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fulmini
e saette
CULTURA
17 dicembre 2007
Diario della Sera - 118 - IL SUGGERITORE
il Post
che propongo di leggere stasera è Scoperte da comodino del blog ilparra
Un post spiritoso d’un uomo che sa ascoltare un amico, e una moglie.

il Pezzo
buono da sentire e vedere prima di andare stasera a letto (56 secondi di Paradiso) o di perdersi nel mondo grande e terribile, è



Penso sempre a Gennariello - immaginando e scrivendo il blog-rivista con una rosa di complici – penso sempre agli adolescenti che rubano alla periferia di Napoli o fanno l’artista da giovane a Dublino. Ma come vedete e sentite, anche lui, anche loro pensano a noi.

CULTURA
30 novembre 2007
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 7 - novembre


Claudio Ricci, Roma, Temporale Notturno sul Tiburtino, novembre 2007.

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Menù di fine mese

per la fine di questo penultimo mese del sette p.D. (post Duemila),
lo chef consiglia "il menù dell'anima-le" :
come aperitivo un coolissimo "bloody Mez" del perugino,
per introdurre ad un antipastino di "inglesina sgozzata, alla massmediatica".
Proseguirei  con un "tifoso laziale, sparato da lontano" con una spolverata di lucida follia;
da accompagnare con un "missione di pace" delle aride alture afgane, o un "maresciallo al piombo", più o meno delle stesse zone.
Il menù vi guida ora a gustare un bel "filetto di partito democratico in letto di popolo delle libertà",
qui abbinerei un "negro da sbarco clandestino" che, se non molto apprezzato dai critici, è comunque amatissimo fra i consumatori.
"Cruditè di zingaro" e "pinzimonio di barboni", di rigore servire con un "pellicano diesel" del mar morto o della california, purchè ag-ghiacciati.
Per rilassare il palato, "kamikaze alla mediorientale" che sposerei con un "forza Annapolis! Con Dolcezza ".
Senza mai dulcis in fundo, come dessert un "trionfo di pallone" tipico di Scozia, abbondantemente innaffiato con un "gioia per i sopravvissuti" .
Acqua del Bangladesh, caffè dell' ex foresta amazzonica, amaro del darfur... il conto, grazie!
Ma l'anima, di che marca è?

ilbokkaglio

*

Ricetta per sopravvivere a novembre

(e alla nausea che mi da il tg, uguale uguale a quella delle giostre che girano intorno e ti riportano ancora ancora ancora e sempre lì)

Duecento grammi di farina e novanta di burro. Pianoforte ma allegro. Un paio di altre mani con cui bisticciare sul tagliere. Accendere il forno a 150 gradi e non scordarsi di approfittare del tepore che si diffonde in cucina. Sciogliere il burro massaggiandolo nella farina e, con lo stesso movimento, sciogliere i nodi delle spalle. Aggiungere due tuorli d’uovo, ottanta grammi di zucchero e venti grammi di latte. Amalgamare in una palla gialla e liscia, rincorrendo e raccogliendo i pensieri dispersi sul tagliere. Avvolgere in un tovagliolo e far riposare mezz’ora in frigo. Riempire l’attesa con le pagine di un libro o con una discussione a piacere purché sia di quelle che finiscono per non finire mai. E che questo ci piaccia. Stendere la pasta, ritagliarla con lo stampino a forma di stella. Reimpastare i ritagli e fare altre stelle. Ancora. Ancora. Adagiare le stelle sulla placca ricoperta di carta da forno e infornare. Saranno pronte quando sentirai odore di biscotto. Non tardare perché in un attimo sarà troppo tardi. Novembre vola.

prishilla

*

Il mese della livella

Novembre, cadono le foglie, cadono le teste in Rai, ma non cadono i governi. L’autunno caldo promesso dal Berlusca alla fine non si è materializzato, in compenso si è aperto un gustoso interludio fatto di insulti e ripicche, degno di un divorzio fra vecchie pop-star (dove la Brambilla sarebbe un po’ Yoko Ono). Cominciano i rituali lustrali di fine anno: calendari con le poppe al vento e traffico in centro per i regali, ma novembre è anche il mese della pietà dei defunti. Forse per questo mi ha colpito sapere che una prostituta al cimitero del Verano, a Roma, aveva occupato una tomba gentilizia trasformandola in alcova per i suoi clienti (custodi del cimitero e autisti delle corse notturne dell’Atac). La notizia non sarebbe dispiaciuta a Fellini, che voleva girare al Verano un filmato sui romani che vanno a trovare i loro morti. Ma l’accostamento fra Eros e Thanatos non sarebbe risultato sgradito neppure a Pasolini, per non parlare delle considerazioni che avrebbe sviluppato Flaiano sull’idea che il mausoleo di alcuni aristocratici si trasformi in bordello per una mignotta da quattro soldi. Ora che scrivo mi accorgo che ho citato tutti personaggi che sono morti e sepolti. Ci vuole un po’ per ricordarselo, segno che dopotutto sono ancora vivi. Siamo noi che non ci sentiamo troppo bene.

sogniebisogni

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Quando un pastore…


Lui ha creato molti siti, è stato un antisignano dei blog e ha fatto per primo della teologia un luogo da vivere e discutere in rete. Il suo nome è Paolo, e a tuttora è fra i più rigorosi divulgatori del cristianesimo in rete. Il fatto è che costretto a causa del suo rigore per la Parola di Dio, il pastore Paolo lascerà la sua chiesa a fine anno e come scrive in alcune note nei suoi siti web, non è per lui un momento felice. Uomo colto, proveniente da un cattolicesimo che lo ha deluso, ma che gli ha dato le forze per la conversione alla fede riformata, il Pastore Paolo ha come scopi immediati proseguire la divulgazione della Parola di Dio tramite internet, e di poi andarsene per altre strade, lontano, dove avere il “pane quotidiano” poiché aimé non di sola parola di Dio oggi si può vivere (e certi palazzi curiali romani insegnano che “mammona” è più venerata del tabernacolo.
Paolo cerca un lavoro, nella stessa vigna del Signore, in cui alcuni vignaioli scacciano altri vignaioli…
Il sito del reverendo Paolo è una ricchezza per tutti noi, e vorrei che fosse conosciuto, visitato ed apprezzato; è per questo che ho scelto non un argomento, ma un uomo, per l’ultimo del mese: Paolo Castellina, pastore e curatore del sito www.riforma.net

teologia

*

Il divieto, una forma d’arte.

[Dan Witz, Do not enter project 2007, Copenaghen, New York, London]



Fino ad oggi il mio interesse ed entusiasmo per la Street art, anche se trovo riduttivo definirla così, identificava come massimo esponente della categoria  sicuramente Banksy, le cui opere sono state esposte al Pollock Fine Art e Hospital di Londra fino al 1 Settembre 2007 in una mostra che si intitolava Warhol vs. Banksy. La sua arte iperrealista è davvero affascinante e Dan Witz regge dignitosamente il paragone. Oltre alla cartellonistica stradale trasformata in una forma d’«arte urbana» una «Rissa» in piena regola che appare assai più realista di quelle viste in Tv e a Montecitorio.

[Dan Witz, Mosh Pit, olio su tela, 2001]
 


vulvia


 
CULTURA
12 ottobre 2007
PROVE DI DISCUSSIONE 9 - Gesù, Gramsci, Pasolini
[Ho scritto spesso e  volentieri, su questa pagina comunitaria che è il blog-rivista, di Gesù e Gramsci e Pasolini. Il 2 novembre 2005 , alla Triennale di Milano – nell’occasione del trentennale della morte violenta di Pasolini, ho detto parole  che forse chiariscono un po’ cosa diavolo vado pensando intorno a questi tre fratelli. Ho ritrovato il testo dell’intervento e lo pubblico qui come punto di partenza di una delle nostre PROVE DI DISCUSSIONE. Lo faccio oggi in ricordo del santo del giorno, San Serafino dei Cappuccini, perché costui visse e lavorò come portinaio, questuante, cuoco, ortolano, e cappuccino – un pentatleta insomma, come Gesù, Gramsci e Pasolini. Andiamo a incominciare.]

Pasolini di Casarsa, Gramsci di Ales, Gesù di Nazareth

1…Vi parlo di Pasolini pensatore e ideologo. In relazione a due altri pensatori-ideologi: Gramsci e Gesù. Mi sono occupato di questi tre per tutta la vita – tre fratelli. E per una ragione fondamentale: tutti e tre hanno vissuto eroicamente e agito creativamente in tre distinte eppure omologhe fasi di “crisi organica” delle società che li hanno ospitati.

2…Mentre li studiavo e costruivo opere a partire da loro, opere tutte diverse nel linguaggio – cinema documentario, scienza politica, saggistica  filosofica – eppure tutte sorelle nel contenuto, il problema della crisi che anche noi qui e ora soffriamo e della sua cura, mi rendevo conto sempre più chiaramente che i grandi pensatori-ideologi sono condannati ad avere come avversari irriducibili, primi fra tutti, i loro seguaci, amici, fedeli. A Gesù sono toccati i cristiani, a Gramsci i comunisti, a Pasolini i sedicenti ‘amici’.

3…Cominciamo da Gramsci di Ales. Ho studiato Gramsci nel bel mezzo della crisi organica degli anni Sessanta-Settanta. Cercavo di capire quella crisi e ho incrociato l’edizione critica dei Quaderni del carcere fresca di stampa – era il 1975. Il risultato delle mie ricerche – pubblicato in libri, saggi, documentari, comunicazioni a convegni internazionali di studio – è stato che Gramsci - dopo la sconfitta chiamata fascismo, dopo la vittoria chiamata stalinismo, dopo il trionfo chiamato americanismo - il Gramsci prigioniero del carcere fascista, il Gramsci dei Quaderni del carcere, non credeva più nel comunismo e non pensava più col marxismo, immaginava una “società regolata” e costruiva una “nuova scienza della storia della politica”. Sì, Gramsci pensando e scrivendo i Quaderni aveva sottoposto a una radicale critica da una parte il marxismo di Marx, di Engels, e Plekhanov, Kautsky, Bernstein, Rosa Luxemburg, Lenin, Stalin, Trotskij, Bucharin, e dall’altro la sociologia di Durkeim e Weber e la politologia di Mosca e Michels, e sulle loro ceneri aveva elaborato scientificamente e ideologicamente una soluzione storicamente progressiva (oggi ancora sconosciuta) della crisi organica del mondo contemporaneo.

4…Sennonché. I compagni comunisti di Gramsci hanno restaurato la sua rivoluzione, riconducendolo alla misura di un “classico del partito comunista”, riducendo il suo nuovo pensiero e la sua nuova ideologia dei Quaderni al vecchio pensiero e alla vecchia ideologia del Gramsci fondatore del Partito Comunista d’Italia. Per i compagni comunisti Gramsci è sempre comunista e sempre giovane: persino la foto del frontespizio della edizione critica dei Quaderni non è quella della maturità della “riforma intellettuale e morale”:


[Gramsci, foto segnaletica, 1933]

ma quella della gioventù della “rivoluzione militare e politica”:



Togliatti anche in questo è stato il Migliore: nella prima edizione dei Quaderni è arrivato ad accorpare ad una delle tante note sullo storicismo crociano – rendendone oscura e difficile la lettura - la nota fondamentale in cui Gramsci critica distruttivamente la coppia concettuale marxiana Struttura – Sovrastruttura.
Per coloro tra voi che vogliano sapere cosa pensasse Gramsci del suo nuovo pensiero in rapporto ai suoi antichi maestri, leggo:

“Perché gli Epigoni dovrebbero essere inferiori ai progenitori? Nella tragedia greca, gli ‘Epigoni’ realmente portano a compimento l’impresa che i ‘Sette a Tebe’ non erano riusciti a compiere. Il concetto di degenerazione è invece legato ai Diàdochi, i successori di Alessandro.” Quaderno 8 – 1931-32.

5…E veniamo a Pasolini di Casarsa. Compreso (nella sua novità) e sviluppato (secondo le mie capacità) Gramsci scienziato della Crisi Organica e ideologo della Società Regolata, per comprendere la natura specifica della crisi organica dell’Italia degli anni Settanta che mi trovavo a vivere, ho studiato economisti, sociologi, politologi, antropologi di ogni colore. Finché sono arrivato a Pasolini, il Pasolini degli Scritti Corsari, delle Lettere Luterane, dell’Ultima Intervista registrata da Furio Colombo poche ore prima della sua morte improvvisa.

6…Cosa ha pensato e detto Pasolini della crisi, di quella crisi che smascherava i potenti (rendendoli ridicoli) e omologava i giovani (rendendoli infelici)? Pensava e diceva che era in corso “una nuova grande rivoluzione passiva”, il cui centro motore era il “Nuovo Potere Reale” e gli effetti concreti “una grande mutazione antropologica”, insomma che quella sua, che questa nostra, non era, non è una crisi congiunturale, bensì è una “crisi organica” - nel linguaggio del Gramsci maturo. Il Gramsci maturo – badate: “Gramsci non è stato precoce” ha scritto il Pasolini corsaro.

7…Ora, allora, come hanno reagito i suoi ‘amici’, al suo pensiero teorico e alla sua rappresentazione ideologica? Dicendo che Pasolini esagerava drammaticamente il presente e rimpiangeva nostalgicamente il passato – cose da poeta, grande, certo – “tre o quattro al secolo ce ne sono” gridava Moravia con le lacrime agli occhi ai suoi funerali, ma poeta. E dopo la sua morte improvvisa, come? Ripetendo infinite volte e in tutte le salse che alla base della sua morte c’era un “complotto” – un complotto che aveva come mandante ideologico la borghesia e come esecutori materiali i fascisti. A parole cioè i suoi amici riconoscevano in Pasolini un fratello-maestro, nei fatti disconoscevano il suo pensiero teorico e la sua rappresentazione ideologica.

8…Infatti Pasolini aveva ripetuto a voce alta e scritto chiaro e tondo che nell’Italia degli anni Settanta vivevano e vagavano “giovani infelici” non più fascisti, non più comunisti, immersi come erano in un “vuoto culturale”, i quali potevano uccidere e uccidevano “senza mandanti e senza scopo”, e aveva conseguentemente detto fino alla fine, fin dentro l’intervista a Furio Colombo, che l’idea del “complotto borghese e fascista” è delirante, facile, semplice, consolatoria. Leggo:

“Soprattutto il complotto ci fa delirare. Ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità. Che bello se mentre siamo qui a parlare qualcuno in cantina sta facendo i piani per farci fuori. E’ facile, è semplice…” Intervista a Furio Colombo, Tuttolibri, fine ottobre 1975.”

Allora, ora, io dico agli ‘amici’ di Pasolini, con le parole rivolte da Gesù ai discepoli: “Perché lo chiamate Maestro e non pensate quello che dice?”

9…Ecco, siamo a Gesù di Nazareth. Nel bel mezzo della crisi organica del mondo antico greco-romano, Gesù critica il Tempio (la Chiesa), e lo abbandona – fin dall’adolescenza! Ricordate Gesù e i Dottori? – , critica i testi sacri – “E’ scritto… Ma io vi dico…” - e teorizza e pratica la responsabilità e l’autonomia individuale, critica le religioni tradizionali in quanto Religioni del Sacrificio - “Misericordia voglio, non sacrificio!” – ed elabora il pensiero e l’ideologia della fraternità amorevole e della resurrezione continua.

10…Cosa hanno fatto dalla sua morte violenta fino ad oggi i suoi seguaci, i cristiani? Hanno restaurato quella rivoluzione morale e intellettuale riconducendola dentro la Chiesa, riducendola a una variante della Religione del Sacrificio. L’emblema del cristianesimo difatti è il crocifisso, non la resurrezione.

Ed ecco, un papa restauratore (Giovanni Paolo II) muore ostentando il sacrificio, e un papa restauratore (Benedetto XVI) vive esortando al sacrificio. E noi? E voi? Voi non so come vogliate reagire a queste riduzioni del pensiero e dell’ideologia di Gesù di Nazareth, di Gramsci di Ales, di Pasolini di Casarsa. Io – stando così le cose - non posso dirmi, qui e ora, oggi a Milano, né cristiano, né gramsciano, né pasoliniano.

Fulmini


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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

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