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POLITICA
5 marzo 2008
PROVE DI DISCUSSIONE - 15 - Il punto di vista di 'Un viaggiatore'
Berlusconi e Veltroni ci chiedono di esprimere, alle prossime elezioni, un voto utile.
Chiedono a una parte dell'elettorato di rinunciare a una libera espressione di voto e di esprimere un voto CONTRO.
Si cerca una vittoria elettorale non solo attraverso il consenso ma anche attraverso la demonizzazione dell'avversario.
Questo, oltre a evidenziare l'incapacità dei due leaders di attrarre l'elettorato con una proposta politica, evidenzia un problema di democrazia, la rinuncia da parte di molti a esprimere nel voto le proprie idee.
Sono uomo di parte e mai vorrei vedere Berlusconi al governo del mio paese ma neanche vedere cancellata la sinistra. A questo proposito devo dare atto a Veltroni di sincerità nelle sue dichiarazioni al 'El pais': "Non siamo di sinistra, siamo progressisti", ma forse doveva dirlo prima della valanga di voti che lo hanno eletto segretario del PD.
Certo capisco anche che ci sia un problema di governabilità, ma credo che questo non si risolva ricorrendo a leggi elettorali più o meno furbe o inique come l'attuale, anche qui c'è un problema di democrazia.
Non oso neanche chiedere a Veltroni o Berlusconi se hanno un pensiero forte che interpreti la realtà.
In Italia abbiamo usato diversi tipi di voto, voto convinto, voto disgiunto, voto di scambio, voto utile, ricordo l'appello di Indro Montanelli nel 1976 contro il pericolo comunista: "Turatevi il naso e votate DC".
Andrò a votare e il mio sarà un voto senza aggettivi.

Un viaggiatore
SCIENZA
22 febbraio 2008
IL CROGIOLO - 13 - Mario Pennetta, Il Partito Democratico e la sinistra massimalista
L'Italia è l'unico tra i paesi avanzati ad avere un sistema politico istituzionale maggioritario ma senza due partiti egemoni nei due schieramenti. Ciò determina ancora oggi instabilità  nei governi ed inefficienza nella loro azione. Le cause sono da ricercare nella storia politica istituzionale del paese dal secondo dopoguerra.

La ‘Prima Repubblica’, infatti, fu caratterizzata da una grande anomalia, la presenza di un solo grande partito di massa, la Democrazia Cristiana, abilitato a governare, mentre l'altro grande partito popolare di massa, il Partito Comunista Italiano, ne era escluso perché legato a Mosca e perché, in quanto partito comunista prevedeva nel suo programma politico l'abbattimento del sistema capitalistico. L'Italia dovette subire 50 anni di governi ad egemonia DC, un regime lungo e che come tutti i regimi portò ad  una corruzione profonda nella vita pubblica. L'assenza di un ricambio nel governo del paese determinò una situazione di corruzione diffusa in tutti gli atti che venivano compiuti: operazioni economiche, assegnazioni di gare di appalto, ricerca di un lavoro. Questo degrado ebbe un'accelerazione a partire dagli anni '80 e l'azione della Magistratura con l'inchiesta Mani pulite oggettivamente assunse un ruolo di supplenza politica a causa del mancato ricambio nei governi  del paese.

La ‘Seconda Repubblica’ nacque nel 1992, dopo il crollo del Muro di Berlino, e si pose come obiettivo quello di avviare una riforma elettorale che portasse ad un sistema istituzionale maggioritario. Tale riforma ha portato, però, non alla nascita di due partiti egemoni tra loro alternativi, ma a due poli costituiti da differenti partiti, fragili in quanto impegnati in una continua e defatigante opera di mediazione con i rispettivi partiti alleati.

L’operazione compiuta da Veltroni di costituzione del Partito Democratico e di rottura delle alleanze con i partiti della ‘sinistra massimalista’, si pone appunto l’obiettivo di semplificare il quadro politico. Il Partito Democratico è il tentativo di costituire un partito riformista e di governo in Italia e  nasce dall'incontro di politiche e culture differenti, la cattolico-democratica, la liberalsocialista e la socialdemocratica.

La nascita di un partito riformista egemone, con un programma di governo coerente ed attuabile in Italia rappresenta una condizione necessaria ma ancora non sufficiente per governare. La seconda condizione è rappresentata dalla rottura delle alleanze con quei partiti della sinistra massimalista che per storia e cultura ancora oggi presentano programmi volti ad esasperare le contraddizioni del sistema economico per arrivare ad un suo superamento piuttosto che porsi come fine la modernizzazione del sistema. Vi è, pertanto, un'ambiguità di fondo nei programmi e nelle proposte concrete di politica economica da parte di partiti come Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani.

Entrambi si richiamano nel nome al comunismo e allora chiediamo: fanno riferimento ad un modello di società  storicamente esistita o esistente? Attualmente i paesi dove vige un sistema comunista sono la Corea del Nord e Cuba, vorrebbero i dirigenti di questi partiti proporre per l'Italia un simile modello? Pensiamo di no.

Domandiamo allora: quale organizzazione economica-sociale  vogliono per l'Italia. Accettano l'esistenza di imprese private? Pensano di mantenere l'attuale sistema ad economia mista con la presenza  dello Stato in economia accanto all'impresa privata? Se questo fosse il loro programma si tratterebbe allora di definire concretamente il rapporto tra Stato e Mercato. Ma questi sono i programmi delle socialdemocrazie e sono i problemi che lo stesso PD si trova ad affrontare oggi. In tal caso, se questa fosse la base teorica del loro programma sarebbe opportuno che lo esplicitassero, collocando le singole richieste di politica economica in un quadro di compatibilità di sistema.

Chiedere oggi incrementi salariali e stipendiali è giusto - dopo anni di perdita di potere di acquisto da parte di soggetti a reddito fisso e dei pensionati, ma in un sistema economico dove i prezzi vengono stabiliti prevalentemente dal settore privato, non è indifferente se questi aumenti vengono realizzati attingendo solo a quelle risorse costituite dalla lotta all'evasione fiscale (l'ormai famoso ‘tesoretto’) oppure da un mix comprendente anche la contrattazione aziendale, legando parte degli incrementi alla crescita della produttività  media del sistema economico o della produttività  aziendale. La politica economica di un governo deve favorire lo sviluppo economico ma deve anche evitare che si determini un incremento del tasso di inflazione - vanificando così gli aumenti concessi.

Fare richieste settoriali senza tener conto delle reazioni che si innescano nel sistema, può portare ad un danneggiamento degli interessi delle categorie che si vogliono favorire. Questo successe, infatti, negli anni '70 con l'accordo tra Lama e Agnelli sulla scala mobile ed il punto unico di contingenza. Il recupero del potere di acquisto dei salari attraverso la scala mobile innescò un meccanismo perverso dove ad un aumento dei prezzi seguiva un incremento dei salari a cui seguiva un incremento dei prezzi con una rincorsa senza fine. Il risultato fu un tasso di inflazione il più alto d'Europa, continue svalutazioni della lira, indebolimento complessivo del sistema economico 'Italia' nonché salari reali che solo in percentuale minima recuperavano l'inflazione.

Una parte della sinistra italiana oggi si pone l'obiettivo di darsi una cultura di governo e la costituzione del PD ne è la sua attuazione. La sinistra massimalista resta con una cultura di opposizione che rifiuta di misurarsi con i problemi connessi col governo di un paese occidentale.

Una sinistra che per la prima volta arriva al governo di un paese si trova spesso nella situazione di dover modificare il programma economico presentato in campagna elettorale. Ciò accade in quanto una cultura di governo non è di facile acquisizione per un partito di opposizione.

Fu quanto accadde nel 1981 al primo governo socialista della V Repubblica di Francia che presentò un programma elettorale frutto di una mediazione con il Partito Comunista Francese e che fu puntualmente applicato una volta al governo sotto la presidenza di  Mitterand. Furono nazionalizzate alcune grandi società strategiche nei settori della chimica, dell’energia e della finanza, furono aumentati gli stipendi ed i salari, fu incrementata la spesa pubblica. L'economia mondiale era però in recessione e questo non venne preso in considerazione nel momento della stesura del programma, a seguito del secondo consistente incremento del prezzo del petrolio, mentre la Francia con la sua politica si poneva come l'unico paese con una politica economica espansiva. I risultati ben presto furono: aumento dell'inflazione a seguito dell'incremento dei consumi privati e del prezzo del petrolio, incremento del deficit pubblico a causa dell'incremento della spesa statale, deficit della bilancia commerciale, fuga dei capitali all'estero a seguito della nazionalizzazione di alcune grandi banche. La prima esperienza di governo socialista in Francia dopo il primo anno stava fallendo, Mitterand, col pragmatismo che lo caratterizzava, sciolse il governo Mauroy e chiamò il riformista Fabius  come primo ministro, cambiando radicalmente programma ed emarginando il PCF che allora aveva il 10% del consenso elettorale mentre nelle ultime presidenziali del 2007 ha ottenuto il 2%.

L'ultimo governo di centro-sinistra in Italia  ha confermato l'impossibilità  di costituire maggioranze con partiti aventi culture politiche opposte.

Già nel corso della penultima campagna elettorale, pur avendo sottoscritto un programma unitario di 281 pagine,  i differenti partiti di centro-sinistra si contrastavano su punti significativi. L'ultima settimana di campagna elettorale vide Berlusconi riconquistare molti consensi su temi come le tasse di successione e la tassazione delle rendite finanziarie. I partititi del centro-destra attaccavano e la coalizione del centro-sinistra non rispondeva, bloccata dalle contraddizioni interne. E ancora durante la legislazione sul voto per il rifinanziamento della missione in Afghanistan, quando la sinistra massimalista tese un'imboscata al governo - che si salvò con i voti dell'Udc. Ma tutti e due anni di legislatura sono stati caratterizzati da veti incrociati che hanno portato ad un blocco dell'attività di governo. Ne sono prova i tanti Disegni di Legge che si sono arenati nelle Commissioni parlamentari e che non sono mai giunti in aula per la discussione e l’approvazione.

Questa sinistra massimalista non ha una cultura di governo e coerentemente con la sua storia non vuole darsela, resta una sinistra che con il suo programma generico di richieste è punto di riferimento di una cultura contestataria fine a se stessa, diretta ed incentivata da funzionari di partito e sindacali che nei giochi interni di apparato, per fini di potere personale, lavorano per ritardare e rendere più debole la vita politica di un partito riformista in Italia.

Mario Pennetta
SCIENZA
30 gennaio 2008
IL CROGIOLO - 9 - Mario Pennetta, La crisi irreversibile del centro sinistra.
Cade il Governo Prodi per la prevista implosione della maggioranza di centro sinistra. La causa è da attribuire alla vicenda Mastella ma sarebbe riduttivo fermare l'analisi a questo livello. Paradosso italiano è rappresentato dal fatto che già a partire dalla fase costituente di questa maggioranza, in sede di definizione di quel maestoso programma di governo, onnicomprensivo e che proprio per queste ambigue caratteristiche venne accettato da tutte le forze politiche,  che andavano da Mastella, appunto, a Dini, per arrivare a Bertinotti passando per Pecoraro Scanio, si vedevano le crepe di quella alleanza e già si prevedeva che la legislatura sarebbe stata a termine. Maggioranza quotidianamente litigiosa, i cui esponenti avevano come obiettivo principale quello di apparire, farsi notare, con dichiarazioni che spesso anticipavano in forma distorta prese di posizioni o provvedimenti del governo e la cui vera motivazione era quella di parlare al proprio elettorato. Ne discendeva una occupazione militare dei mass media in una campagna elettorale continua mai interrotta che dall’alba fino a notte inoltrata vedeva i politici presenti nelle varie televisioni e nei più disparati programmi, fenomeno unico nell’occidente dove la politica prevalentemente amministra e occupa i palinsesti solo nelle giornate che precedono e seguono una scadenza elettorale.

Crisi annunciata inevitabile del centro sinistra. E ora? E' indubbio che per la prima volta la sinistra riformista italiana deve porsi il problema della governabilità. La storia della sinistra italiana è la storia di partiti, il PCI in passato,  di opposizione la cui cultura prevalente era caratterizzata dal dare voce alle  istanze, ai bisogni, alle domande sociali che provenivano dal proletariato agricolo ed industriale prima ed in seguito anche dalla piccola borghesia. Ma come partito dell'opposizione, che per la nota situazione politica internazionale tale doveva restare, poteva prescindere dal farsi carico di quelle compatibilità di sistema che sono essenziali per governare. La nuova forza di una sinistra riformista deve porre al centro del suo programma il tema della governabilità.
 
La proposta di Walter Veltroni, andare alle elezioni come PD senza alleati forti della sola proposta politica da sottoporre agli elettori, va in questa direzione ed è rivoluzionaria per il contesto politico italiano, mentre nei paesi di antica tradizione democratica viene praticata da secoli. Le reazioni infatti da parte dei partiti collocati alla “sinistra” del PD sono state di una violenza direttamente proporzionale al rischio di vedere ridimensionata in un prossimo futuro la propria forza elettorale o addirittura di scomparire dalla scena politica nazionale.

Da tale impostazione è scaturita la proposta fatta a Berlusconi, come leader del partito più grande dell’opposizione, di avviare un dialogo sulla riforma del sistema elettorale e più in generale per una riforma istituzionale incentrata su pochi qualificati punti da attuare prima dello scioglimento delle camere da parte di un governo “tecnico” o “istituzionale” sostenuto in Parlamento da quei partiti che si riconoscono in questo programma minimo.

Lo “statista” Berlusconi, però, fugge dalle responsabilità, avverte nell’aria una facile vittoria elettorale, con la possibilità di ritornare al governo per azzerare innanzitutto quel disegno di legge Gentiloni che si era posto il rivoluzionario compito di avvicinare il sistema dei mass media italiano a quello europeo ridimensionando le risorse pubblicitarie che vengono a confluire sul duopolio rai - mediaset per indirizzarne una quota verso le televisioni minori ed i giornali. Questo Disegno di Legge fu tacciato da Berlusconi come liberticida, criminale; facile prevedere che sarà azzerato il primo giorno del suo purtroppo possibile insediamento a  Palazzo Chigi.
 
Veltroni ha riproposto al Capo dello Stato nelle consultazioni del 9 gennaio, il varo di un Governo in grado di porre mano alla riforma della legge elettorale, di attuare una riforma istituzionale da concordare con le forze politiche che si dichiarano disponibili a sostenere questo nuovo Governo e di fissare la data delle prossime elezioni.

Difficilmente questa proposta troverà una maggioranza.  Contro infatti sono Berlusconi, Fini e Bossi con Casini che si dichiara disponibile per un Governo di responsabilità a patto che anche Berlusconi lo appoggi. La paura di Casini è quella di offrire il fianco ad una campagna elettorale da parte di Berlusconi incentrata su tematiche anti comuniste , cui gran parte dell’elettorato dell’UDC sarebbe sensibile. La posizione attuale di Casini è quella di distinguere le sue posizioni da quelle degli alleati della CDL ma senza rompere l’alleanza ed infatti, notizia dell’ultima ora, è corso ad allinearsi alle posizioni di Berlusconi.

Anche i partiti alla sinistra  del PD sono diffidenti in quanto la strategia proposta da Veltroni opera una scissione definitiva dell’alleanza nei confronti di partiti come la Sinistra Democratica di Mussi, Rifondazione Comunista, Il Partito dei Comunisti Italiani. Accetterebbero solo se fosse varata una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento che permetta la sopravvivenza ad alcuni di essi o ad una loro coalizione.

E siamo nuovamente in pieno caos. La proposta di semplificazione del quadro politico fatta da Veltroni a Berlusconi è stata respinta al mittente per ragioni di opportunismo da parte di quest’ultimo. La proposta di un Governo a termine per il varo di un Governo delle riforme ha bisogno del sostegno dei partiti della sinistra massimalista. Ma questi chiedono garanzie per la loro sopravvivenza politica nel momento in cui la strategia del PD non li vede più come possibili alleati.

La probabilità di elezioni anticipate è sempre più realistica.

Mario Pennetta

   
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Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

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