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CULTURA
7 febbraio 2008
Diario della Sera - 165 - IL SUGGERITORE
il Post
veramente fulminante che propongo stasera è di Serafico
Lèggere per credere.

il Libro
che segnalo oggi è specialistico, e tocca un tema cruciale (specialmente per professori e genitori): ‘Minori e  media in Tv e nel cinema’ di Antonino Piccione, Il Nuovo Diritto (www.ilnuovodiritto.com ) 2008.
Fra l’altro mostra e dimostra come “la mediazione dello schermo televisivo domestico conferisca un’aura di normalità a situazioni spettacolari estreme”. (Non venite a dirmi che non vi avevo avvertito.)

Fulmini

la Critica
Un interessante post critico che fa il punto sulla satira in Italia, con osservazioni ben argomentate. Sul blog di GG

Sogniebisogni
cinema
25 settembre 2007
descrizioni di descrizioni 38 - Caravaggio cineasta


Questo mese dedico la ‘descrizione di descrizione’ che mi tocca a La Morte della Vergine, un olio su tela di cm 369 x 245 dipinto verso il 1604 da Caravaggio per la cappella Cherubini di Santa Maria della Scala a Roma, e conservato al Museo del Louvre di Parigi.

Venises ha più volte mostrato su queste pagine i rapporti organici tra certe musiche e certi spazi - vedi per esempio il post del 24 settembre 2007, nella rubrica BRICIOLE MUSICALI. Io potrei mostrarvi il rapporti organici tra questo quadro e lo spazio della cappella a cui era originariamente destinato: anche Caravaggio, come Biber, era artista materialista. Ma scelgo un altro punto di vista (in un certo senso idealista), scelgo un altro angolo di descrizione possibile: il rapporto tra pittura e cinema. E affermo che se Caravaggio fosse nato nel Novecento sarebbe stato un cineasta (riecco il materialismo), e aggiungo che tre secoli prima della possibilità tecnica del cinema egli ha anticipato il modo cinematografico di vedere la realtà (riecco l’idealismo).

Osserviamo il dipinto. In primo piano, nella fascia inferiore della rappresentazione, Caravaggio descrive la parte prossima della scena dall’alto: il bacile e la Maddalena (con quella mano sfocata per la troppa vicinanza alla camera di ripresa). In secondo piano, nella fascia mediana, descrive il compianto dei testimoni rivolgendo loro lo sguardo orizzontale dell’astante (concludendo il loro cerchio aperto – un’opera aperta). In terzo piano, nella fascia superiore, inquadra dal basso l’immane drappo rosso incombente su tutti e specchiante la tunica rossa della Vergine. Questo dipinto a olio è una sequenza filmica realizzata con una panoramica verticale a scatti.

Fulmini


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permalink | inviato da fulmini il 25/9/2007 alle 5:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
cinema
20 agosto 2007
EYES WIDE OPEN 2 - I perché di un rifiuto - parte 1 La crisi del cinema
Nel mio intervento di un mese fa [vedi post del 20 luglio 2007] stigmatizzavo l’imbarazzato rapporto con l’audiovisivo che mostra la TV italiana, cioè un ambito che dovrebbe fare dell’utilizzo delle immagini montate con audio la propria forza principale. A dire la verità lo stesso imbarazzo si manifesta in diversi ambiti e in diversi luoghi, ma per lo più si sente molto forte in Europa, mentre gli USA e soprattutto l’Asia sembrano gestire il loro rapporto con le immagini in maniera molto più naturale (naturale, ho detto e non spontanea). A questo stato di fatto non è estranea una forte componente ideologica che in Italia viene alla luce in maniera ancora più eclatante che in Francia e in Germania proprio a causa del ripiegamento culturale nel quale il paese è immerso dalla metà degli anni Settanta.

Cerco di essere più concreto, ma sono costretto a un lungo preambolo. Fra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta partono le prime riflessioni teoriche sul cinema. L’audiovisivo, grazie alla televisione, sta muovendo i primi passi, ma ancora nessuno se n’è accorto. La riflessione dei critici raccolti attorno a Bazin e alla rivista Cahiers du Cinéma evidenzia qualcosa che fino ad allora era stato implicito o poco chiaro. Non esiste una netta differenza fra cinema commerciale e cinema artistico. Il cinema commerciale può avere valore autoriale e infatti i giovani della Nouvelle Vague scelgono come loro miti non solo registi volutamente «autoriali» come Orson Welles, ma anche registi che erano considerati disdicevolmente commerciali, come Ford, che faceva western, o Hitchcock, che girava thriller. E fin qui si tratta di un lampo di genio. I giovani come Truffaut, Godard o Rohmer rivendicano la possibilità di ispirarsi al cinema tout-court, pescando da Rossellini come da Hitchcock e ottenendo comunque un prodotto autoriale. L’obiettivo, quello tipico di tutti i movimenti che si vogliono organizzare come avanguardia, è quello di rivelare al pubblico la convenzionalità del dispositivo, usando i mezzi del dispositivo stesso. Ed è qui che cominciano i guai.

L’idea di alcuni registi fra gli anni Sessanta e Settanta è che Hitchcock e Ford siano stati grandi registi «nonostante» dovessero produrre cinema commerciale. Eliminando la commercialità del cinema se ne libererà la vera, pura essenza artistica. Così si cerca di smontare la narratività, si abolisce il dialogo, si usano tecniche di ogni tipo per straniare il rapporto con lo spettatore e in più si favorisce un cinema povero, autonomo, in diretta contestazione con il modo di produzione industriale. L’idea non funzionò perché immediatamente il cinema si impadronì di queste tecniche. Se si guarda il cinema di genere degli anni Settanta, per esempio gli horror di Bava e Fulci, ci si vede dentro tutta l’influenza di queste teorizzazioni, ma messa ancora una volta al servizio della narrazione. Così lentamente l’idea di smontare i meccanismi industriali va in crisi. Ma non tanto in Europa e men che meno in Italia, piuttosto negli USA. Quando escono uno dietro l’altro Lo Squalo (’75), Guerre Stellari (’77), Apocalypse Now (’79) e Shining (’80) è chiaro che il cinema ha in realtà imboccato un’altra direzione. In Italia, per un insieme di fattori, questa direzione non è stata accettata.

L’eredità dei Cahiers è stata anzi pericolosamente miscelata con una versione marxisteggiante di Croce. Bisogna uscire dalle logiche industriali tramite un prodotto autoriale. L’autorialità deve essere evidente e deve servire a guidare il pubblico verso il «bene». In questa maniera si è rifiutata di netto la possibile ambiguità delle immagini che andava anzi corretta da dialoghi apodittici, che non lasciassero dubbi nello spettatore sulla «presa di coscienza dei personaggi». In questa maniera il prodotto autoriale in Italia è diventato a sua volta un genere, mentre l’apparato industriale ha perso colpi sia per motivi esterni (crisi del petrolio, concorrenza estera, miopia negli investimenti) sia per motivi interni (l’idea che quelli che lavorano nel cinema dovessero rifiutarsi di assecondare i meccanismi produttivi). Come risultato fra il 1975 e il 1980 il cinema italiano è sparito e non è mai più ritornato (checché ne dicano sulle pagine Cultura e Spettacolo de 'la Repubblica'). [Continua il mese prossimo - il 20 settembre]

Fabio Benincasa

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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
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