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POLITICA
5 marzo 2008
PROVE DI DISCUSSIONE - 15 - Il punto di vista di 'Un viaggiatore'
Berlusconi e Veltroni ci chiedono di esprimere, alle prossime elezioni, un voto utile.
Chiedono a una parte dell'elettorato di rinunciare a una libera espressione di voto e di esprimere un voto CONTRO.
Si cerca una vittoria elettorale non solo attraverso il consenso ma anche attraverso la demonizzazione dell'avversario.
Questo, oltre a evidenziare l'incapacità dei due leaders di attrarre l'elettorato con una proposta politica, evidenzia un problema di democrazia, la rinuncia da parte di molti a esprimere nel voto le proprie idee.
Sono uomo di parte e mai vorrei vedere Berlusconi al governo del mio paese ma neanche vedere cancellata la sinistra. A questo proposito devo dare atto a Veltroni di sincerità nelle sue dichiarazioni al 'El pais': "Non siamo di sinistra, siamo progressisti", ma forse doveva dirlo prima della valanga di voti che lo hanno eletto segretario del PD.
Certo capisco anche che ci sia un problema di governabilità, ma credo che questo non si risolva ricorrendo a leggi elettorali più o meno furbe o inique come l'attuale, anche qui c'è un problema di democrazia.
Non oso neanche chiedere a Veltroni o Berlusconi se hanno un pensiero forte che interpreti la realtà.
In Italia abbiamo usato diversi tipi di voto, voto convinto, voto disgiunto, voto di scambio, voto utile, ricordo l'appello di Indro Montanelli nel 1976 contro il pericolo comunista: "Turatevi il naso e votate DC".
Andrò a votare e il mio sarà un voto senza aggettivi.

Un viaggiatore
SCIENZA
22 febbraio 2008
IL CROGIOLO - 13 - Mario Pennetta, Il Partito Democratico e la sinistra massimalista
L'Italia è l'unico tra i paesi avanzati ad avere un sistema politico istituzionale maggioritario ma senza due partiti egemoni nei due schieramenti. Ciò determina ancora oggi instabilità  nei governi ed inefficienza nella loro azione. Le cause sono da ricercare nella storia politica istituzionale del paese dal secondo dopoguerra.

La ‘Prima Repubblica’, infatti, fu caratterizzata da una grande anomalia, la presenza di un solo grande partito di massa, la Democrazia Cristiana, abilitato a governare, mentre l'altro grande partito popolare di massa, il Partito Comunista Italiano, ne era escluso perché legato a Mosca e perché, in quanto partito comunista prevedeva nel suo programma politico l'abbattimento del sistema capitalistico. L'Italia dovette subire 50 anni di governi ad egemonia DC, un regime lungo e che come tutti i regimi portò ad  una corruzione profonda nella vita pubblica. L'assenza di un ricambio nel governo del paese determinò una situazione di corruzione diffusa in tutti gli atti che venivano compiuti: operazioni economiche, assegnazioni di gare di appalto, ricerca di un lavoro. Questo degrado ebbe un'accelerazione a partire dagli anni '80 e l'azione della Magistratura con l'inchiesta Mani pulite oggettivamente assunse un ruolo di supplenza politica a causa del mancato ricambio nei governi  del paese.

La ‘Seconda Repubblica’ nacque nel 1992, dopo il crollo del Muro di Berlino, e si pose come obiettivo quello di avviare una riforma elettorale che portasse ad un sistema istituzionale maggioritario. Tale riforma ha portato, però, non alla nascita di due partiti egemoni tra loro alternativi, ma a due poli costituiti da differenti partiti, fragili in quanto impegnati in una continua e defatigante opera di mediazione con i rispettivi partiti alleati.

L’operazione compiuta da Veltroni di costituzione del Partito Democratico e di rottura delle alleanze con i partiti della ‘sinistra massimalista’, si pone appunto l’obiettivo di semplificare il quadro politico. Il Partito Democratico è il tentativo di costituire un partito riformista e di governo in Italia e  nasce dall'incontro di politiche e culture differenti, la cattolico-democratica, la liberalsocialista e la socialdemocratica.

La nascita di un partito riformista egemone, con un programma di governo coerente ed attuabile in Italia rappresenta una condizione necessaria ma ancora non sufficiente per governare. La seconda condizione è rappresentata dalla rottura delle alleanze con quei partiti della sinistra massimalista che per storia e cultura ancora oggi presentano programmi volti ad esasperare le contraddizioni del sistema economico per arrivare ad un suo superamento piuttosto che porsi come fine la modernizzazione del sistema. Vi è, pertanto, un'ambiguità di fondo nei programmi e nelle proposte concrete di politica economica da parte di partiti come Rifondazione Comunista ed il Partito dei Comunisti Italiani.

Entrambi si richiamano nel nome al comunismo e allora chiediamo: fanno riferimento ad un modello di società  storicamente esistita o esistente? Attualmente i paesi dove vige un sistema comunista sono la Corea del Nord e Cuba, vorrebbero i dirigenti di questi partiti proporre per l'Italia un simile modello? Pensiamo di no.

Domandiamo allora: quale organizzazione economica-sociale  vogliono per l'Italia. Accettano l'esistenza di imprese private? Pensano di mantenere l'attuale sistema ad economia mista con la presenza  dello Stato in economia accanto all'impresa privata? Se questo fosse il loro programma si tratterebbe allora di definire concretamente il rapporto tra Stato e Mercato. Ma questi sono i programmi delle socialdemocrazie e sono i problemi che lo stesso PD si trova ad affrontare oggi. In tal caso, se questa fosse la base teorica del loro programma sarebbe opportuno che lo esplicitassero, collocando le singole richieste di politica economica in un quadro di compatibilità di sistema.

Chiedere oggi incrementi salariali e stipendiali è giusto - dopo anni di perdita di potere di acquisto da parte di soggetti a reddito fisso e dei pensionati, ma in un sistema economico dove i prezzi vengono stabiliti prevalentemente dal settore privato, non è indifferente se questi aumenti vengono realizzati attingendo solo a quelle risorse costituite dalla lotta all'evasione fiscale (l'ormai famoso ‘tesoretto’) oppure da un mix comprendente anche la contrattazione aziendale, legando parte degli incrementi alla crescita della produttività  media del sistema economico o della produttività  aziendale. La politica economica di un governo deve favorire lo sviluppo economico ma deve anche evitare che si determini un incremento del tasso di inflazione - vanificando così gli aumenti concessi.

Fare richieste settoriali senza tener conto delle reazioni che si innescano nel sistema, può portare ad un danneggiamento degli interessi delle categorie che si vogliono favorire. Questo successe, infatti, negli anni '70 con l'accordo tra Lama e Agnelli sulla scala mobile ed il punto unico di contingenza. Il recupero del potere di acquisto dei salari attraverso la scala mobile innescò un meccanismo perverso dove ad un aumento dei prezzi seguiva un incremento dei salari a cui seguiva un incremento dei prezzi con una rincorsa senza fine. Il risultato fu un tasso di inflazione il più alto d'Europa, continue svalutazioni della lira, indebolimento complessivo del sistema economico 'Italia' nonché salari reali che solo in percentuale minima recuperavano l'inflazione.

Una parte della sinistra italiana oggi si pone l'obiettivo di darsi una cultura di governo e la costituzione del PD ne è la sua attuazione. La sinistra massimalista resta con una cultura di opposizione che rifiuta di misurarsi con i problemi connessi col governo di un paese occidentale.

Una sinistra che per la prima volta arriva al governo di un paese si trova spesso nella situazione di dover modificare il programma economico presentato in campagna elettorale. Ciò accade in quanto una cultura di governo non è di facile acquisizione per un partito di opposizione.

Fu quanto accadde nel 1981 al primo governo socialista della V Repubblica di Francia che presentò un programma elettorale frutto di una mediazione con il Partito Comunista Francese e che fu puntualmente applicato una volta al governo sotto la presidenza di  Mitterand. Furono nazionalizzate alcune grandi società strategiche nei settori della chimica, dell’energia e della finanza, furono aumentati gli stipendi ed i salari, fu incrementata la spesa pubblica. L'economia mondiale era però in recessione e questo non venne preso in considerazione nel momento della stesura del programma, a seguito del secondo consistente incremento del prezzo del petrolio, mentre la Francia con la sua politica si poneva come l'unico paese con una politica economica espansiva. I risultati ben presto furono: aumento dell'inflazione a seguito dell'incremento dei consumi privati e del prezzo del petrolio, incremento del deficit pubblico a causa dell'incremento della spesa statale, deficit della bilancia commerciale, fuga dei capitali all'estero a seguito della nazionalizzazione di alcune grandi banche. La prima esperienza di governo socialista in Francia dopo il primo anno stava fallendo, Mitterand, col pragmatismo che lo caratterizzava, sciolse il governo Mauroy e chiamò il riformista Fabius  come primo ministro, cambiando radicalmente programma ed emarginando il PCF che allora aveva il 10% del consenso elettorale mentre nelle ultime presidenziali del 2007 ha ottenuto il 2%.

L'ultimo governo di centro-sinistra in Italia  ha confermato l'impossibilità  di costituire maggioranze con partiti aventi culture politiche opposte.

Già nel corso della penultima campagna elettorale, pur avendo sottoscritto un programma unitario di 281 pagine,  i differenti partiti di centro-sinistra si contrastavano su punti significativi. L'ultima settimana di campagna elettorale vide Berlusconi riconquistare molti consensi su temi come le tasse di successione e la tassazione delle rendite finanziarie. I partititi del centro-destra attaccavano e la coalizione del centro-sinistra non rispondeva, bloccata dalle contraddizioni interne. E ancora durante la legislazione sul voto per il rifinanziamento della missione in Afghanistan, quando la sinistra massimalista tese un'imboscata al governo - che si salvò con i voti dell'Udc. Ma tutti e due anni di legislatura sono stati caratterizzati da veti incrociati che hanno portato ad un blocco dell'attività di governo. Ne sono prova i tanti Disegni di Legge che si sono arenati nelle Commissioni parlamentari e che non sono mai giunti in aula per la discussione e l’approvazione.

Questa sinistra massimalista non ha una cultura di governo e coerentemente con la sua storia non vuole darsela, resta una sinistra che con il suo programma generico di richieste è punto di riferimento di una cultura contestataria fine a se stessa, diretta ed incentivata da funzionari di partito e sindacali che nei giochi interni di apparato, per fini di potere personale, lavorano per ritardare e rendere più debole la vita politica di un partito riformista in Italia.

Mario Pennetta
SCIENZA
13 febbraio 2008
IL CROGIOLO - 12 - Padoa-Schioppa, il tesoretto, la scienza della comunicazione
In conversazioni private con alcuni suoi collaboratori (ascoltate, non si sa quanto furtivamente, da alcuni giornalisti) Padoa-Schioppa Ministro dell'Economia del Governo dimissionario, argomentava della inesistenza del ‘tesoretto’ - di quelle risorse cioè  pari a 7-8 miliardi di euro, frutto della lotta all'evasione e di altre misure virtuose di finanza pubblica.

La pubblicazione della notizia ha scatenato le reazioni più diverse. I sindacati, a ragione, vedono minacciata la promessa fatta dal Governo dimissionario di redistribuire a salari e stipendi tali risorse. Il costituito polo delle sinistre insieme al Pdl di Berlusconi attaccano il governo uscente, i primi sostenendo che il tesoretto esiste, i secondi accusandolo di essere totalmente inaffidabile sui conti pubblici presentati e sul risanamento attuato.

Il Pd, che ha impostato la campagna elettorale sulla valorizzazione della politica di risanamento attuata dal governo Prodi e dallo stesso Padoa-Schioppa, che ha permesso di accantonare risorse da iniziare a distribuire a favore dei salari e degli stipendi già a partire da questa finanziaria, è oggettivamente in difficoltà. Infatti, sostiene che solo la prematura caduta del governo Prodi ha impedito il varo di un apposito provvedimento di legge per destinare ai consumi parte considerevole di queste risorse tesaurizzate.

Il nostro Ministro dell’Economia, a cui andrebbe assegnato un Master in comunicazione, (alcune sue perle vanno ricordate: ‘i bamboccioni’, ‘pagare le tasse è bello’) ha compreso di essersi cacciato in un ginepraio. Forse qualcuno alla fine del suo mandato gli ha fatto capire che il ruolo di funzionario pubblico di altissimo livello è differente dal ruolo svolto come Ministro, sovraesposto mediaticamente e le cui confidenze possono essere utilizzate e distorte, soprattutto oggi che siamo in campagna elettorale.

Cosa ancora più grave sono poi i suoi tentennamenti senza fine. In queste ultime ore rilascia interviste nelle quali afferma che per essere certi dell'esistenza o meno del tesoretto occorra attendere la relazione trimestrale di cassa della fine di marzo. E allora, prima di mettere in moto questa bagarre, non sarebbbe stato prudente da parte sua attendere silenzioso la trimestrale di cassa senza avventurarsi in previsioni?

Un risultato comunque lo ha ottenuto; sarà uno dei bersagli preferiti in campagna elettorale sia di Berlusconi che di Bertinotti -con danni irreversibili alla sua tanto curata e malcurata immagine.

Mario Pennetta

CULTURA
9 gennaio 2008
Diario della Sera - 139 - IL SUGGERITORE
il Post
da vedere stasera è Coniglio Acquerello del DottoredeiPazzi
Mostra, meglio di un sondaggio (l’astrologia dei tempi moderni), come sono fatti dentro una buona parte (la parte buona) dei così detti ‘giovani d’oggi’.

Fulmini


il Libro
Ho letto in queste sere un agile libretto scritto da Michele Salvati: "Il Partito Democratico per la rivoluzione liberale" Ed. Nuova Serie Feltrinelli  € 8.
Il PD, partito nuovo ma che eredita una storia dalle forze politiche che vi sono confluite, alla ricerca di una nuova identità culturale e di una linea politica. Il testo di Salvati aiuta in questa ricerca, in quanto approfondisce una posizione politica di sinistra liberale ancora minoritaria all'interno del PD.

Mario Pennetta

letteratura
26 dicembre 2007
racconti di racconti - 75 - Lea, Filippo, Ninetta e il comunismo

[fotografie 367 - Roma, Centocelle, (primarie del Partito Democratico), 14 ottobre 2007]

Lea è ciociara, è di Supino, un piccolo paese adagiato (col volto verso il cielo – come san Pietro crocefisso) sui fianchi dei Monti Lepini. Ed è romana, vive a Roma da quando ha conosciuto e sposato Filippo, un siciliano di Marsala.

Racconta ammirata di Ninetta, madre di Filippo, che riusciva a dividere due polli, nelle occasioni di festa grande, in quattordici parti esattamente uguali, tanti quanti erano i parenti della famiglia allargata.

Lea e Filippo sono stati comunisti fin dalla giovinezza e fino a quando c’è stato il comunismo, e anche un po’ di più, un po’ dopo. Oggi che vanno immaginando e costruendo un mondo migliore, migliore anche del comunismo, ricordano volentieri, Lea parlando e Filippo tacendo, Ninetta che del comunismo sapeva poco eppure comunista è stata fino in fondo, fino alla fine e anche un po’ dopo, nel ricordo.

Fulmini

CULTURA
12 dicembre 2007
pensieri spettinati - 82 - partiti senza testa


[I NOSTRI INVIATI – 47 - Lorenzo Levrini, Inghilterra, Contea di Devon, Valle di Beenleigh, 2007]

I processi costituenti dei nuovi partiti politici in Italia (‘Partito Democratico’ e 'Cosa Bianca', 'Partito del Popolo della Libertà' e ‘Sinistra-l’Arcobaleno’ e chi più ne ha più ne metta) sono processi acefali. Senza testa. Sono dominati da un gruppetto di capintesta eppure sono senza testa, in quanto senza teoria. Sono processi tutta coda. Tutta pratica.

Ma la pratica senza la teoria è come i soldati senza capitano – parola di Leonardo da Vinci.

Scrivevo (giovedì 6 dicembre, nel post “oltre l’illuminismo, oltre il cristianesimo”) che ci troviamo nel bel mezzo di una crisi organica – cioè una fase storica in cui ciò che facciamo è troppo diverso da ciò che pensiamo. Teoria e pratica sono separate in casa. Sono separate dentro ognuno di noi.

Quanto ai partiti, la teoria è addirittura fuori 'come un citofono' – direbbe una figlia di nome Sofia. Infatti i partiti politici italiani non solo non producono al proprio interno la teoria necessaria a guidarli, ma neppure utilizzano nei propri processi ricostituenti la teoria che si produce fuori dei partiti.

Pier Paolo Pasolini diceva trentacinque anni fa che 'il Potere' non era più nei partiti politici, stava “altrove”. Oggi anche 'la Teoria' sta “altrove”.

Fulmini

CULTURA
19 ottobre 2007
Diario della sera - 61 - una Festa Democratica
Tutti abbiamo visto come è nato il Partito Democratico, con le elezioni primarie realizzate da tre milioni e passa di cittadini che credono nella democrazia politica, e la curano. C’ero anch’io, ho votato, ho fotografato. Una buona giornata, una bella festa.


[fotografie 307 - Roma, elezioni primarie nel quartiere di Centocelle, 14 ottobre 2007 11:36:14]

Meno buona e meno bella è ai miei occhi (compreso l’occhio della mente) la Festa del Cinema di Roma, architettata dal politico che ha vinto a man bassa quelle primarie. Una festa piena di giovani, di donne, di uomini, di anziani, di amanti dell’arte di massa per eccellenza del Novecento. Perché non mi piace? Perché è divistica, è oligarchica. Badate bene: il Partito Democratico è il partito più democratico che abbiamo oggi in Italia, più democratico di Rifondazione Comunista, di Forza Italia, di Grillo-sei-tutti-noi. Ma la struttura e il funzionamento del Partito Democratico sono insufficienti per affrontare e risolvere i problemi e le difficoltà dei nostri anni difficili: per dirla con Rosy Bindi è ancora un partito doppiamente oligarchico, nella misura in cui si limita a integrare la oligarchia della Società politica con la oligarchia della Società Civile.

Ma veniamo alla Festa del Cinema di Roma: come dovrebbe essere per essere compiutamente democratica? Ebbene, dovrebbe portare sotto la luce dei riflettori e lo scroscio degli applausi non soltanto i divi, gli attori, i produttori, i registi, i critici, ma anche e parimenti – visto che stiamo parlando di un’arte strutturalmente collegiale – quelli che stanno tutto il tempo, prima e durante - fuori campo, e poi e oltre - nei titoli di coda e nelle riviste specializzate: gli assistenti, i macchinisti, gli elettricisti, i trovarobe, i volontari.

Fulmini

CULTURA
11 ottobre 2007
Diario della sera - 53 - un nuovo paesaggio
Apro questo numero 5/2007 di MicroMega, la floreale rivista bimestrale, scorro l’indice e corro a leggere l’intervento di Maurizio Maggiani al I° Congresso del Partito Democratico.

Maggiani saluta cordialmente la platea e si rivolge ai capintesta del nuovo vecchio partito ricordando che undici anni fa, all’Eliseo, aveva chiesto loro un sola cosa: disegnare e cominciare a colorare ciò che Rosevelt aveva disegnato e colorato per i nordamericani, Mandela per i sudafricani, Thatcher per gli inglesi: “un paesaggio”. “Un paesaggio dove sentirmi abbastanza al sicuro per poter affrontare le incertezze della vita con spirito ottimista, abbastanza ampio per poterci camminare senza annoiarmi troppo e senza perdere la buona abitudine a guardare più avanti del primo angolo. Un paesaggio non finito e rifinito, così da avere la possibilità di coltivarlo anch’io.”

Undici anni. E il paesaggio? Non lo vede Maggiani, ha quasi perso la speranza. Qualcosa c’è, invece, tessere di un nuovo paesaggio che si delinea - a macchia di leopardo, certo, ma chi è senza macchia? Grazie ai ragazzi, soprattutto – guardate questi due, osservate lo spasimo del salto e la simpatia dello sguardo. Loro ci stanno provando.

Fulmini




[Syrah, Meeting della Città di Viterbo, 8 settembre 2007]

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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
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