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CULTURA
29 febbraio 2008
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 10 - Quattro foto in blu
[La rubrica L’ULTIMOGIORNODELMESE è composta oggi da quattro foto in blu.

Dal prossimo numero la rubrica entrerà in una nuova fase, e raccoglierà descrizioni, commenti, analisi, di un’opera ogni fine mese.
Autori di questi posts saranno i coautori del blog-rivista, e i bloggers che desiderano partecipare alla nuova iniziativa.
Tutti sono esortati a scrivere testi di sole parole, composti da non più di duemila caratteri, e di spedirli (lexandra@libero.it) 7 giorni prima del 31 marzo 2008.
La prima opera scelta è un film: ‘Il Petroliere’ (There Will Be Blood) di Paul Thomas Anderson.

Ed ecco le foto in blu.]

Foto da Cipro
AlfaZita, Cipro, 21 febbraio 2008
Foto
Claudio Ricci, Colori, febbraio 2008
Foto da Genova
Khùtspe, Genova, febbraio 2008
Foto da Varsavia
Julia, Varsavia, Cimitero  Monumentale di Varsavia, 17 febbraio 2008


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permalink | inviato da fulmini il 29/2/2008 alle 7:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
fotografia
31 gennaio 2008
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 9 - gennaio 2008
Stavolta, ad inizio di questo anno pari, una sequenza di fotografie. Gennaio 2008 sulla faccia della Terra.

Foto da Amsterdam
[AlfaZita, Amsterdam – cerchia dei Canali Ovest, 2 gennaio 2008]

Foto da Istambul
[Fulmini, Istanbul – in pullman da piazza Taksim all’aeroporto, 17 gennaio 2008]

Foto da Varsavia.
[ioJulia (http://iojulia.ilcannocchiale.it/),  Varsavia - Palazzo Wilanow, 6 gennaio 2008]

Foto da Firenze
[Khùtspe, Firenze - sagrato della chiesa di San Lorenzo, gennaio 2008]

Foto da Londra
[Lorenzo Levrini, Londra, ponte di Hungerford sul Tamigi, gennaio 2008]

Foto da Roma
[Luigi Russo, Roma – piazza della Fontana di Trevi, gennaio 2008]

Foto da Roma
[medita partenze (http://no-fog.ilcannocchiale.it/), Roma – Colle Oppio, gennaio 2008]

Foto da Ariccia
[Serafico (http://www.serafico.ilcannocchiale.it/), Ariccia - archi interni della fila centrale del ponte monumentale, mattina del 1 gennaio 2008]

CULTURA
31 dicembre 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 8 - dicembre 2007

Nuove schiavitù.

Carte d’oro, d’argento, blù, multicolori: una fantasmogoria. Sono uno spettacolo nel portafogli che, così decorato, farà colpo sicuro sulla ragazza un po’ avventata. Qui si parla di carte di credito che vengono offerte a costo zero: -3000 Euro subito per Lei. -5000 recita un'altra. -10000 Euro subito a disposizione: li potrà trasferire sul suo conto immediatamente. Lei merita credito. Noi premiamo la serietà. Ed alla via così.

 

Tartufescamente, non citano gli interessi, ed ancora più tartufescamente, le offrono in periodo natalizio, tempo di acquisti e regali. -Questo lo mangeremo a Natale, disse il capo cannibale alla sua tribù indicando l’esploratore bianco appena catturato: a Natale i bianchi sono tutti più buoni. Ecco, si è pronti ad essere mangiati, scatta la trappola, è difficile resistere. Poi si è legati, “fidelizzati” si dice in gergo. Non se ne esce più.

 

In compenso abbiamo un TV plasmato per farci meglio rincitrullire dal minculpop. Un navigatore in auto: hai visto mai che ti perdi per andare al lavoro. Un bel paio di occhiali da sole neri neri firmati da “salato e gabbato” che fanno tanto da duro ed in abbinamento ad una pelata che, anche questa non si capisce se è una pietosa moda per nascondere la calvizie. Un orologio che segna anche l’ora ed un cellulare che permette anche di telefonare.

 

No mie belle cartine multicolore, non mi fregate. Ho altri valori, altri interessi. Il Fellow distruggidocumenti è un mio carissimo amico: vi aspetta a bocca aperta e con le sue lame luccicanti.

 

http://fort.ilcannocchiale.it

 

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[fotografie 366 – Roma, Parco del Celio,  dicembre 2007]

 

http://fulmini.ilcannocchiale.it

 

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Cuba per noi

 

Cuba è un aeroporto che di notte l'umidità riempie degli odori della natura, un tassista "illegal" che si spaccia per "legal", un uomo che prova a venderti sigari falsi ed uno che ti fa un regalo per il tuo compleanno anche se non ti conosce.

Cuba vuol dire "baratto" e "permuta" perché la proprietà non esiste, tessera per il cibo e cultura gratuita per tutti, giovani ed anziani, carcerati da reinserire in società.

 

Cuba è fatta di ragazze di sedici anni che per inseguire gli status dei turisti occidentali si vendono a uomini che uomini forse non sono e di ragazze che come tante altre al mondo vogliono solo avere la libertà di scegliere come passare una notte.

 

Cuba vuol dire "particular", case, ristoranti, taxi, ognuno con un significato diverso, ma dove il termine per inclusione o esclusione è sempre il turista.

 

Cuba significa natura libera, aria leggera, spirito di libertà in uno stato che a volte con le libertà non va d'accordo. Un sogno nato ad opera di un manipolo di uomini che volevano scacciare un vassallo dei neocolonialisti, lo hanno fatto e lo difendono, rivendicando il diritto a scegliere se e come cambiare, rifiutando le ingerenze di chiunque.

 

Tutto scorre lento, tutto ha una soluzione, il distacco dai beni materiali consente di vivere con dignità e decoro e buon umore anche le vicende più scomode.

 

Il distacco dei beni materiali esclude la violenza del furto e della rapina, non c'è spazio per togliere ad altri, perché è quasi assente la volontà di infliggere dolori.

 

E' la dimostrazione che è possibile un mondo evoluto che superi la legge dello stato di natura, ma anche che per fare ciò è necessario assicurare la libertà di scegliere se rimanere in un sistema siffatto o meno.

 

http://uomodellastrada.ilcannocchiale.it/


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Attraversando i vicoli di Napoli a Dicembre


[Umberto Boccioni, La madre, pastello su carta, 1902]

 

Tempo di corse, di rincorse, di nascite illustri e anonime, di morti improvvise o preannunciate, di occasioni perdute o forse da ritrovare, di silenzi insistenti e di chiassose voci che si rincorrono nei cortili freddi e bui nell’anima, ma ben illuminati all’esterno per soddisfare  gli occhi incuriositi degli occasionali passanti. I palazzi ottocenteschi del centro storico a Dicembre hanno l’aria sorniona di vecchi alteri, infastiditi dal troppo rumore e dalla troppa “plebe” che si accalca, spintona, contratta, si abbraccia, litiga, piange, ride, si bacia.

 

Tutto si muove eppure pare immerso in un’atmosfera surreale di sospensione,  di preparazione. Si aspetta la fine e il nuovo inizio, come se davvero lo possa essere per tutti nello stesso momento. A Piazza S. Gaetano c’è una donna che chiede l’elemosina, non che sia l’unica, ma sono anni che la ricordo seduta fuori quella chiesa, Giovanni Drogo alla Fortezza Bastiani. Chissà se è in fondo l’unica a vivere perennemente quell’illusione di attesa, della sospensione del tempo mentre tende il palmo della sua mano rivolto al cielo.

 

Ho incrociato il suo sguardo, un malinconico sorriso. Anch’io le sorrido.

 

http://vulvia.ilcannocchiale.it

CULTURA
30 novembre 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 7 - novembre


Claudio Ricci, Roma, Temporale Notturno sul Tiburtino, novembre 2007.

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Menù di fine mese

per la fine di questo penultimo mese del sette p.D. (post Duemila),
lo chef consiglia "il menù dell'anima-le" :
come aperitivo un coolissimo "bloody Mez" del perugino,
per introdurre ad un antipastino di "inglesina sgozzata, alla massmediatica".
Proseguirei  con un "tifoso laziale, sparato da lontano" con una spolverata di lucida follia;
da accompagnare con un "missione di pace" delle aride alture afgane, o un "maresciallo al piombo", più o meno delle stesse zone.
Il menù vi guida ora a gustare un bel "filetto di partito democratico in letto di popolo delle libertà",
qui abbinerei un "negro da sbarco clandestino" che, se non molto apprezzato dai critici, è comunque amatissimo fra i consumatori.
"Cruditè di zingaro" e "pinzimonio di barboni", di rigore servire con un "pellicano diesel" del mar morto o della california, purchè ag-ghiacciati.
Per rilassare il palato, "kamikaze alla mediorientale" che sposerei con un "forza Annapolis! Con Dolcezza ".
Senza mai dulcis in fundo, come dessert un "trionfo di pallone" tipico di Scozia, abbondantemente innaffiato con un "gioia per i sopravvissuti" .
Acqua del Bangladesh, caffè dell' ex foresta amazzonica, amaro del darfur... il conto, grazie!
Ma l'anima, di che marca è?

ilbokkaglio

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Ricetta per sopravvivere a novembre

(e alla nausea che mi da il tg, uguale uguale a quella delle giostre che girano intorno e ti riportano ancora ancora ancora e sempre lì)

Duecento grammi di farina e novanta di burro. Pianoforte ma allegro. Un paio di altre mani con cui bisticciare sul tagliere. Accendere il forno a 150 gradi e non scordarsi di approfittare del tepore che si diffonde in cucina. Sciogliere il burro massaggiandolo nella farina e, con lo stesso movimento, sciogliere i nodi delle spalle. Aggiungere due tuorli d’uovo, ottanta grammi di zucchero e venti grammi di latte. Amalgamare in una palla gialla e liscia, rincorrendo e raccogliendo i pensieri dispersi sul tagliere. Avvolgere in un tovagliolo e far riposare mezz’ora in frigo. Riempire l’attesa con le pagine di un libro o con una discussione a piacere purché sia di quelle che finiscono per non finire mai. E che questo ci piaccia. Stendere la pasta, ritagliarla con lo stampino a forma di stella. Reimpastare i ritagli e fare altre stelle. Ancora. Ancora. Adagiare le stelle sulla placca ricoperta di carta da forno e infornare. Saranno pronte quando sentirai odore di biscotto. Non tardare perché in un attimo sarà troppo tardi. Novembre vola.

prishilla

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Il mese della livella

Novembre, cadono le foglie, cadono le teste in Rai, ma non cadono i governi. L’autunno caldo promesso dal Berlusca alla fine non si è materializzato, in compenso si è aperto un gustoso interludio fatto di insulti e ripicche, degno di un divorzio fra vecchie pop-star (dove la Brambilla sarebbe un po’ Yoko Ono). Cominciano i rituali lustrali di fine anno: calendari con le poppe al vento e traffico in centro per i regali, ma novembre è anche il mese della pietà dei defunti. Forse per questo mi ha colpito sapere che una prostituta al cimitero del Verano, a Roma, aveva occupato una tomba gentilizia trasformandola in alcova per i suoi clienti (custodi del cimitero e autisti delle corse notturne dell’Atac). La notizia non sarebbe dispiaciuta a Fellini, che voleva girare al Verano un filmato sui romani che vanno a trovare i loro morti. Ma l’accostamento fra Eros e Thanatos non sarebbe risultato sgradito neppure a Pasolini, per non parlare delle considerazioni che avrebbe sviluppato Flaiano sull’idea che il mausoleo di alcuni aristocratici si trasformi in bordello per una mignotta da quattro soldi. Ora che scrivo mi accorgo che ho citato tutti personaggi che sono morti e sepolti. Ci vuole un po’ per ricordarselo, segno che dopotutto sono ancora vivi. Siamo noi che non ci sentiamo troppo bene.

sogniebisogni

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Quando un pastore…


Lui ha creato molti siti, è stato un antisignano dei blog e ha fatto per primo della teologia un luogo da vivere e discutere in rete. Il suo nome è Paolo, e a tuttora è fra i più rigorosi divulgatori del cristianesimo in rete. Il fatto è che costretto a causa del suo rigore per la Parola di Dio, il pastore Paolo lascerà la sua chiesa a fine anno e come scrive in alcune note nei suoi siti web, non è per lui un momento felice. Uomo colto, proveniente da un cattolicesimo che lo ha deluso, ma che gli ha dato le forze per la conversione alla fede riformata, il Pastore Paolo ha come scopi immediati proseguire la divulgazione della Parola di Dio tramite internet, e di poi andarsene per altre strade, lontano, dove avere il “pane quotidiano” poiché aimé non di sola parola di Dio oggi si può vivere (e certi palazzi curiali romani insegnano che “mammona” è più venerata del tabernacolo.
Paolo cerca un lavoro, nella stessa vigna del Signore, in cui alcuni vignaioli scacciano altri vignaioli…
Il sito del reverendo Paolo è una ricchezza per tutti noi, e vorrei che fosse conosciuto, visitato ed apprezzato; è per questo che ho scelto non un argomento, ma un uomo, per l’ultimo del mese: Paolo Castellina, pastore e curatore del sito www.riforma.net

teologia

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Il divieto, una forma d’arte.

[Dan Witz, Do not enter project 2007, Copenaghen, New York, London]



Fino ad oggi il mio interesse ed entusiasmo per la Street art, anche se trovo riduttivo definirla così, identificava come massimo esponente della categoria  sicuramente Banksy, le cui opere sono state esposte al Pollock Fine Art e Hospital di Londra fino al 1 Settembre 2007 in una mostra che si intitolava Warhol vs. Banksy. La sua arte iperrealista è davvero affascinante e Dan Witz regge dignitosamente il paragone. Oltre alla cartellonistica stradale trasformata in una forma d’«arte urbana» una «Rissa» in piena regola che appare assai più realista di quelle viste in Tv e a Montecitorio.

[Dan Witz, Mosh Pit, olio su tela, 2001]
 


vulvia


 
CULTURA
31 ottobre 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 6 - ottobre 2007


Claudio Ricci, Uomo leggero come una piuma sul Lago di Albano, 14 ottobre 2007

http://www.claudio1973.com/

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Il post di ethos per L'ULTIMOGIORNODELMESE di ottobre 2007, cioé di oggi, lo trovate, lo trovi, amico/amica di blog sul suo blog individuale:

http://ethos.ilcannocchiale.it

[ethos è influenzato - auguri di pronta guarigione - ed è ritardatario - auguri di pronta anticipazione]

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Ciao, Pasquale.

Eravamo tutti lì, un dieci minuti fa, con il naso in aria, a vedere 5 bellissimi globi luminosi che foravano le nuvole. Erano fermi, a tratti si muovevano, si avvicinavano o distanziavano tra di loro, per poi sparire velocissimi.
Per L’ULTIMOGIORNODELMESE di ottobre ti invio un vecchissimo post scritto per ricordare un ragazzo che non ce l’ha fatta.

Come una foglia al mattino di una gelida notte d’inverno.
(Midollo osseo)

Se ci si prova a chiedere cosa spinge un uomo o donna che sia a compiere un atto di generosità disinteressato verso un'altra persona che, molto probabilmente, non conoscerà mai, bisogna necessariamente avere a che fare con la problematica dell’evoluzione spirituale e con la nobiltà d’animo: non ci sono riscontri di vantaggi materiali, in questi casi, infatti.

Fin da piccoli noi siamo educati a forme di comportamenti condizionati. Ti voglio bene se… Se fai questo sei un amore… ecc. Questa è la terribile condizione di un amore condizionato. Ci siamo abituati a condizionare l’Amore, lo consideriamo una contropartita a qualche cosa. Non conosciamo l’Amore incondizionato, il dare senza ricevere. Ne abbiamo, forse, sentito parlare, alla lontana, come una curiosità. Eppure, questo tipo di Amore è una realtà ed è, questa, un’ottima notizia.

Due genitori sono annientati dal dolore, il loro bimbo è sul letto di un ospedale con il corpicino disfatto dalla chemio e senza nessun capello, ormai. La medicina nulla può più ma il bambino può essere salvato da una sola persona al mondo: un donatore di midollo osseo, (che è una cosa ben diversa dal midollo spinale con il quale non c’è relazione alcuna) lontano, magari all’altro capo del mondo, perché è difficile trovare un sangue osseo compatibile, le probabilità sono 1:100.000.

Viene lanciato questo messaggio al registro mondiale donatori e si aspetta… Può succedere che vi sia un iscritto donatore, compatibile geneticamente con il bimbo. Allora il donatore viene interpellato, è ancora disponibile? Vuole donare? Il dottore del bambino aspetta e, a risposta affermativa, comunica ai genitori che una persona, in un qualsiasi angolo di mondo, che forse non conosceranno mai, porta la percentuale di sopravvivenza del bimbo, da zero al 50% come minimo. L’Amore senza condizioni ha dato al dottore un potentissimo strumento di lotta contro la malattia. Il cavaliere che ha giurato con la formula di Ippocrate di combattere la Signora, non si deve più arrendere perchè senza armi, ormai: gli è stata data Excalibur sotto forma di una sacca di sangue che darà al piccolo paziente per endovena.

Pauwels e Bergier nel loro, ormai classico “Il Mattino dei Maghi” ipotizzano la presenza tra noi di mutanti, di superuomini che, si augurano, rappresentino quella che sarà l’evoluzione futura del genere umano. Ognuno di questi ed in uno specifico settore, rappresenta l’avanguardia di una nuova civiltà evoluta. Noi, persone comuni invece, burattini di falsi idoli ed effimeri bisogni, condizionati dal dare in cambio di un corrispettivo, dopo essere stati manovrati per un bel pezzo della nostra vita da questi burattinai che ci hanno mosso a loro piacimento, facendoci correre come formiche impazzite, stressate ed incattivite e che ci hanno fatto spesse volte calpestare la parte migliore di noi, ci hanno fatto dimenticare di essere stati bambini con i nostri sogni, costrette a servire queste apparenti necessità, un giorno, magari bloccati in auto, magari a letto combattendo contro una insonnia o una malattia, magari su una spiaggia o in montagna, pensando ai nostri trascorsi e (pseudo)traguardi raggiunti ci faremo la fatidica, inevitabile domanda: Che sono vissuto a fare, in fin dei conti ? Cosa ho concluso ? Per accorgerci che la risposta è difficile e spesso amara ed allora ci sentiremo un soffio di gelo nel cuore che ci farà sentire come una foglia al mattino di una gelida notte d’inverno che il più piccolo tocco, potrà sbriciolare in tanti pezzettini.

Mi permetto una citazione. “...Dio si scatenerà contro il male, ma avrà bisogno di lui: giacché ogni cosa nel mondo avrà bisogno del suo contrario. E la storia si sarebbe messa in marcia grazie all’opposizione di un bene e di un male inestricabilmente intrecciati...” Jean d’Ormesson, scrittore, accademico di Francia in “Dio, la Sua vita, la Sua Opera” (dal capitolo: Ove Dio parte per un lungo week end ) Ed. Gallimard, Parigi. 1980.

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Ho atteso fin quasi al termine di questo scialbo ottobre
ma niente!
Non è successo niente in questo autunnale ottobre.
Forse di cose ne son successe...
è nato un partito finalmente democratico?
Mah, io non me ne sono accorto.
Psicopatici riarmatori atomici?
e chi sono questi? esagerati!
Il nobel a Gore?
No! non ci credo!
Strano,in genere mi piace osservare il mondo,
ma proprio non ho visto nè sentito nulla.
I mafiosi giocano a scacchi?
Ancora con stà mafia! Niente vidi e niente so:
lo sanno anche i pilastri dei viadotti che non esiste la mafia.
che guevara?
che guevara chi? quello delle magliette?
il pane a ottomila lire il chilo?
ma dove, in argentina?
coltri,
coltri di niente su questo tetro apatico decimo.
Piove...il governo non c'è,
chi starà rubando?
Ah c'è, il governo?
scusate non me n'ero accorto!
....menomale che tra un pò è "allouin"...

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Cambio dell’ora

Anche quest’anno questa momentanea assunzione indebita di potere: mettere indietro le lancette degli orologi. Come se un giorno i passeggeri del treno decidessero tutti insieme di tirare il freno e fare una fermata in più, magari in mezzo alla campagna, magari per fare due passi sotto le foglie dorate degli alberi, intanto che diventa buio. Trasgressivo. Talmente tanto che possiamo farlo impunemente solo se siamo tutti quanti d’accordo.

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Un paradiso per i fiori
 
La questione può apparire un po’ infantile ma è proprio nella mia infanzia che si è presentata per la prima volta: i fiori, gli alberi, i ragni, le farfalle, le formiche, gli animali feroci che ho visto allo zoo e più spesso in tv, avranno un giorno il loro paradiso o per loro il mondo finisce qui, in quello che spesso si trasforma in un vero inferno?

Sul fatto che un giorno, una vita migliore avrebbe accolto me e i miei cari e tutte le “persone buone” non avevo mai dubitato, ma rimaneva forte la questione di ciò che è altro dalle persone, altro da me.

La meraviglia di tutto ciò che ci circonda non può finire semplicemente con il suo dissolversi più o meno lento e silenzioso. Poi un giorno mi resi conto che gli esseri che ci sono intorno, animati e apparentemente inanimati, sono tutti parte di un’unica grande materia nella quale siamo immersi. Allora guardare un piccolo ragno o il bocciolo di una rosa equivaleva a  guardare il tutto. Una piccola e affascinate parte per l’indecifrabile e misterioso Tutto. Un Tutto che ancora non so se è parte di noi , o noi parte di questo, o semplicemente intorno a noi.



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Lo sforzo del destino

Quando si sente parlare di nemesi storica il pensiero va quasi spontaneamente al destino di Massimiliano d’Asburgo, fratello dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, innalzato dalle trame di Napoleone III ad imperatore del Messico nel 1864 e fucilato ignominiosamente dal restaurato governo di Benito Juarez nel 1867. Si compiva così un singolare ribaltamento: nel 1520 l’ultimo imperatore azteco, Montezuma, era stato garrotato a morte dal governatore spagnolo Pedro de Alvarado, in nome e per conto degli Asburgo. 350 anni dopo i discendenti di Montezuma fucilavano un Asburgo.

Quando sento al telegiornale che Cortina D’Ampezzo e altre due o tre ricchissime località turistiche venete hanno dato vita a una loro mini-secessione per andare a lucrare i vantaggi fiscali del Friuli-Venezia Giulia mi viene in mente la questione della «nemesi storica». Poi esce fuori il presidente leghista Galan che accusa i secessionisti di aver agito per vili interessi economici, mentre questi ribattono che la regione si è sempre disinteressata di loro. Ecco che il sintagma «nemesi storica» sparisce dalla mia mente e viene sostituito dal più corrivo «vendetta di Montezuma». I secessionisti secedono dai secessionisti, più che di corso del destino parlerei di diarrea della Storia.

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CULTURA
30 settembre 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE 5 - settembre 2007

Qual è l’evento più importante del mese di settembre 2007, accaduto tra il centro dell'anima e i confini dell’universo? Cinque amici e amiche di blog lo raccontano qui, in ordine alfabetico, per 'fare insieme'.

Passaggio del testimone.

[Per me, Fulmini, l'evento degli eventi è stato rivedere e riabbracciare un vecchio amico e la sua nuova complice, Pietro e Svetlana, nella loro casa di campagna di Vitorchiano, agli inizi di questo vecchio e nuovo autunno. Ecco uno dei loro meli. A sinistra, in secondo piano, un ulivo; a destra, in fondo - nell'azzurro leonardesco della prospettiva dei colori - l'Umbria.]

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Pressappoco.

Ho visto un grillo parlante alla "nessuno dei suddetti", dire pressappoco delle verità, ho visto dei blitz finire pressappoco bene, ho visto che la terra morirà pressappoco fra cinque miliardi di anni, ho visto un uomo piangere davanti alle immagini di Richard Nixon dimissionario in tv e subito dopo un isomorfo socialista rimpiangere un dimissionato Craxi Bettino: il che è pressappoco lo stesso, ho visto un arbitro fischiare un fuorigioco e il giocatore era pressappoco sulla stessa linea del difensore,

ho visto le borse mondiali bruciare pressappoco duecento miliardi di dollari un giorno sì e l'altro pure, ho visto dei ladri entrare da una finestra che era pressappoco fatta su misura. Questo ho visto in questo settembre.

Non ho visto, neanche quest'anno i "settembrini", bluastri fiorellini spontanei "tipici" del capodanno contadino. In loro perdurante assenza, mi godo, pressappoco, il prodotto veramente tipico di questo "mio" settembre: il pressappochismo... dilagare!

[http://ilbokkaglio.ilcannocchiale.it/]

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Persuasione occulta e libertà di Mercato.

Ci saranno dentro anche messaggi subliminali? Chissà e poi, chi li controlla? Fortunatamente (ma forse sfortunatamente) non sono più interessato al fenomeno però, l’ho vissuto. Come tutti i genitori, del resto, che hanno o hanno avuto figli alle classi elementari e su di lì.

La signora era indispettita dal fatto che si è soggetti ad una implacabile dittatura commerciale. “Insomma, fanno un vero e proprio lavaggio del cervello a questi bimbi durante trasmissioni cosiddette per ragazzi che sono dei veri e propri contenitori di pubblicità. Ti ritrovi poi ad essere costretta a comperare scarpe, magliette, zainetti e compagnia bella che non valgono più di tanto ma te le fanno pagare a peso d’oro, un’iradiddìo. Hanno così convinto i ragazzini che, se non comperi quella marca, ti piantano di quei casini, pianti ed urla che devi per forza cedere. Ti considerano “rivale” se non gli comperi quella marca” .

Si lamentava di questo, la mia cliente, e suggeriva la soluzione: “Il Mercato deve essere libero, è giusto questo ma, anche chi acquista deve essere libero di scegliere. Ed invece, di fatto non lo è causa rimbambimento del figlio (testuale). Allora, a questo punto, come già hanno fatto con i superalcolici, le sigarette, potrebbero anche vietare la pubblicità dei prodotti destinati ai ragazzini visto che questi non sono in grado di discernere ancora.”

Non so chi legge ma, di primo acchito mi sembra che abbia ragione.

[http://fort.ilcannocchiale.it]

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Niente lifting per me, grazie.

Come ogni anno a settembre accendendo la TV rimango colpita dalle varie showgirl e conduttrici (ma anche dai vari showman e conduttori), che tornano dopo l’estate tirate a lucido e “liftate” più che mai. Mi colpiscono i loro visi levigati, artificiali, gli occhi che si fanno sempre più piccoli e sempre meno espressivi, gli zigomi piallati, le labbra rimpolpate… E ogni volta ripenso alla vecchia Minolta di mio padre e al divano di pelle dei miei genitori.

La vecchia Minolta di mio padre andava sempre con lui. La ricordo nello zaino, protetta solo da un caldo maglione, o penzoloni al collo di mio padre, mentre affrontava una discesa sulla neve o si inerpicava fra le rocce delle dolomiti. Ne ha presi di colpi, la vecchia Minolta e si vedono tutti: la ghiera dell’obiettivo è sbeccata, ci sono segni un po’ dappertutto. Ma mio padre diceva: devo averla pronta, se passa uno stambecco… E così ne ha visti di stambecchi, la vecchia Minolta, e quanti ne ha immortalati! Ed ora viene con me, avvolta in un sacchetto di plastica sul gommone: se salta fuori una balena… E quando mi dicono “ma se si rovina” rispondo con le stesse parole che usava mio padre: è fatta per essere usata, non per rimanere a casa nella custodia.

Ecco, io voglio essere come la Minolta di mio padre: voglio che intorno ai miei occhi si vedano i segni di tutte le cose che hanno guardato, per le quali si sono sgranati o socchiusi; voglio che intorno ai miei occhi si vedano i raggi di tutto il sole che li ha rallegrati. Non voglio che i miei occhi siano come quelli di chi ancora non ha visto niente, di chi è stato lasciato a casa nella custodia. Voglio che la mia pelle sia segnata come quella del divano dei miei genitori, su cui sono passati piedi irriverenti di bambini e abbracci e ciotole di pop corn. Voglio una pelle su cui si leggano i segni delle risate, una fronte che si è preoccupata, guance che hanno accolto i baci e il vento. Non voglio una pelle come quella dei divani a cui nessuno ha mai tolto la fodera.

Quindi, niente lifting per me, grazie.

[Per caso mi è caduto lo sguardo su questo post che avevo pubblicato lo scorso anno, a settembre, sul mio blog. Mi piacerebbe riproporlo per la "nostra" rubrica ‘fare insieme’ perchè, ahimè, rispecchia ancora perfettamente quello che ho pensato anche quest'anno accendendo la tv.]

[http://www.prishilla.splinder.com]

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Shofar

Dopo la sincope dei calori estivi, settembre è il vero inizio dell’anno come gli ebrei sanno bene visto che il loro Capodanno, Rosh Hashanah, si festeggia questo mese. Riprende puntuale nel paese la farandola della politica-spettacolo fra minacce di fucilate, Vaffa-Day, Grilli gridanti e Mastelli volanti. Alla TV non c’è più il plastico di Cogne, ma la bicicletta di Garlasco: si è passati direttamente al dadaismo. Tutto ciò cade nel mio quieto disinteresse. Mentre gli italiani sono distratti, i birmani sfidano la reazione del loro spietato regime. Si massacrano i reporter e si taglia internet per isolare il paese. L’offensiva del governo di Rangoon contro il web mi porta a riflettere. In caso di colpo di Stato la televisione si addomestica, la radio trasmette marce militari. Ma internet non ha un centro è troppo difficile da controllare: bisogna solo farlo sparire. Durerà ancora molto la lotta fra utopia della comunicazione e censura. Intanto ieri il commissario europeo Frattini ha richiesto la censura selettiva di alcune parole pericolose come «genocidio» o «bomba». Sempre per la nostra sicurezza, come succede in Birmania.

[http://sogniebisogni.ilcannocchiale.it]

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Settembre, andiamo.

Settembre è un po’ come capodanno. Noi non c’eravamo quando riempire i granai annunciava la preparazione al nuovo ciclo vegetativo che veniva così celebrato rendendo grazie a Dio per la sua benevolenza. Né quando il computo del tempo “alla bizantina” faceva iniziare l’anno da questo mese, e così per tutti gli anni che, quindici per volta, componevano il ciclo dell’indizione. E ancor prima, in coincidenza con l’equinozio d’autunno, alla faccia di quel mese che il calendario voleva settimo dell’anno liturgico, ignorando il tempo degli uomini. Che era tempo fiscale ed agricolo, ahinoi, che pure continua a scorrerci nel sangue se dobbiamo prestar fede e ascolto alle coincidenze che nella nostra mente scavano un solco profondo, lasciando “al di là” ciò che siamo stati (ferie comprese) e “al di qua” i cocci dell’ozio, ma anche una sostanziosa lista di conti e di buoni propositi spesso difficili da onorare.

Settembre, fino a poco tempo fa, si portava via un’ora di luce riappropriandosi della notte, consuetudine sciaguratamente trasformata in proroga inutile, ché l’ora legale ad ottobre è solo una deformazione della nostra paura nei confronti dei commiati. Da quando il Poeta disse che era “tempo di migrare”, in ognuna delle nostre vite ha cominciato a specchiarsi l“erbal fiume silente” sul quale, in direzione del mare, le partenze dolorose sembrano essersi moltiplicate insieme alle fughe di ogni ulteriore primavera.

È davvero sorprendente quanto le strade di settembre invitino ad andare avanti senza voltarsi indietro, pena un sovrapprezzo di malinconia troppo alto da sopportare. Esuli e pellegrini coincidono così al di là delle scelte personali, riuscendo persino a fare un po’ di strada insieme. I primi hanno in tasca un biglietto di sola andata e nell’iPod ascoltano da trent’anni ad libitum quel Neil Diamond che di September morning

http://www.youtube.com/watch?v=V6SuqSrbfIw

e di distacchi se ne intendeva. I più ottimisti canticchiano Alberto Fortis, nel cui testo prevalgono i verbi declinati al futuro.

http://www.youtube.com/watch?v=XW3J5M2Kq1I

Nell’aggregarmi alla carovana moderatamente pensierosa non posso fare a meno di ripassare Lucio Battisti, un 30 settembre qualunque e un uomo qualunque “seduto in quel caffè” a far finta di essere impermeabile alla nostalgia, a tentare una fuga dalla realtà prima di sbatterci il naso e veder svaporare le cose, a frantumare e ricomporre la vita accaduta “già e non ancora”. D’altronde, chi più di lui (e in tempi non sospetti) ha scritto qualcosa proprio sull’ULTIMOGIORNODELMESE?

http://www.youtube.com/watch?v=DWtKQX3c5yI

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CULTURA
31 agosto 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE 4 - Eventi di agosto

[fotografie 270 - Roma, Esterno aeroporto Leonardo da Vinci, agosto 2007]

[fotografie 271 - Roma, Interno aeroporto Leonardo da Vinci, agosto 2007]

Fulmini

Nessuna chance

Due “pillole” di notizie del mese di agosto mi hanno colpito, nonostante (o forse grazie) l’assopimento cerebrale che tipicamente mi coglie nelle ferie.  
La prima: un manipolo di ragazzini cinesi traduce in un battibaleno l’ultimo Harry Potter: come ci sono riusciti? Semplicemente: si sono divisi il lavoro, uno di loro (e non dieci) ha coordinato, tutti hanno lavorato. Pare che nessuno abbia sgomitato per avere maggiore visibilità e meno lavoro degli altri.
La seconda: una donna di Pechino di 103 anni si candida tedoforo per le prossime olimpiadi. Come ci è riuscita? Semplicemente: vuole farlo, crede di poterlo fare e si allena due volte al giorno dal 2004 (avvero dall’età di 100 anni). Pare non abbia fatto uso di agenti dopanti.
Facendo una semplice, nonché banale, generalizzazione ho pensato che sono questi i veri motivi per cui la nostra società non ha alcuna chance di risultare vincente nei confronti della Cina.
Ciononostante, subito dopo, ho anche pensato: vabbè chissenefrega, adesso godiamoci il mare, dove si va a cena stasera? .
Appunto. Nessuna chance.

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Due lati

Il primo lato
La cosa più importante che mi sta capitando è non avere tempo. Se questo avviene da un po', negli ultimi giorni, nell'ultimo mese, ciò si sta accentuando: sono schiavo dei piccoli doveri quotidiani, servo dei miei figli, delle esigenze del vivere in comune. Abituato ad avere molto "spazio" da dedicare solo a me stesso ora mi sento sofferente.
L'altro lato
Da un po’ di tempo a questa parte, e ciò si sta accentuando in questo ultimo mese, ho finalmente tanto tempo da dedicare ai miei figli, posso stare con loro, parlare e giocare, provare a insegnargli qualcosa che possono apprendere solo da me. Finalmente posso dedicarmi a pieno alle piccole cose della casa, ai piccoli, necessari piaceri quotidiani del vivere in comune.
Tutto questo mi riempie di gioia.

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Oh Calcutta!

Pur non essendo un anticlericale da operetta di quelli che vanno di moda ultimamente, confesso che la figura di Madre Teresa di Calcutta non mi ha mai interessato più di tanto. Per educazione ed esperienza ho sempre sospettato di chi fa professione del proprio martirio. Eppure questo mese vengono pubblicate lettere di Madre Teresa nelle quali la beata rivela di aver perso la fede, mentre nello stesso tempo la sosteneva con i discorsi e con le opere. Come sempre sui giornali e sui blog si scatena la bagarre fra neoguelfi e neoghibellini: «Ipocrita!» «No, il tormento della sua ricerca dimostra la sua santità». Non so districarmi bene in questo dibattito teologico fra la Grazia e le Opere, però adesso la figura di Madre Teresa mi è diventata più simpatica: ha assunto quell’ombra di umana ambiguità di chi opera nella zona grigia fra Bene e Male. Lo stigma più promettente della santità, oltre ogni agiografia.

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Stiamo aspettando.

Oh, certo, non che sia una novità, ma ci sono accadimenti a catena tenuti insieme dal medesimo filo rosso che ce lo ricordano. Accadimenti che sembrano appartenere a categorie e geografie distanti, come se le nefandezze potessero avere gradazioni e sfumature, o diritto di cittadinanza preferenziale. Invece no, sono nefandezze e basta.
E noi stiamo aspettando. Che si realizzi la certezza della pena per i delinquenti che corrono su strada ubriachi fradici per vedere l’effetto che fa, o se è così difficile [far] morire. E poi magari patteggiano il loro futuro in barba a chi di futuro non ne vedrà neppure l’ombra.
Stiamo aspettando che la vita e la morte cessino di essere l’osceno palcoscenico di ogni reality e merce di scambio per ributtanti quarti d’ora di presunta celebrità.
Stiamo aspettando che la responsabilità della devastazione balorda inflitta da certi barbari alle persone, alle cose e soprattutto al paesaggio in cui affondano le nostre radici sia riconosciuta dolosa e colposa insieme, al di là del gesto folle e sconsiderato di fare del nostro vivere civile e della stessa rete di rapporti sociali e umani un mucchio di cenere.
Stiamo aspettando e non sappiamo dove stiamo andando. Nel frattempo i bambini che un tempo abbandonavamo davanti alla porta di una chiesa li abbandoniamo davanti agli scaffali di un ipermercato. Aspettiamo. Di riportare la parola rispetto e la parola vita nel vocabolario quotidiano e in quello che dovrebbe scorrerci nel sangue al posto della follia. Di diventare un Paese normale. Uno di quelli in cui non è necessario specializzarsi in attese e nel frattempo morirci.

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letteratura
26 luglio 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE 3 - Eventi di Luglio
Ci incontriamo di nuovo, complici di blog, per ‘fare insieme’ in questo blog-rivista, L’ULTIMOGIORNODELMESE. Sì, luglio di giorni “ne ha trentuno”, ma sì come il 31 non potrò usare il computer, per questo mese anticipo leggermente.

“Ma è già l’ora di andare, io a morire [in un posto senza computer per una settimana] voi a vivere: pur, chi di noi vada a miglior sorte è ignoto a tutti, fuorché a Dio.”
Platone, Apologia di Socrate.

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CLEMENTINA FORLEO, OTTIMO MAGISTRATO

Credo non sia stato dato sufficiente spazio, nelle polemiche di questi giorni come riportate nei media, alle motivazioni squisitamente tecniche che han fatto sì che il Gip di Milano Clementina Forleo abbia scritto di un reale coinvolgimento e non semplice “tifo” da parte degli uomini politici nella vicenda Unipol.
Tale giudizio era necessario per evidenziare la necessità di porre agli atti le intercettazioni riguardanti gli uomini politici coinvolti, cosa che in qualità di giudice per le indagini preliminari ella ha ritenuto importante. Quindi, tale valutazione non esorbitava dai suoi compiti in senso stretto.
Credo che molte inutili polemiche potrebbero essere evitate se esistesse una maggiore cultura giuridica, sia negli uomini politici che nei giornalisti. Trapela a volte appunto una incultura giuridica, che si riverbera poi fatalmente sulla opinione pubblica, ed è una incultura che colpisce non solo i magistrati, ma anche gli imputati.
Di tale incultura è stata spesso vittima Clementina Forleo, che, proprio perché sempre aliena da considerazioni extragiuridiche, ha subito, da destra e sinistra, dure critiche e fraintendimenti. Laddove ha sempre svolto il proprio lavoro rigorosamente sulla scorta del diritto (a prescindere dal fatto che il suo modo d’interpretarlo nei fatti specifici non sia comunque l’unico possibile, certo).
In fin dei conti, è stata criticata solo perché non ha riguardi per considerazioni politiche, extragiuridiche, che sono la passione di politici e giornalisti.
Ma è proprio questo che ne fa un ottimo magistrato.

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PIERO WELBY E GIOVANNI NUVOLI

Il non luogo a procedere a carico di Mario Riccio, il medico che il 20 dicembre scorso staccò il respiratore di Piero Welby, l’uomo che aveva chiesto di essere lasciato morire, ha coinciso con l’epilogo della lunga agonia di Giovanni Nuvoli, 53 anni, malato di sclerosi laterale amiotrofica da sette, morto la sera del 23 luglio intorno alle 22:30.
Una giornata che ha segnato e segna la conclusione di due vicende distinte, rilanciando il dibattito e la discussione intorno ai temi del fine-vita, della libertà di scelta e della normativa da ricercare in materia.
Nuvoli si era lasciato morire di fame.
Pietà e rigore etico imporrebbero contegno e decisioni svincolate da posizioni astrattamente valoriali. Senza aprire la porta allo svilimento nichilista di scelte e passaggi di vita personale che vanno considerati per il carico di interrogativi che pongono, se scritti in forza di norme che allo stato della conoscenza non possono che essere parziali.
Non esiste al momento una definizione scientificamente condivisa di cosa separi o distingua uno stato patologico terminale da una condizione irreversibile di non ritorno. Non è questione che possa essere affrontata con spensieratezza. Né svilita da contrasti che richiamino diritti che tali non sono, pur rientrando nelle facoltà coscienti di chi scelga di interrompere condizioni insostenibili di deprivazione, o mutilazione, di quella forma alta di esistenza in vita che chiamiamo dignità.

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PAOLO BORSELLINO

Paolo Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 –  Palermo, 19 luglio 1992) è stato un magistrato italiano.

« Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ne ha una volta sola. »
                       (Paolo Borsellino)

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I POMODORI E LA GENTE

Luglio è spuntato, rosso, liscio e sodo, nell’angolo più a est del mio terrazzo. L’ho tenuto fra le mani, l’ho pulito per bene e, quando l’ho mangiato, il mio pomodoro aveva il sapore del sole, nonostante quattro piani più sotto scorra incessante il traffico delle auto. Mi sono detta che forse è perché ha fatto come faccio io, che non guardo mai in basso ma sempre verso l’alto, verso il cielo.
Ho pensato che le cose che crescono spontanee in certi luoghi possono nascere e maturare anche in luoghi assai meno propizi, purché vengano nutriti, curati, annaffiati.
Mi piace credere che sia così anche con la gente.

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EVOLUZIONE E RIVOLUZIONE

Ottobre è il mese delle rivoluzioni, si dice, ma sarebbe più giusto dire luglio. Prima di tutto perché la Rivoluzione d’Ottobre in realtà avvenne a novembre, poi perché le maggiori rivoluzioni borghesi, l’americana e la francese, avvennero entrambe in luglio, maturi frutti dal calore estivo che, sono certo, ha effetti dirompenti sulle menti degli individui.
L’Italia è un paese senza rivoluzioni e i giornali di luglio trattano della «morsa del caldo» o dei pericoli dell’abbronzatura. Spiccano però un paio di notiziole: il senatore Selva usa un’ambulanza per andare più in fretta a farsi intervistare dalla TV. Si vanta del fatto e invece dei complimenti riceve critiche. Offeso fa finta di dimettersi, ma poi torna sui suoi passi perché il popolo glielo chiede…(Vox populi vox Dei, come si diceva un tempo). Il vicepresidente della regione Veneto, Zaia, ovviamente un leghista, viene pescato mentre va a 200 all’ora in autostrada. Tutto ciò che ha da dichiarare è che i limiti di velocità sono «obsoleti». Quello che è veramente obsoleto in Italia è il rispetto per le leggi e i regolamenti e la conseguente disistima sociale che dovrebbe colpire chi li disapplica, specie se è un politico. La vera rivoluzione in questo paese sarebbe rappresentata dunque da una vampata di vergogna. O forse sarebbe piuttosto un’evoluzione?

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OMOSESSUALITA’ E CRISTIANESIMO:
condannati all’inferno da Dio o dalla chiesa?
 
Non esiste un impianto teologico coerente che esplichi al  Popolo di Dio, all’Ecumene religioso, il quadro sopra le questioni omosessuali. Il cristianesimo è religio dell’obbligo, proprio come il giudaismo lo era al tempo di Cristo: ecco la ragione del successo del Codice di Dan Brown, o le illazioni sterminate sopra la povera Maddalena tanto reietta. Un omosessuale è per antonomasia il condannato a star fuori dal regno dei cieli, ma la condanna proviene da Dio o dalla chiesa? Dalla chiesa, non da un Dio che ci dicono sia amore e accoglienza e non esclusione! In duemila anni di cristianesimo l’omosessualità è stata condannata, credo che adesso sia giunto il tempo di riscrivere  il cristianesimo sotto aspetti assolutamente differenti. Se da un lato stiamo tentando di rileggere le Scritture sotto il profilo dell’omofobia  dell’ottica “carnefice vittima”, e vero che era la sacra prostituzione maschile e femminile ad essere condannata quale pratica religiosa. Il sesso ha sempre avuto funzione sacrale nei culti misterici: anche il cristianesimo celebra un atto sessuale, l’incarnazione nel seno della vergine Maria è un atto erotico, come insegna Agostino. Cosa ci si può attendere dal prossimo futuro? Niente di buono temo! Il cristianesimo vive una forte, tremenda crisi proprio perché è religio dell’obbligo più che dell’amore.

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SOCIETA'
30 giugno 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE 2 - Eventi di giugno
Ho proposto (anche per il mese di giugno) ad alcuni amici/amiche di blog d’incontrarci L’ULTIMOGIORNODELMESE, pubblicando e discutendo l’uno accanto all’altra un breve post sull’evento da ciascuna/ciascuno ritenuto importante del mese in questione, dando uno sguardo singolare/plurale alla struttura del mondo.

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Trebbiatura – pianura fra Centallo, Fossano e Savigliano (CN) il 27 giugno 2007.

In questi giorni, qui in Piemonte dalle parti del confine francese, c’è stata la trebbiatura. Non me ne sarei neanche accorto se mia moglie non avesse deciso di passare una settimana in campagna coi bambini, con me a far la spola. Per noi cittadini, le stagioni hanno rilevanza solo sul nostro stato personale (ho caldo, ho freddo, come mi vesto, mi porto l’ombrello).
Torno presto, e le giornate sono lunghe. Alle 19  il sole è ancora alto, e il vicino va a trebbiare il campo dietro alla nostra casa con una magnifica, mostruosa trebbiatrice New Holland che sembra nuova di pacca.
Mio figlio di 3 anni vuole andare sul trattore, così chiedo un passaggio e andiamo su.
Un aggeggio splendido: una gran cabina tutta di vetro con guida a destra, le condizioni di carico e il resto sono monitorate con computer di bordo, autoradio e climatizzatore ca va sans dire. Carica le spighe e le divide dalla paglia passando sul campo. Il vicino a domanda mi spiega che questa trebbiatrice, che costa intorno ai 250.000 euro, è in grado di trebbiare quel campo di circa 10 “giornate” in un tempo da 2 a 4 ore in funzione delle condizioni. Poiché la “giornata” era una misura basata sul lavoro manuale medio di un contadino in una giornata (ipotizzo 8 ore), questa macchina rende circa 30 volte più potente il lavoro di una persona.
“Quest’anno il grano è brutto!”. In effetti, annata strana: inverno arido, piogge torrenziali a maggio-giugno non hanno giovato. A me non pare così male, penso che come al solito c’è la tendenza a chiagnere e fottere.
Scendo e salgono gli altri bambini, così posso fare belle foto al tramonto (che metterò sul mio blog). Si potrebbe dare un titolo futurista: sole al tramonto + rumore + trattore + montagne + campi.
Certo, non c’è molta differenza fra il paesaggio industriale e quello agricolo. Vagheggiare idilli di campagna è oggi profondamente ipocrita e stupido. Il paesaggio non è niente affatto bucolico: geometrie, sfruttamenti razionali a rotazione, ecc. La differenza principale è che queste linee sono composte in buona parte da materiale vivente, con i suoi vibranti colori, cangianti a seconda dell’ora e delle stagioni. Il tutto verrà poi trasformato per trovarsi confezionato nei nostri supermercati. E se il grano nostro era brutto, non ce ne accorgeremo, perché verrà da un’altra parte del mondo. [http://bizblog.splinder.com]

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[fotografie 236 - Roma, Festa della Cultura al quartiere Garbatella, giugno 2007]

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Il 28 giugno del 1867 è nato Luigi Pirandello.

Uno:il genio di Georgia (q.i.  152) , brillante duenne inglese, che distingue il "bianco dal nero".
Nessuno: il reato compiuto da un cittadino che coltivava la marijuana per uso personale.
Centomila: i gay  all'orgoglio gay a Roma.
Troppi Nessuno che vorrebbero essere Odisseo e troppi Odisseo che a rincorrer sirene acchiapparono fumo.
Centomila genitori  per cui Nessuno mai dovrebbe rivelarsi "genio".
Un autore celebra la propria data di nascita, come si farebbe coi geni^, ma essendo  nessuno, manda avanti i suoi scarni "personaggi", in cerca dei centomila "perchè?"
Perché?
Perchè è così che mi pare! credo...
Ecco cosa mi colpisce del mese di giugno,
il mese de "làmpadas", i fuochi per Giovanni il Battista
(contrappassino: si celebra col fuoco colui che divenne famoso con l'acqua, e chi venne nel fuoco, è pioggerellina leggera!)
di quel giugno, sesto nello scanditempo gregoriano,
in cui i gemelli cedono al granchio il dominio delle stelle
e il sole fa maturare le fanciulle
che danzeranno alla luce di quelle.
( a Silvio, mio gemello anagrafico). [http://ilbokkaglio.ilcannocchiale.it]

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Se guardato con occhio “leggero”, giugno 2007 è stato un mese speciale. Non foss’altro perché è stato illuminato da due lune piene, la prima “caduta” il giorno 1, l’altra – la tredicesima luna – a chiudere il cerchio la sera del 30. Per noi che ragioniamo secondo calendari di dodici mesi e agende superaccessoriate questa cosa fa sorridere; che importa che il ciclo vitale giri intorno ai 28 giorni delle lunazioni, della fertilità femminile e di quella della terra; roba da Indiani d’America e civiltà scomparse; memoria giocosa di lupi affamati e letargo, abbondanti nevicate e disgeli repentini, fioriture sontuose e ringraziamenti. Cibo per tutto l’anno ma anche no. Pratiche contadine veraci, lavoro duro e riposo meritato. Lotta impari per la sopravvivenza.

A fronte della nostra vita sazia e smemorata la luna se ne frega. La tredicesima non si sapeva dove metterla ed è caduta qui, nell’ultimo giorno del mese. La chiamano "luna blu", blu come le cose malinconiche ma soprattutto improbabili, di quelle che interferiscono nella nostra vita ordinata dalle agende, dagli orologi, dai planning, dai timer, dai bit e dai blog. E ci sorprendono a naso insù, come quando tutto questo non c’era, ma lei sì, per la gioia e lo stupore del mondo bambino. Perché il nostro tempo non coincide con il calendario, e impararlo è una fortuna. [http://squilibri.splinder.com]

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"A differenza della natura, la storia è piena di eventi" Hannah Arendt, Tra passato e futuro.

La natura e la sua celebrazione. Scrivo queste righe e fra pochi giorni (il 7 luglio 2007) sarà celebrato il Live Earth in cui almeno sette concerti in contemporanea mondiale uniranno Pop-Rok E Soul a: Natura, Ambiente e Salute. Questo trinomio felice è in realtà una “triade” antipatica alla politica imprenditoriale. E come potrebbe una potenza come gli Usa accettare i protocolli d’intesa a salvaguardia dell’ambiente, se dovesse fronteggiare il dibattito interno coi propri parlamentari che sono per la stragrande sostenuti dalle immense multinazionali che tutto hanno fuorché d’esser paladine ambientali. Stati Uniti e non solo: la Terra se fosse personificata sarebbe una signora d’età con la pistola alle tempia, un cannone alle spalle e una mitragliatrice puntata alla giugulare, con le braccia e le gambe legate non da funi ma da filo spinato!Al Live Earth vi sarà Al Gore, reduce dai successi della notte degli Oscar. Un rilancio d’immagine per il politico statunitense? E poi? Sì la Arendt  ha ragione: nel nostro tempo la Natura aimé non ha eventi, ha solo momenti d’entusiasmo per una moda – l’ambientalismo – che se vissuto con maggior coraggio farebbe maggiori proseliti di qualsiasi altro credo ispirato alle dottrine più spirituali. [http://teologia.ilcannocchiale.it]
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letteratura
31 maggio 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE 1 - maggio 2007
Il blog è una delle tante benedizioni dei tempi moderni, e siccome Aristotele ha mostrato che "l’essere umano è socievole” ed Eugenio Borgna ha dimostrato che “noi siamo un colloquio”, si può considerare addirittura la madre di tutte le benedizioni. Seguendo il filo di questi pensieri ho proposto ai bloggers che leggerete, che leggerai qui di seguito in ordine alfabetico, di incontrarci L’ULTIMOGIORNODELMESE, pubblicando e discutendo l’uno accanto all’altra un breve post sull’evento da ciascuno ritenuto importante del mese in questione, dando così uno sguardo comune alla struttura del mondo mentre ci guardiamo negli occhi.

1…LA GUERRA E’ FINITA
L’uccisione del Mullah Dadullah, il 12 maggio scorso nella provincia di Helmand, nell'Afghanistan più permeabile alle ambiguità pakistane, e la ripresa dei colloqui diretti USA | Iran dopo 27 anni di fiera insofferenza reciproca, sono i segni attesi e immaginati nei molti ambienti non guerrafondai. Non scriverò nulla di nuovo, limitandomi a riproporre un documento pubblicato tre anni fa, il 17 marzo 2003: “Chi è l’uomo forte nell’Iraq liberato da Saddam Hussein? E’ un ayatollah sciita, cioè filoiraniano, si chiama Sayyid Ali Husaini Sistani e vuole fare di Najaf, città santa del culto sciita, la nuova capitale del Paese. Ma non era l’Iran uno dei più vituperati [a ragione] regimi, da rovesciare nella versione neocons della politica estera americana? Si è fatta una guerra per cacciare un sanguinario dittatore “laico” per insediarvi un nuovo regime filoiraniano? Perchè se oggi si votasse, la maggioranza assoluta del nuovo parlamento democraticamente eletto sarebbe controllata da questo anziano signore assiso in preghiera.” A me sembra una contraddizione stridente. Che mostra come anche le grandi strategie disegnate dai cosiddetti think thank, i pensatoi, mostrino la corda: a meno che si ritenga che una guerra permanente possa essere economicamente sostenibile ed eticamente accettabile. Ovvero che l’impero controlli il mondo sotto il tallone della propria potenza militare. Non occorre aggiungere altro. Il tempo è galantuomo. [ www.ethos.ilcannocchiale.it ]

2…L’ALTIMETRO E LA CALOTTA
Se è vero che “non sono le perle, è il filo che fa la collana”, l’evento più importante del mese di maggio 2007 - relativamente alla struttura del mondo terrestre - è stata la misura numero 8.000.000.000 effettuata dal radar altimetro montato sul satellite Envisat, in orbita da cinque anni sulle nostre teste. L’altimetro, un sensore originariamente pensato per misurare le caratteristiche della superficie degli oceani, è stato ulteriormente sviluppato in Europa sino ad arrivare ad essere lo strumento principe per lo studio delle calotte polari, quello che ci dice – meglio di qualsiasi altra tecnica – se le calotte polari si stanno sciogliendo oppure no. Se l'Antartica perdesse un paio di metri di ghiaccio su tutta la propria superficie saremmo sommersi tutti e buonanotte, quindi la questione non è irrilevante. Finalmente, proprio in  questo maggio 2007, abbiamo la risposta. E la risposta non è né sì né no. Quello che succede in Antartica è complesso. Certe parti perdono ghiaccio, ma altre ne accumulano. Ci si capisce poco del perché ma, semplificando, quello che è certo è che, per il momento, le calotte polari non si stanno sciogliendo, o non in modo rilevante. Lo strumento che abbiamo creato per avere una risposta semplice – sì o no, bianco o nero –  ha misurato una realtà complessa, che non segue i nostri ingenui modelli, e ci costringe a rinnovare i nostri sforzi di comprensione della struttura del mondo terrestre. Invece di fornirci una soluzione, ci ha posto un nuovo problema. Una brava macchina è tale se ci aiuta a migliorarci. [ www.fulmini.ilcannocchiale.it  (Fulmini in collaborazione con Tuoni)]
 
3…LATTE ALLE GINOCCHIA
Sono, mio malgrado, un cinico e cinicamente non c'è niente che colpisca la mia attenzione. Triste premessa per chi dovrebbe, come gentilmente richiesto, focalizzare la propria e altrui attività neuronale, intorno ad un "evento". In epoca di informazione inflazionata e, perciò stesso, appiattita verso il basso, ogni "fatto importante", smette di essere tale, dopo mezz'ora ("Cogne" eccezione confermante regola). Fortissimamente vorrei, però, non eludere un gradito impegno assunto. Richiamo lo spirito degli ospiti, su una notizia proveniente da il Cairo: due teologi della moschea al azhar, per risolvere la sconveniente condivisione, da parte di un uomo e una donna, di un ufficio, nella capitale egiziana, sono ricorsi direttamente alla parola del Profeta, così interpretandola ed emanando una consequenziale fatwa: "Alla donna, in orario di lavoro, è permesso togliere il velo, alzare la jallabia (veste lunga fino alle caviglie), scoprirsi il seno ed allattare il collega maschio. Ripetuta cinque volte, l'operazione equiparerebbe il compagno di lavoro ad un membro della famiglia, emancipandolo dai divieti imposti dalle "regole del pudore". Il rigore dell'editto cede di fronte a comprensibili opposizioni trasversali, fino a potersi ammettere il passaggio dall'allattamento al seno, a quello alla spina: "E’ sufficiente che la donna porga al collega un bicchiere del suo latte, per cinque volte." Spero, in maniera volutamente provocatoria, che questo "fatto", ci permetta di sentirci "civiltà superiore", visto e considerato che di motivi non ne abbiamo poi molti. P.S.: La fatwa pare sia stata ritirata e il teologo licenziato. [ www.ilbokkaglio.ilcannocchiale.it ]

4…FARE RITORNO
Maggio 2007. La radio era accesa: parlava una scalatrice alla quale avevano chiesto cosa volesse dire per lei arrivare sulla vetta di un “8000” . Una sua frase mi ha colpito in modo particolare: “Puoi raccontare di essere stato sulla cima soltanto quando sarai giunto a casa”. Subito ho pensato: di ogni viaggio è parte integrante il ritorno! Potrai raccontare di essere salito sulla montagna soltanto quando sarai tornato indietro e avrai compiuto tutti i tuoi passi: quelli dell’andare e quelli del venire, perché ogni viaggio può dirsi concluso soltanto con il ritorno, ogni viaggio tranne l’ultimo. E non esiste uno spostarsi del corpo, o anche soltanto della mente,  che non possa essere definito, a suo modo, "viaggio", e capita che spesso siano proprio quelle della mente le avventure più belle e più spericolate, quelle dalle quali ancor più importante è proprio il tornare indietro. Si può cambiare nel corpo e nello spirito, ma comunque si deve sempre, al termine, fare ritorno a casa, al luogo di partenza. [ www.serafico.ilcannocchiale.it ]

5…STRADE E PIAZZE – I MISTERI DELLA TOPONOMASTICA
La toponomastica non è scienza ragionevole e questo mi fa scervellare. A Roma, si tollera che via Leibniz sia una traversa di Viale Marx (che molto ragionevolmente però va a sfociare in piazza Hegel). Si tollera che a Milano, a piazzale Michelangelo, sorga il monumento a Giuseppe Verdi. Forse questo, direte, non fa parte della toponomastica vera e propria, ma perché allora Piazza Sigmund Freud, di fronte alla Stazione Centrale, deve convivere con Via Don Sturzo? Una specie di contrappasso? Una punizione per Freud o per Sturzo? Mi aggiro nel quartiere dove mi sono recentemente trasferito. Tutte le strade hanno nomi di «condottieri». Tralasciamo il fatto che qua e là sbuchino delle traverse dedicate a geografi come Strabone e Fra Mauro che non si capisce cosa abbiano da spartire con tipacci come Braccio da Montone e Luchino dal Verme. Quello che vorrei sarebbe un po’ più di precisione nelle definizioni dei personaggi. Per esempio leggo sulla targa stradale: Via Bartolomeo D’Alviano – Insigne Condottiero. Non sarebbe meglio scriverci sotto: mercenario e saccheggiatore? Tanto per la precisione. Continuo a passeggiare sognando di scrivere sotto le targhe: Via Fortebraccio – Blasfemo e predone, Via Fanfulla da Lodi – Sicario prezzolato, Via Gattamelata – Ladrone e impunito… [ www.sogniebisogni.ilcannocchiale.it]


6…SEX CRIMES AND VATICAN – UNA OCCASIONE PER RIFLETTERE.
Che nel nostro tempo la censura sia  avvertita come limitazione alle libertà dell’individuo, è  fatto universalmente accettato. Meno accettata l’idea che all’interno della cattolica italiana i principii di laicità sono lesi dalle opinioni dei presuli membri della CEI, la conferenza episcopale che ha carattere espressamente politico per sua stessa nascita. La BBC ha messo in onda il documentario choc inerente  la problematica degli abusi sessuali fatti su minori dal clero cattolico, su cui l’ombra di copertura dello scandalo, dell’allora cardinale Ratzinger,  parrebbe indiscussa. Alla data di stesura di queste righe, è stato reso noto che la RAI ha acquisito i diritti del documentario per poi trasmetterlo nelle trasmissioni di M. Santoro. Monsignor Bagnasco si è espresso con viva forza – come peraltro ci si doveva attendere – contro l’eventuale acquisto da parte della Rai di questo documentario (già visibile tramite il canale web di YOUTUBE). Il dato che è grave, in tutta questa vicenda dialettica, è  la banalizzazione del mostruoso problema: pedofilia e abusi perpetrati dal clero cattolico. Si conoscono certo abusi sui minori, il cui biasimo è universale. Meno noti sono gli abusi e le violenze dello stesso clero contro le coscienze, i diritti umani limitando a chi abbia una tendenza sessuale di natura omosessuale ad accedere allo stato religioso. Tutto questo alla luce, o in forza, di un dato realistico: la chiesa latina è stata sorpassata dalla sua stessa ombra – per dirla alla Jung – soffrendo inesorabilmente della sindrome della fortezza assediata: se l’assedio è serio si fa manovra di sviamento. Sviare l’opinione altrui è sempre un’arma, comunque sia è sempre un’arma. [ www.teologia.ilcannocchiale.it ]
 



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Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

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