrativamente deprimente, mentre il rigore rischia di sbiadire in sciatteria. Gli autori di peso internazionale sono pochi e controversi, mentre il motore del cinema mondiale sembra fare perno tra Hollywood e la Cina (non parlo dell’India perché anche se produce un’enorme quantità di film è concentrata soprattutto sul suo pubblico nazionale). Ang Lee è l’incarnazione di questa polarità Cina-Hollywood: regista elegante, eclettico, capace di sparire nascondendosi dietro il genere che di volta in volta decide di affrontare, in equilibrio costante fra USA e Oriente.

L’equilibrio fra eleganza e genere, pur non essendo la via seguita da tutti i cineasti asiatici, dimostra che la bellezza delle immagini non è un termine indifferente né per il dibattito cinematografico né per il pubblico (neppure per quello italiano, nutrito di televisione scadente e Christian De Sica). Brokeback Mountain riuscì a essere un successo di pubblico non solo per il tema affrontato, ma anche perché era ben narrato e spettacolare. Lo stesso film fu in grado di catturare l’attenzione della giuria a Venezia perché per la qualità formale esibita oltrepassava la nozione di semplice prodotto industriale.

Ang Lee dunque è in grado di girare un blockbuster come Hulk, ma nello stesso tempo è capace di inserire una serie di piccoli indizi che spingono il pubblico a interrogarsi sullo senso filosofico delle immagini che stanno vedendo. Ang Lee è un cineasta «medio»: aggettivo che non coincide con mediocre, ma sottolinea l’ambito di produzione e ricezione che il cineasta taiwanese si è scelto per i suoi raffinati esperimenti. Il vincitore di Venezia 2006, Jia Zhang Ke, invece si è scelto un ambito di sperimentazione più elitario, meno legato a schemi narrativi consueti, ma la differenza è solo nel ramo dell’industria cinematografica prescelto dall’autore come campo di lavoro: la sostanza autoriale non muta.

Esiste un ambito produttivo di cinema alto, pensato per addetti ai lavori e frequentatori di festival più che per un pubblico di massa, ma esiste anche un ambito produttivo medio, in cui la raffinatezza d’autore deve sposarsi con una spiccata esigenza comunicativa. Sia il regista elitario che quello comunicativo puntano a curare le immagini in modo da procurare allo spettatore un’esperienza estetica e questo al di là dei contenuti nobili da veicolare. In entrambi i casi non può essere messa in discussione la conoscenza da parte dell’autore del cinema in tutte le sue sfumature formali e produttive. Se il cinema europeo (e scrivo apposta europeo e non solo italiano) saprà tenere presente questa lezione dei maestri asiatici (che pure spesso premia), potrà forse un giorno tornare a occupare un ruolo attivo nel dibattito internazionale sull’audio-visivo.

Fabio Benincasa

sfoglia
ottobre   <<  1 | 2 | 3  >>   dicembre

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte

Add to Technorati Favorites


blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
DIZIONARIO di ITALIANO
cerca:  
   


 
DIZIONARIO di FRANCESE
cerca:  
Francese - Italiano  
Italiano - Francese  


 
DIZIONARIO di INGLESE
cerca:  
Inglese - Italiano  
Italiano - Inglese