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31 gennaio 2008
L'ULTIMOGIORNODELMESE - 9 - gennaio 2008
Stavolta, ad inizio di questo anno pari, una sequenza di fotografie. Gennaio 2008 sulla faccia della Terra.

Foto da Amsterdam
[AlfaZita, Amsterdam – cerchia dei Canali Ovest, 2 gennaio 2008]

Foto da Istambul
[Fulmini, Istanbul – in pullman da piazza Taksim all’aeroporto, 17 gennaio 2008]

Foto da Varsavia.
[ioJulia (http://iojulia.ilcannocchiale.it/),  Varsavia - Palazzo Wilanow, 6 gennaio 2008]

Foto da Firenze
[Khùtspe, Firenze - sagrato della chiesa di San Lorenzo, gennaio 2008]

Foto da Londra
[Lorenzo Levrini, Londra, ponte di Hungerford sul Tamigi, gennaio 2008]

Foto da Roma
[Luigi Russo, Roma – piazza della Fontana di Trevi, gennaio 2008]

Foto da Roma
[medita partenze (http://no-fog.ilcannocchiale.it/), Roma – Colle Oppio, gennaio 2008]

Foto da Ariccia
[Serafico (http://www.serafico.ilcannocchiale.it/), Ariccia - archi interni della fila centrale del ponte monumentale, mattina del 1 gennaio 2008]

CULTURA
14 gennaio 2008
descrizioni di descrizioni - 41 - Vincent van Gogh

[fotografie 378 - Amsterdam, Museo Vincent van Gogh, 2 gennaio 2008]


Non dipinge le cose del mondo come appaiono, con tutta la pelle che le protegge, ma dopo averle scorticate con gli occhi incantati e incise coi pennelli puntuti, dico gli alberi, le nuvole, i campi, gli uomini: ecco i nervi, i sentieri, le radici, i fasci muscolari, le linfe segrete, i filamenti di lumache e temporali, i rivoli di capelli, di tralci, di vene, di lacrime stupefatte.

Amsterdam, Museo Vincent van Gogh, 2 gennaio 2008

Fulmini

CULTURA
5 gennaio 2008
PROVE DI DISCUSSIONE - 13 - E' più divertente creare o potere?
Secondo me è più divertente creare (martellando la tastiera o disegnando sulla sabbia o componendo un gesto) che esercitare potere (su se stessi o su altri), perché creando ci si libera di ciò che si era, delle incrostazioni conformistiche, delle tradizioni consolatorie, delle ripetizioni ossessive, e si dà forma al disorganico, disperso, insensato groviglio di eventi, esseri, paesaggi che rotea intorno a noi come un nugolo di mosche intorno a un morituro.

Scrivo questo ricordando Vincent van Gogh.


[fotografie 373 - Amsterdam, VAN GOGH MUSEUM, 2 gennaio 2008]

Fulmini

Su potere e conoscere ho scritto ricordando Anna Politkovskaja.


CULTURA
4 gennaio 2008
A QUATTRO MANI - 10 - AlfaZita e Fulmini ad Amsterdam


La casa di Eugénie dentro


Ticche – Toc – Ticche – Toc

Orologio sul tavolino accanto alla finestra-parete sul canale.

Orologio accanto al cuscino del letto accanto alla pistola ad aria compressa.

Orologio sul giradischi accanto al tavolo da scrittura.

Orologio accanto al dentifricio sulla mensola sotto lo specchio sopra il lavandino.

Amsterdam, fine del 2007.

 

Fulmini


La casa di Eugénie fuori
 

Assenza di Ticche, assenza di Toc

Acqua sotto il ponte che grigia trasale e si stringe curva.

Acqua cieca che spinge a fatica ombre caduche dai platani.

Acqua di luce stagna fusa nel piombo che scorre

riverbero del cielo fiammingo e cinghia forte di Amsterdam.

Inizio del 2008

 

AlfaZita 

 

 

 


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CULTURA
3 gennaio 2008
Diario della Sera - IL SUGGERITORE
il Café
calmo e comodo e chiacchierato si puó sorbire anche ad Amsterdam, all'EET FESTINA LENTE, un caffé ristorantino piccolo piccolo in Looiersgracht 40b, nella cerchia dei canali ovest.

"Festina Lente" - leggo con Alexandra mentre il vento di nord-ovest ci pizzica le orecchie, ed entriamo. Giovani che studiano, parlottano, fumano. Con calma vivace, appunto. E dire che proprio ieri ho letto la vita di Augusto secondo Svetonio, il quale Augusto aveva fra i suoi motti... "Festina lente" (affrettati lentamente). Ed anche questo - lo dico per i frettolosi: "E' fatto abbastanza presto ció che é fatto abbastanza bene."
musica
25 novembre 2007
BRICIOLE MUSICALI 28 - Locatelli: Capriccio Prova dell'Intonatione
La sera del 2 novembre ci siamo recati ad ascoltare una serie di sonate per violino di Locatelli. Eravamo accompagnati da V, sedici anni, violinista. Avrebbe suonato il violino un certo Igor (il professore di violino di V), in un luogo unico, la Chiesa Inglese che si trova all’interno del cosiddetto Begijnhof di Amsterdam. Troverete l’incredibile storia di questo cortiletto, che tra l’altro ospita le due case più antiche di Amsterdam e le uniche ancora costruite in legno (vennero proibite dopo gli storici incendi) seguendo i links riportati in fondo.
Ci si entra da una piazza chiassosissima attraverso una porta, porta che –  ci avverte una bionda in una sobria allusione di minigonna il cui slancio verso l’alto è contenuto solamente dalla radicalità della scollatura –  è ormai chiusa a quell’ora: e invece è soc-chiusa, perché c’è un concerto nella Chiesa Inglese, situata al centro del cortiletto che si apre davanti ai nostri occhi. Pensavamo di entrare dentro ed invece siamo ancora in un fuori, però in un fuori chiuso, circondato di case. Filiamo svelte verso l’ingresso della Chiesa, anch’esso socchiuso. Il resto è la cronaca di quella serata, raccontata (in inglese) da V – noi ci siamo limitati a tradurla in italiano, di seguito.
        Venises
- - - - - - - - - - - -

«The majority of you will be familiar with Paganini’s twenty-four capriccios. They’re famous for their technical difficulties and musical beauty. Hence, it was commonly believed at the time that dear Niccolò was possessed by the devil. The gentlemen and ladies of court could not explain the rapidity with which he moved his bow or the distance he stretched his fingers otherwise. They drew the presumably obvious answer: it must be the work of the devil. No human being could possibly be capable of such acts, unless their soul was sold.
In justification of this unjust deduction, it must be said that Ehlers-Danlos Syndrome, which allowed the hyperextension of his fingers, was unknown of at the time. Neither was the nature of his violin. The strings were virtually on the same plane, allowing him to play three, if not all four at once.
Niccolò played an exceptional role in the evolution of violin technique. He is one of its most prominent explores alongside Pietro Locatelli and August Durand. However, I will be greatly surprised if a few or any of you have ever heard a very special violin capriccio by Locatelli, the one called “Capriccio Prova dell’Intonatione”, the fourth and last movement of his Sonata op. 6 n. 12. I do not say this to provoke undesirable feelings in any of you. The reason is simple: it is never played.
Locatelli also wrote twenty-four violin capriccios… over a hundred years before Paganini. Each of Paganini’s capriccios contains two or three techniques that constitute a considerably high level of difficulty, whereas this capriccio contains almost all violin techniques. Perhaps, with the exception of left hand pizzicato. When violinists first flick through this score, they look at the initial three movements. They are tricky, but nevertheless possible. The problem arises when their gaze falls onto the capriccio. I can give a simple demonstration of their reaction to this piece. »  He paused and turned to his stand.
The church was silent. Only the heavy breathing of a few within the audience could be heard. I wasn’t one of them, my breath was caught in my throat and I was soon going to be in need of a reminder to exhale. A dry, coarse sound echoed within the church as he thumbed through some pages on his stand. Holding his violin and bow in one hand, he picked up his partitura clumsily with the other, the weight of the book making his grip unsteady. With a turn of the wrist he revealed a cascade of tiny, black dots crowding the pages. Sitting in third row, at a distance of approximately six meters, I could make out scales of over four octaves upwards, squished into single bars, as thirty-second or forty-sixth notes. The rest was indecipherable because of the absence of the plain pale yellow page colour. I blinked and swallowed. The lady behind me puffed out a gallon of air.
“Yes.” The corners of his mouth curled up into a smile and he set the music back down. “Locatelli was Italian, but he had a strong tie with Amsterdam. Aside being an incredible violin virtuoso, he also became a good merchant. He settled in Amsterdam in 1729 and sold imported strings for all instruments. He is still here. Following his death in 1764 he was buried in this Old English Church.”
He indicated the floor with his bow, making a swishing noise as the air passed between the horsehair and wood. I noticed a couple of heads in the first row incline downwards. “I will now attempt to play this for you.”
He adjusted the cloth that acted as a chinrest and placed his violin on his shoulder. The harpsichordist played an A and he tuned his violin. The cello followed suit. Both string players nodded, their instruments were ready. He took in a deep breath and lifted the head of the violin. The first note sounded as the head of his violin descended, filling up the small church with the rich, clear vibrations of the string. The adagio and two allegro movements were beautiful, slow and melodious. The basso continuo provided by the harpsichord and cello was soothingly played, permitting the violin to fulfill the full role of soloist. He mirrored the melody with the sway of his body, indicating the phrasing to his accompanists.
As the musicians lifted their bows off the strings or hands of the keyboard accordingly, the third movements came to an end. The church was hushed once more, the audience waiting expectantly. The cellist and harpsichordist sat back in their respective chairs.
The violinist lifted his bow and the capriccio began. Double-stops and chords followed. Succeeded by the impossible scales I’d discerned before. His hand shifted at lightning speed, reaching the bridge of the violin only to work its way back down. Carefully measuring her bow the cellist played a quiet, but deep, low note and then quietude filled the air. The hush was abruptly broken by applause and my view obscured by a standing-ovation. I stood, impressed and mesmerized, to join the applause as the musicians bowed.
My eyes fell to the ground. I’d been to concerts before, but I’d found this performance stunning. As I looked around the room at the others power-clapping their hands to a dull, red soreness, it appeared that they were of a similar opinion. But looking at the floor where the violinist’s bow had pointed earlier, I wondered: would the audience downstairs be impressed?
           V.

* * * * *

«La maggior parte di voi conoscerà i 24 capricci di Paganini. Sono famosi per la loro difficoltà tecnica e bellezza musicale. Si credeva comunemente ai suoi tempi che il caro Niccolò fosse posseduto dal diavolo. I signori e le signore della corte non potevano spiegarsi altrimenti la rapidità con la quale spostava l’archetto o la distanza che le sue dita riuscivano a coprire. Concludevano nell’unico modo presumibilmente ovvio, che doveva essere opera del diavolo. Nessun essere umano avrebbe potuto essere capace di tali atti, a meno di non aver venduto l’anima. A parziale giustificazione di questa fallace deduzione, va detto che la sindrome di Ehlers-Danlos, che gli permetteva l'iperestensione delle dita, era sconosciuta all’epoca. Così come sconosciuta era la natura del suo violino. Le cui stringhe erano virtualmente sullo stesso piano, permettendogli così di suonare tre corde, se non tutt’e quattro contemporaneamente. Niccolò ha avuto un ruolo eccezionale nello sviluppo della tecnica del violino. È certamente stato uno degli esploratori più prominenti accanto a Pietro Locatelli e a August Durand. Tuttavia, sarei davvero sorpreso d’apprendere che c’è fra voi qualcuno che ha ascoltato un capriccio di Locatelli molto speciale, quello denominato “Capriccio Prova dell'Intonatione”, quarto e ultimo movimento della sua Sonata op. 6 n. 12. Non lo dico per suscitare malessere in alcuno di voi. Il motivo è semplice: non viene mai eseguito.
Anche Locatelli ha composto 24 capricci per violino... oltre cent’anni prima di Paganini. Ciascun capriccio fra quelli di Paganini contiene due o tre delle tecniche d’esecuzione del violino, cosa che li rende considerevolmente difficili, ma questo capriccio contiene quasi tutte le tecniche del violino! Forse con l'eccezione del pizzicato della mano sinistra. Quando un violinista sfoglia questo spartito, analizza dapprima i tre movimenti iniziali. Sono complessi, purtuttavia non impossibili. Il problema arriva quando il suo sguardo cade sull’ultimo, il capriccio. Vi posso dare un’illustrazione semplice della loro reazione a questo pezzo».  
Fece una pausa e si girò verso il leggìo. La chiesa era muta. S’udiva soltanto il respiro un po’ affannoso di taluni nel pubblico. Non ero una di loro, il mio respiro rimase nella gola e presto avrei avuto bisogno di trovarne un pizzico da esalare. Un suono asciutto e ruvido echeggiò nella chiesa mentre sfogliava alcune pagine. Tenendo il violino e l’archetto in una mano, prese con fare impacciato la partitura con l'altra, il peso del libro rendeva instabile la presa. Con un gesto del polso rivelò una cascata di piccoli, neri puntini che affollavano le pagine. Seduta in terza fila, ad una distanza di circa sei metri, potei individuare scale che si estendevano, salendo, per più di quattro ottave, compresse nello spazio di una singola barra, fatte di biscrome e semibiscrome. Il resto era indecifrabile. Battei le palpebre e deglutii. La signora dietro di me sbuffò fuori un litro d’aria.
«Sì». Gli angoli della sua bocca si erano arricciati verso l’alto in un impercettibile ghigno mentre sistemava nuovamente la musica sul leggìo. «Locatelli era italiano, ma ha avuto un forte legame con Amsterdam. Oltre ad essere un grandissimo virtuoso del violino, fu pure un buon commerciante. Si stabilì ad Amsterdam nel 1729 ed impiantò un commercio di stringhe importate per tutti gli strumenti. È ancora qui. Alla sua morte nel 1764, venne sepolto in questa vecchia chiesa inglese». Indicò il pavimento con l’archetto, che emise un rumore filante al passaggio dell'aria fra le stringhe ed il legno. Notai un paio di teste in prima fila inclinarsi in giù. «Stasera lo eseguirò per voi».
S’aggiustò i vestiti che ne costringevano i movimenti e portò il violino contro la spalla. Il clavicembalo intonò una A e lui accordò il violino. Poi toccò al violoncello. Entrambi i legni annuirono col capo, gli strumenti pronti. Fece un respiro profondo ed alzò la testa del violino. La prima nota si separò dal violino mentre la testa di questo scendeva, riempiendo la piccola chiesa di vibrazioni ricche e pure. L’adagio e i due movimenti in ‘Allegro’ erano belli, pacati e melodiosi. Il basso continuo fornito da clavicembalo e violoncello era appagante, consentendo al violino d’adempiere al proprio ruolo di solista. L'ondeggiamento del suo corpo riecheggiava la melodia e indicava il fraseggio agli altri musicisti.
Come i tre staccarono gli archi dalle corde o alzarono le mani dalla tastiera, il terzo movimento terminò. La chiesa si quietò di nuovo, il pubblico attendeva con grande aspettativa. Il violoncello ed il clavicembalo si sedettero all’indietro nelle loro sedie. Il violinista alzò l’archetto ed il capriccio iniziò dalle scale impossibili che avevo intravisto prima. La sua mano si spostava fulmineamente, raggiungeva il ponticello del violino solo per ridiscendere di nuovo. Controllando con attenzione il proprio archetto il violoncello infine emise una nota lunga e profonda, ed allora la serenità riempì l’aria della sala. La calma venne bruscamente rotta da un applauso ed il mio punto di vista fu oscurato dalle persone di fronte a me. Mi alzai anch’io, impressionata ed ipnotizzata, per unirmi all'applauso mentre i musicisti ringraziavano.
I miei occhi si girarono verso il basso. Avevo seguito molti concerti prima d’allora, ma mai avevo assistito ad uno spettacolo così sbalorditivo. Osservandomi intorno mi sembrò che anche gli altri, che applaudivano fino ad averne le mani rosse, fossero della mia stessa opinione. Ma guardando il pavimento nella direzione indicata in precedenza dall'archetto del violinista mi  chiesi: era stato parimenti impressionato il pubblico di sotto?
           V.

State ascoltando Pietro Antonio Locatelli (1695-1764), ultimo movimento dalla Sonata per violino e  basso continuo in D minore, op. 6 n. 12 (Adagio  -  Allegro  -  Andante  -  Allegro: Capriccio “Prova dell’Intonatione”)

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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
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