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arte
20 marzo 2008
pittura e poesia


Umit Inatci, Pittura, 2008, acrilico su tela 90x90cm.

 
 

Ho attraversato l’oscuritá

senza piedi, i ginocchi in tasca.

Uccelli di carbonio volavano

ortodossi, tossici, invisibili.




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CULTURA
14 febbraio 2008
LO SPACCO - 16 - Umit Inatci, Auto Critica
Foto da Istanbul

[Umit Inatci – qui sopra fotoritratto il 15 gennaio scorso in una libreria sulla Istiklàl, a Istànbul - scrive e dipinge, in modo sperimentale. Per fortuna. C’è chi segue le regole e chi fa le regole.
In questa rubrica ha pubblicato negli ultimi mesi poesie e pitture, che sempre hanno suscitato reazioni diverse, entusiastiche e di sconcerto – buon segno, penso io, se l’arte non va giù come un bicchiere d’acqua minerale. Gli ho chiesto di parlare un po’ del suo modo di intendere e fare arte. Ecco una sua ‘auto critica’.
Fulmini]


PRESENZA

Una ferma rinuncia all'assenza ontologica dell'io.

Quando la mia mano attraversa la superficie lasciando segni come presenze dei momenti vissuti in un attimo di respiro, mi accorgo di morire e riprendere a vivere nello stesso tempo. Morire: Il distacco irreale dalla ragione di esistere. Vivere: L'annuncio di aggregazione a cio' che e' mortale. Quindi: scrivere per affermarsi e per farsi notare dal tempo stesso. Il tempo, come memoria e coscienza. So di essere esistito anche in passato. So di essere concepito dal presente. So di essere aspettato dal futuro; ed io non voglio mancare all'appuntamento con la mia esistenza.

Scrivo ma non descrivo
scrivo ma non esprimo
scrivo ma non dichiaro
scrivo ma non spiego.


In un certo senso la mia pittura appartiene deliberatamente al sistema paesaggistico; anche per soddisfare la mia avversione provata per il sistema delle nature morte di aspirazione necrofila, frutto di astuzia umana nei confronti della natura. Anziché, rivolgermi ad una visione raccolta con la mano - segno di un interventismo violento - e composta edonisticamente ai fini di una estetica come retorica dell'immagine artefatta, preferisco sciogliere il mio sguardo verso un orizzonte che infine e' soltanto un frammento di una continuità sovversiva.

Mi considero un giardiniere utopistico che lavora con la percezione. I miei giardini sono luoghi utopici - orgogliosamente utopici - dove le piante e gli esseri organici che li affollano si alimentano di una energia cosmica. Una magia di coesione che emana incessantemente. Un ordine caotico che pero' si presenta come una geometria assoluta. L'armonia della imperfezione, una antinomia feconda, divergenze che riconciliano impossibili coesistenze.

Nei campi ben delineati, molte volte concepiti come campi di coltura degli impulsi, vengono sedimentati dei segni apparentemente logoformi: talvolta sciolti come una scrittura rapida, talaltra meditati come tagli scultorei, talaltra ancora provvisori strappati dalla superficie - dopo esser coperti di colore - lasciando un segno negativo fluido tondeggiante come i resti di una memoria non radicata profondamente nella mente ma piuttosto respinta timidamente.

Tutti questi segni-in-forme prodotti con una spiritualita' trans-sensuale appaiono sul fondo nero come dei morfemi asemantici presenti per contraddire la pausa del pensiero che nei momenti di disperazione intellettuale tende a sottrarsi al vuoto come un momentum non concepibile.
I gesti minimalizzati alla distanza tra le dita, i microcosmi impostati allo sguardo frontale in un accostamento ritmico. I fonemi in corpo nel persistere del silenzio come un sussurrio, ricamarsi sull'udito della sordita'.
Il fondo nero viene ricoperto di un colore (anche se di una tonalita' chiara il nero succhia sempre la sua lucentezza) che sembra uscito da una tenebrosa bottega bizantina. Sembrera' una contraddizione questa oscurante contaminazione del nero come una presenza della mortalità irreversibile per un illuminista utopico, ma e' soltanto una precauzione pedantesca per essere preparati ad ogni illusione e delusione delle false prosperità.
La natura e' sacra! Non e' una affermazione religiosa teologica ma e' soltanto una sublimazione del valore della natura che esalta inesorabile la genialita' dell'uomo - pastore di se stesso - capace di superare ogni bisogno metafisico, soprannaturale e trascendentale, sentendosi partecipe atomico, organico e non solo, di questa natura - tutto in uno - nella quale cerco e mi cerco senza inventarmi ne' un dio ne' dei profeti. Mi considero un disperso. Tuttavia diversamente dai dervisci non mi cerco in un cammino elicoidale girando intorno al mio ombelico, ma il mio cammino e' orizzontale, galileiano. Nel mio cammino, io uomo pittore e sensocultore non faccio altro che pittare e coltivare con una tendenza riduzionistica un insieme di fenomeni che mi circondano. Tutto questo, per arrivare ad un eidos astenendosi dall'elusiva sospensione dell'assenso imboccando la via d'accesso alla coscienza pura.

Cercare/Cercarsi
finché il nostro pensiero
acquisti un corpo come una presenza nell'infinita'
finche' il nostro pensiero
diventi un respiro profondo come un momento
divenuto il luogo dove il tutto e'
concentrato in uno per sedimentare
una coesione cosmica.
Confrontarsi con le cose della natura
con la natura delle cose
confrontarsi con il niente
niente come assenza ontologica dell'io.
Cercare
abbandonare la mente ad una amnesia totale
cercarsi e
riprodursi le  nuove memorie.


Parlo di pittare, di scrivere; nel mio caso e' la stessa cosa. In ogni mini gesto divenuto un pittogramma, ideogramma oppure una sillaba ecc. costruisco un momento enigmatico da risolvere per indovinare l'origine di quell'istinto dell'uomo cibato di memorie non decifrate. Io non dipingo per compiere un'opera come risultato di una riflessione soggettiva, ma per documentare una serie di sense datum che mi conducono al mondo esterno: cio' che non appartiene al mio fisico ma di cui sono parte. Io non scrivo per chiamare l'osservatore ad effettuare una lettura trasferibile alla dicibilità letterale, ma per produrre pagina per pagina un lessico intero attraverso il quale le menti possano nutrirsi dei significati traducibili soltanto con le capacita' percettive di cui l'equivoco e' l'unico moto.

Scrivo per recuperare la memoria lontana
scrivo per comunicare con il  subnaturale
scrivo per demistificare il mito
scrivo per dialogare con il silenzio
scrivo per abbandonarmi nel vuoto
scrivo per seppellirmi nella luce
scrivo per infilarmi nella densita' dell'invisibile
scrivo per affermare la mia presenza


assediato nell'universo delle cose per collaudare un divenire noematico dell'io meditante liberando(mi)si da tutto cio' che ha somministrato la mia mente attraverso tutti gli strumenti mass-mediatici della informazione odierna concepita come la memoria di massa che nutre di cultura (?) i nostri intelletti, ed usare la propria memoria come una macchina ausiliare per riappropriarmi delle nuove insegne conducenti ai nuovi noesis.

Scrivere e' una densa convivenza con l'intelletto...

Umit Inatci (febbraio 1998, Perugia)


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arte
9 febbraio 2008
LO SPACCO - 15 - Umit Inatci, Il vuoto assente
[A specchio del post sul Partenone e l'arte classica greca pubblico oggi la riproduzione fotografica di un quadro di Umit Inatci, coautore del blog-rivista, artista contemporaneo di lingua turca e cultura cipriota, per mostrare senza parole quanto sia pretestuosa e oscena e ridicola la lunga divisione - dura da trentaquattro anni - tra la 'parte greca' e la 'parte turca' dell'isola di Cipro. Callicrate e Ictino e Fidia ne avrebbero riso fino alle lacrime.

Fulmini]

quadro di Umit Inatci
[Umit Inatci, Il vuoto assente, acrilico su tela e cuoio – 120 x140 cm]

CULTURA
9 gennaio 2008
LO SPACCO - 14 - poesia e pittura

[Umit Inatci, L’atto sospeso, acrilico su tela e controplacca (legno compresso), pennello, cuoio, rame e filo di ottone -140 x140 cm]

L’amore è latitante

Il corpo ardente dei giorni scintillosi
nei turni di frantumazione del tempo
é piu veloce del sole più fuoco del fuoco
fulmineo e senza perdono come la morte
e l’amore é latitante.

Mentre l’oscurita é gravida di altre luci
e la terra germoglia altri verdi
la vagina insanguinante dei giorni abortiti
é perdente-tragico come innovazioni rinnegate
e l’amore é latitante.

Mentre la fine dell’inizio e l’inizio della fine
si scambiano le loro posizioni
e l’infinità si collega al pilota automatico
la mandibola d’acciaio dei giorni roditori
é come l’omicidio determinato senza scrupolo
e l’amore é latitante.

Nei momenti di eccitazione delle parole
quando le simpatie delle poesie si mascherano da pazzie
ed il nero delle vesti di lutto inscurisce ancor di più
mal di diaframma dei giorni spasmodici
é provocatorio senza ragione quanto il suicidio
e l’amore é latitante.

Canzoni acide sogni e sorrisi croccanti
conversazioni fluide bestemmie distillate
uccelli d’acciaio che di morte cantano
le mosche di Somalia sulle mie guance cacano
sul fondo di uno stivale da soldato la pietà si svergina
e l’amore é latitante.

Umit Inatci


CULTURA
9 dicembre 2007
LO SPACCO - 13 - poesia e pittura

[Umit Inatci, Senza titolo, pelle e acrilico su tela e legno, 120 x 160 cm]


QUANDO LE FINESTRE SONO COPERTE DI NOTTE

Un immenso grigio – denso
come sempre la solitudine
é il mio amico fedele per la mano mi tiene
un respiro lento mi prende per il petto
la mia lampada con gli occhi da gufo
mi guarda – mi guarda e mi smorza
ed io mi interiorizzo nel buio del mio conscio
sono al bordo del mio silenzio
questo é un viaggio nell’io profondo.

Luci bagnate di umidi sguardi
un buio untuoso si spalma sui vetri
le finestre dalla forma di pipistrelli
un bambino con il cuore perforato
da un proiettile bollente
dentro di me piange
lamenti continui sospiri e singhiozzi
sono i dolori remoti distillati
memorie amare tramutate
vendetta e morte
onori bandiere e confini
eroi martiri e panegirici
di pace non sanno parlare i cretini.

I fucili di guerra – vengono accarezzati
come se fossero le cosce tenere di una puttana
di amore che ne sa insanguinato il boia
gioia gioia
sono sempre “i buoni” a vincere la guerra
“viva l’America
viva la mamma!..”

Umit Inatci

arte
9 novembre 2007
LO SPACCO - 12 - poesia e pittura


[Umit Inatci, 'Opus Magnum', 2005, acrilico, 160x160 cm]


IRRITAZIONI

1.
le memorie attizzano il mio rancore
quel passato decorato di guerre giuste
ovunque sangue ovunque maledizione
so che nella pancia del mio mare
non partoriscono le balene
ma quanti squali mi mordono il cuore

3.
ama mi la mia terra ama mi
accarezza mi con le tue mani di color verde rame
i corvi dipinti di bianco fin quando
fingeranno la pace

4.
lacrime di cristallo dei pianti azzurri
non strozzeranno astruso sentimento d’odio
mare nostrum ed alibi del macabro suicidio

5.
colpe complici corpi scomparsi
monumenti ad onore dei caduti mai ritrovati
silenzi sincronizzati all’assenza della verità
la verità punge
la verità costringe
la verità respinge
la verità non finge
la verità é pericolosa
ingombra sempre di piu
il senso di colpa

6.
affannosa attesa per un tempo ignoto
ora non é ora dell’ora me ora é ora...

Umit Inatci




CULTURA
9 ottobre 2007
LO SPACCO 11 - poesia e pittura


[Umit Inatci, ''The nameless", 1985, oil painting, (40 x 50 cm)]

insulti e morali 11

diete vegetariane debolezza diabolica della pietà barbarica diarrea mentale gobbi gotici dei nonni biscottopatici silenzi stipendiati voci turate alleluia sessi santi e profilattici confessioni e segreti gretti occipitali ego-ismi assestanti sotto-valutazioni in contanti insulti e morali amini e ruttini coscienze sintetiche comunque dunque piove mi accumulo alla mia gioia mentre un pesciolino rosso sorvola sopra la cima di un cipresso un angelo elicoidale mi assorbe nella sua luce mi succhia mi sbuccia mi beve mi spacca mi dilata e poi niente da fare sono diuretico ma proprio piovo eh sì piovo

Umit Inatci



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CULTURA
10 settembre 2007
LO SPACCO 10 - poesia e pittura
[I ciprioti di lingua turca si trovano da trentaquattro anni tra l’incudine (i turchi invasori della parte Nord di Cipro) e il martello (i ciprioti di lingua greca). E’ il destino delle minoranze al quadrato. Mentre si discute a quali condizioni far entrare la Turchia nell’Unione Europea, e la Turchia si allontana dall’Europa (vedi esito delle recenti elezioni politiche e presidenziali), e la divisione di Cipro in una zona di influenza turca ed una zona di influenza greca persiste, noi abbiamo fatto entrare da tempo e senza condizioni il nostro grande amico pittore e poeta Umit Inatci in questo blog-rivista dell’amicizia e della discussione. Siamo al post numero 10 della sua rubrica LO SPACCO.
Umit è nato ed ha studiato nella parte oggi greco-cipriota di Cipro, a Limassol, e vive e lavora nella parte turco-cipriota di Cipro, a Famagosta. Ma Cipro è una, e una è l’esperienza e l’attività artistica di Umit. Per ciò oggi pubblichiamo di suo una poesia e un quadro.]



[Umit Inatci, No name, 2002, oil painting, 140x140 cm]

poesia senza virgola e punto - insulti e morali 10

un profilo scolpito da un raggio di sole le sue labbra profumano di giorno un tiepido giallo accarezza le sue guance lei é indifferente le mie mani mi amano il mio cuore accelera le curve dell’impossibilità serpeggiano dolcemente nelle prodigiose vie dei desideri imprevisti mi innamoro di una donna ombra di calcolabile eternità sulle sue mammelle di marmo le colombe cacano lei senza respiro senza lamento una bellezza maledetta pietrificata si spoglia e si veste le stagioni lei non é venere ed io non sono pigmaglione comunque dunque stasera non piove ma il cielo é agitato nuvoloso goloso di accarezze

Umit Inatci


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letteratura
9 agosto 2007
LO SPACCO 9 - poesie senza virgola e punto
insulti e morali 9

la rabbia foderata coglioni affumicati parole slacciate sottile sarcasmo schiaffeggiante arroganza elegante i baroni dell’insulto le facce golose di sputo scorregge in do maggiore musica vibrante anima in pace -pardon- l’intestino in pace “a se esse” nietszche che dice messa pane e croce comunque dunque piove le gocce con gli occhi da gufo fulmini furiosi accumulo alla mia ironia le mie mani mi impastano mi formo mi creo sono un prodotto dell’io profondo comunque dunque piove il cielo é tonto brontoloso grigio e grezzo goloso di follie

Umit Inatci




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letteratura
18 luglio 2007
LO SPACCO 8 - poesie senza virgola e punto
insulti e morali 8
tenebre curvose a senso unico alla soglia dell’arte oscurità stimolante solenne abbraccio dei nemici eterni illusioni delusioni e religioni misticopaiche bestie dell’occulto bugia amata ed inganni eccellenti falsari dei sentimenti pneumatici amori impossibili dolori euforici odio continua a pungere o dio perpetue preghiere beat’a chi non crede comunque dunque stanotte non piove ma il cielo é rosso antico barocco nuvoloso goloso di sangue

Umit Inatci




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letteratura
4 luglio 2007
LO SPACCO 7 - poesie senza virgola e punto
insulti e morali 7
meditazioni fiscali evasioni rituali tasse sottratte con lo sciroppo per la tosse consultazioni iperconsiderate dei ragionieri mutomatici vite ordinate su misura di tasca povertà voluta alimentata e curata anonime sofferenze pietismo orgoglioso inchinante bestemmie fallus-centriche politici decorati da bigotterie semantiche parolieri poeti di promesse marionette profumati cassieri della speranza attori della falsa umiltà comunque dunque sta mattina non piove ma il cielo é leggermente frizzante nuvoloso goloso di tempeste

Umit Inatci
157




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letteratura
21 giugno 2007
LO SPACCO 6 - poesie senza virgola e punto
insulti e morali 6

innovazioni problematiche impossibili immaginazioni metanoiche masturbazioni masse-turbazioni iniezioni endovenali pasticche e bibite i sogni esauriti incubi cubiche libertà proibita condita di bava che gioia cosmetica è più suprema della cosmica cose etiche comiche comunque dunque piove le gocce con le orecchie da scimmia fulmini scherzosi mi accumula alla mia rabbia un odore di merda mi annusa un vuoto prospettico una profondità senza il punto di fuga mi assorbe mi microdimensiona mi rende invisibile cose piccole tragiche fuori un gatto piange piove forte perforante solitudine è crudele

Umit Inatci
225



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letteratura
23 maggio 2007
LO SPACCO 4 - hakaretler ve moraller (lingua turca) / insulti e morali (lingua italiana)
HAKARETLER VE MORALLER 4
Noktasiz Virgülsüz...
Ümit Inatçi
bagisla beni benim mesela’m seni asiri kullandim dogrulardan söz etmek o kadar zor ki gerçek düsük frekansta olunca bagisla beni benim bu yüzden’im seni asiri kullandim ikna etmek o kadar zor ki ikna olunmusluk ödemeli olunca bürokrasi terorizminin modern zamanlari maltüzyen prensliklerin para uygarligi adanmis zihinler kronik mitomani reklam kolonyalizmi marka imparatorluklari yolsuzluk azizleri herneyse bugün yagmur yagiyor fakat gökyüzü felaket kizgin bulutlu


[fotografie 216 - Ümit Inatçi, 2006]
INSULTI E MORALI 4
Senza virgola e punto
Umit Inatci
perdona mi il mio peresempio ti ho strausufruito non é facile spiegare la verità quando la realta é di bassa frequenza perdona mi il mio perciò ti ho strausufruito non é facile convincere quando la convinzione é a pagamento tempi moderni del terrorismo buro-drastico civiltà del denaro al principio malthusiano menti devotivi mitomanie croniche colonialismo pubblicitario impero delle firme i santi della corruzione comunque dunque oggi piove ma il cielo é incazzato nuvoloso 
 




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letteratura
7 maggio 2007
LO SPACCO 3 - hakaretler ve moraller (lingua turca)/ insulti e morali (lingua italiana)
Ümit Inatçi
kahince yalanlar köpüklü televizyon araklamali neseler ve ortopedik kanepelerin ayarttigi götler cephesel hipnotizmali bakislar koro halinde komutali moralite eglenceli zihinsel tecavüz heyecan verici yapay utangaçlik sik duyarsizliklar bir duyuayarsiz tren geçer sirtimdan daglarin omuzlari çöker hava her zamankinden daha karanlik pencerem bir ölüdoga çerçeveler televizyon isgali altinda odalar öteyi görme özürlü herneyse yagmur yagiyor damlalar engerek yilani kuyruklu islik ayarinda keskin bir rüzgar kendi korkularima yigilir kalirim kendinden geçmeler vicdan kapimi döver korkularimla kalmak tercihimdir   
Umit Inatci
profetiche calunnie spumegganti gioie televisive televizi e sederi sedotti da poltrone ortopediche sguardi frontali ipnotizzati morale corale telecomandato stupri mentali carne-valeschi pudori finti eccitanti apathia per eccellenza un treno di extracombinatori mi sorpassa le spalle delle montagne non reggono il cielo é sempre più buio ogni finestra inquadra una natura-morta le stanze teleinvase non vedono l’oltre comunque dunque piove le gocce con la coda di vipere un soffio a fischio tagliente accumulo alla mia paura euforia bussa la mia coscienza io preferisco aver paura




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letteratura
18 aprile 2007
LO SPACCO 3 - hakaretler ve moraller 2 / insulti e morali 2
Ümit Ýnatçý, cipriota di lingua turca, è l'autore della rubrica bilingue LO SPACCO.

HAKARETLER VE MORALLER I
2.
topla kendini tek gövdeye gel felakentinden yeniden dog kendi ben’ine dön ben öteki’den baska kim olabilirsin sen

INSULTI E MORALI I
2.
raccogli ti raduna ti rinasci dalla tua calamita converti ti nell’io l’io non sei che l’altro




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letteratura
3 aprile 2007
LO SPACCO 2 - hakaretler ve moraller 1 / insulti e morali
Ümit Ýnatçý è un turco-cipriota, anzi per meglio dire un cipriota di lingua turca, che per professione fa il docente universitario e per vocazione il pittore e il poeta. Questo è il secondo post della sua rubrica bilingue – in lingua turca e in lingua italiana – nel blog-rivista dell’amicizia e della discussione.

HAKARETLER VE MORALLER I
1.
simetrik bosluk siyahin da siyahi gevsek bir bakis amorf gölgeler gösterisi ben’im-sen’sin sen kimsin bir korku tülü suni renklendirilmis saydamliklar suni acimtirak hosgörülülük çevik bir sualti kalbi fetheder-kesfeder beni herneyse yagmur yagiyor damlalar karga kanatli gözleri degimi mi degirmi sessizligime yigarim kendimi titresimler emiyor bedenimi asimetrik bosluk ben’im-sen’sin sen kimsin öteki sen ötekinden baska biri degilsin baskalasmis farkindaligin sinirlari disinda kalmis ben’in inkari aptalligin agit merasimi sefalet mutluluk rollerinde rahipvari feylosofi masumiyet mutlu kölelik ama sen kimsin tek esintilik bir kaybolma ve her yerde görünme arzusu

INSULTI E MORALI I
1.
vuoto simmetrico il nero di nero sguardo sciolto apparizioni di ombre informi io sono/tu sei ma chi sei un velo di paura trasparenze finte colorate tolleranze finte addolorate un cuore sommergibile agile mi invade mi scopre comunque dunque piove le gocce con le ali da corvi gli occhi tondi ma tondi accumulo il mio silenzio le vibrazioni mi succhiano voto asimmetrico io sono/tu sei ma chi sei altro non sei che altro interdetto estraneo negazione dell’io elegia dell’imbecillità miseria finge la felicità filosofica innocenza da monaca giulivo schiavitù ma tu chi sei tu una abbuffata di voglia di fuggire sparire e pervadere ovunque





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letteratura
14 marzo 2007
LO SPACCO 1 - Sinir / Confine
Mentre rimane aperta e attiva la rubrica  PROVA DI DISCUSSIONE (nata tre giorni fa, il 12 marzo – leggi e partecipa, lettore/lettrice che stai leggendo: il tema è il terrorismo),  in  questo piano sequenza  che è un blog-rivista appare oggi una nuova rubrica bilingue (lingua turca e lingua italiana), LO SPACCO, di Ümit Ýnatçý, grande amico, poeta e pittore turco-cipriota. Mentre si discute a quali condizioni far entrare la Turchia  nell’Unione Europea, noi facciamo entrare senza condizioni Ümit nel blog-rivista dell’amicizia e della discussione.
***
Sinir
Kursundan pabuçlariyla zaman
Yürüyor bölünmüslügün izleri sirtinda
Orasi sinir
Orasi yara
Düsmanliklar hala gece cübbeli
kapkara
***
Confine
Con le ciabatte di piombo il tempo
Cammina sulle tracce di divisione
Lì è il confine
Lì sono le ferite
Ancora in veste di notte
di color catrame



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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
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