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10 marzo 2008
LO STATO DEL MERIDIONE - 3 - Filippo Piccione, I numeri di Mafia+’Ndrangheta+Camorra
Il Contro-Stato del Meridione, Mafia+’Ndrangheta+Camorra, è forte di 18.200 uomini armati disposti a tutto.

Mafia: 5.500 affiliati. Ha struttura piramidale: famiglie, mandamenti, “cupola” o commissione. Le famiglie, suddivise in gruppi di dieci, dette decine, sono comandate da un capo decima e sono formate in media da cinquanta affiliati. Il mandamento è costituito da tre famiglie, i cui capi si riuniscono in una commissione provinciale. Un affiliato ogni 903  abitanti.

‘Ndrangheta: 6.000 affiliati, suddivisi in  clan: 73  a Reggio Calabria, 21 a Catanzaro, 17 a Cosenza, 7 a Vibo Valenzia, 13 a Crotone. Un affiliato ogni 345 abitanti.

Camorra: 6.700 affiliati - 75 clan operano soltanto a Napoli. Un camorrista ogni 840 abitanti.

Questo esercito degli uomini del disonore, diversamente organizzato sul territorio, muove un giro d’affari annuo di 93 miliardi di euro, così distribuito: 30 miliardi Mafia, 35 ‘Ndrangheta,  28 Camorra. L’ultimo Rapporto di Sos Impresa “Le mani della criminalità sulle imprese” ci dice che la Mafia+’Ndrangheta+Camorra S.p.a si conferma la prima azienda italiana con un fatturato pari al 6% del Prodotto interno lordo.

I tipi di attività proprie di queste grandi organizzazioni criminali sono:

Estorsioni (10 miliardi di euro).
E’ il tipico reato dell’attività predatoria criminale organizzata. Esso è finalizzato a sostenere le famiglie, i clan, le ‘ndrine, lo stipendio ai “carusi”, l’assistenza ai carcerati, il pagamento degli avvocati. Il “pizzo” garantisce la quotidianità della struttura malavitosa, accresce il suo dominio e il prestigio dei clan, controlla e misura il tasso di omertà di una zona, di un quartiere, di una comunità. In questo senso la mafia si fa Stato. I 160.000 commercianti colpiti dal racket, subiscono costi per un ammontare di 6 miliardi di euro.
Le forme estorsive classiche sono:
-    il pagamento concordato: si paga una tantum all’ingresso e si pattuiscono rate mensili o settimanali, rapportate al giro d’affari dell’impresa, piccola, media o grande, grandi o piccoli alberghi, negozi di lusso o  botteghe di modeste dimensioni, cantieri, studi professionali. Nel settore dell’edilizia viene pagato una quota a  vano costruito; negli appalti pubblici il “pizzo” varia a seconda dell’importo complessivo dell’aggiudicazione (in media 2-3%);
-    contributo “all’organizzazione” : periodicamente si presentano due o tre persone chiedendo ai titolari dell’azienda o del negozio contributi per le varie ricorrenze o a sostegno di iniziative sportive o l’acquisto di alcuni beni.
-    dazioni in natura: bar o ristoranti tenuti a organizzare gratuitamente cerimonie (battesimi, nozze o compleanni) per i familiari dei mafiosi.
   
Usura (30 miliardi di euro).
Si tratta di un fenomeno sociale diffuso. Alla fine del 2006 l’indebitamento delle famiglie ha raggiunto, secondo Bankitalia, i 350,2 miliardi di euro.  Oggi questa somma è gestita da Mafia+’Ndrangheta+Camorra per il 36% e tende a  crescere vistosamente. Nell’ultima relazione DIA si legge che “l’usura è esercitata da singoli soggetti professionali e della criminalità organizzata, costituendo lo strumento di penetrazione nel tessuto economico e l’opportunità per giungere a controllare piccole e medie imprese”. Si stima che il numero dei commercianti coinvolti in rapporti usurari è di circa 150.000 di cui un terzo s’indebita con la Mafia+’Ndrangheta+Camorra. Gli interessi sul capitale raggiungono e oltrepassano il 10% al mese.

La presenza massiccia della Mafia+’Ndrangheta+Camorra non si limita al solo aspetto predatorio. Essa tocca e si estende su ogni relazione economica e commerciale e su tutto il territorio nazionale. Se il racket è la quotidianità che garantisce la sopravvivenza dell’organizzazione, l’attività d’impresa rappresenta l’investimento per il futuro. I criminali organizzati si avvalgono di prestanomi o società di comodo per inserirsi in attività produttive ed imprenditoriali altamente remunerative.I settori più appetibili e strategici su cui agisce la Mafia+’Ndrangheta+Camorra sono: l’edilizia, lo smaltimento e la gestione  dei rifiuti, l’autotrasporto, le risorse idriche.

Per quanto riguarda i comparti agricolo, ittico e delle carni, la cosiddetta agromafia, cioè i segmenti meno industrializzati, le organizzazioni mafiose sono in grado di condizionare tutta la filiera che va dalla produzione all’arrivo delle merci nei porti, dai mercati all’ingrosso alla grande distribuzione, dal confezionamento alla commercializzazione. In quasi tutti i passaggi, la Mafia+’Ndrangheta+Camorra agisce alterando la libera concorrenza, la formazione dei prezzi, la qualità dei prodotti, il mercato del lavoro.

Passiamo in rassegna altri introiti provenienti dalle attività di Mafia+’Ndrangheta+Camorra.

Furti e rapine (7 miliardi), truffe (4,6 miliardi), contraffazione, cybercrime - pirateria informatica, audiovisiva, musicale - e contrabbando (9,6 miliardi), abusivismo (13 miliardi), agromafia (7,5 miliardi), controllo degli appalti e delle forniture (6,5 miliardi), giochi e scommesse (2,5 miliardi).

Cresce il condizionamento esercitato delle organizzazioni criminali Mafia+’Ndrangheta+Camorra nel tessuto economico del Paese. I settori di maggiore interesse sono: commercio e turismo; industria del divertimento, ristorazione veloce, super mercati; autosaloni, moda e attività sportive, i comparti dell’intermediazione e delle forniture di beni e servizi.

La cosiddetta area della collusione partecipata che investe la grande impresa italiana, impegnata nei grandi lavori e nelle opere pubbliche, si estende e si ramifica a macchia d’olio. La grande impresa preferisce venire a patti con la Mafia+’Ndrangheta+Camorra piuttosto che denunciarne i ricatti. L’allarme di Confindustria, culminato con l’espulsione dei soci collusi con la Mafia specialmente in Sicilia, non ha nessun tipo di conseguenze nei confronti di queste grandi imprese. Si tratta di società quotate in borsa, con sedi a Milano e a Torino e i cui amministratori delegati non hanno rapporti diretti con i criminali organizzati e, oltre tutto, sono in grado di avere relazioni personali e istituzionali che possono garantire loro la più ampia sicurezza.

Filippo Piccione

 
ECONOMIA
10 febbraio 2008
LO STATO DEL MERIDIONE - 2 - Filippo Piccione, Due o tre cose sull'economia dello Stato del Meridione
‘Ndrangheta

Le inchieste recenti della Magistratura e dell’Antimafia hanno appurato  che nei cantieri aperti lungo i 229 chilometri di questa tragicomica autostrada che è la 'Salerno - Reggio Calabria' le famiglie della ‘Ndrangheta si spartiscono i relativi fondi. Il sistema è collaudato: una tangente del 3% sull’importo complessivo dei lavori e l’affidamento di sub-appalti e/o forniture di cemento e bitume a ditte ed imprese corrotte. L’impresa che vince l’appalto, per ogni lotto dei lavori o paga il “pizzo” o viene estromessa, o peggio.

A disciplinare la materia degli appalti pubblici esiste, oltre ad una legislazione nazionale, una normativa europea che stabilisce i criteri per consentire di partecipare alla gara anche alle imprese di altri paesi. Si tratta di un corpo di disposizioni che non dovrebbe favorire alcun tipo di infiltrazioni o alterazione delle regole della  libera concorrenza e del rispetto del diritto. Si è accertato invece che le dodici famiglie della ‘Ndrangheta che hanno il controllo dei vari tratti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, sono in grado  di decidere persino i tempi dell’esecuzione delle opere, le eventuali varianti (come quella voluta e realizzata dalla cosca dei Piromalli, del raccordo autostradale per Gioia Tauro), ed invischiare nei loro progetti imprese di rilievo nazionale ed internazionale.

Gli introiti derivanti da queste operazioni ammontano a centinaia di  milioni di euro, e sono utilizzati soprattutto per il traffico di droga e di armi. Con le cosiddette indagini “Arca” e “Tamburo”, che hanno portato all’arresto e alla condanna di alcuni  imprenditori ed esponenti di spicco della criminalità organizzata, sono stati confiscati oltre 50 milioni di euro in beni e in immobili, e sono in corso sequestri di aziende per un valore di oltre 5 milioni.

Mafia

L’iniziativa di Confindustria in Sicilia, volta a respingere le imprese che fanno parte dell’Associazione se sono o sono state colluse con La Mafia, potrebbe e dovrebbe valere anche per la Calabria, dove grandi imprese del Nord hanno raggiunto su importanti appalti accordi con le cosche. Il pacchetto - sicurezza in discussione in Parlamento conteneva la disciplina del comportamento virtuoso per le imprese che vengono in contatto con le famiglie della ‘Ndrangheta. La caduta del governo Prodi ne ha bloccato l’iter.

Camorra

Anche sul fronte dei  rifiuti in Campania e a Napoli, prima esplodesse l’emergenza di queste settimane, lo Stato si era dotato di una legislazione adeguata con il Codice dell’Ambiente, consentendo alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine di poter combattere l’organizzazione del traffico illecito dei rifiuti. Nel lessico politico e sociale il termine “ecomafia” indica il traffico illegale di rifiuti speciali urbani e tossici provenienti dal Nord Italia, con epicentro in Campania. L’estensione delle aree interessate, il numero dei soggetti coinvolti, le complicità politiche ed amministrative e la specializzazione organizzativa della Camorra (sono una decina i clan che fanno capo ai Casalesi, Nuvoletta, Galasso) hanno assunto negli anni un’enorme rilevanza e una crescente pericolosità. Nell’ultimo rapporto di Legambiente il volume dei rifiuti speciali che ogni anno spariscono nel nulla produce un giro d’affari di 7 miliardi di euro.

Per fronteggiare tale emergenza il paradigma di riferimento è costituito dai classici tre fattori: una legislazione aggiornata, forze dell’ordine attrezzate, una magistratura specializzata. A questi occorre aggiungere la collaborazione del mondo delle imprese e delle forze sindacali. Ma l’azione di contrasto della gestione criminale del  ciclo dei rifiuti deve fare i conti ( come ha detto chiaro e tondo Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia) “con imprese legali, rispettabili uomini d’affari, funzionari pubblici, operatori del settore dei rifiuti, mediatori, faccendieri, tecnici di laboratori di analisi e imprenditori nel campo dei trasporti. Gente che, inserita nel mercato legale, si trova o è costretta ad imboccare la via dell’illegalità, della simulazione, della corruzione, dell’evasione sistematica di ogni regola.”

*

La guerra (economica e militare) tra lo Stato Nazionale e lo Stato del Meridione è in corso. L’asprezza dello scontro è testimoniata dalla nomina di un ex-capo della Polizia di Stato (Gianni De Gennaro) a Commissario Straordinario per i rifiuti in Campania, dal recente arresto di Vincenzo Licciardi superlatitante  della Camorra e dei capi della Mafia italo-americana appartenenti alle famiglie storiche Lo Piccolo e Gambino.

Filippo Piccione

CULTURA
10 gennaio 2008
LO STATO DEL MERIDIONE - 1 - Filippo Piccione, Poche parole promettenti
[Nasce oggi una nuova rubrica mensile dal titolo LO STATO DEL MERIDIONE, di Filippo Piccione, meridionale di nascita, italiano d’adozione, europeo per vocazione - un grande amico di lunga durata. Questo blog-rivista è radicato nell’amicizia, e inclina alla sperimentazione.]

Fulmini]


*

Poche parole promettenti

Il compito che mi è stato affidato da Fulmini consiste nello stilare una serie di resoconti documentali della condizione meridionale. ‘Lo Stato del Meridione’ vuol dire da questo punto di vista (resoconti documentali)  ‘Lo Stato delle cose del Meridione’. Già, come sta effettivamente (effettualmente – direbbe Machiavelli) il Meridione?

Il titolo della rubrica allude esplicitamente anche allo ‘Stato” del “Meridione’ come contrapposto allo ‘Stato Italiano’. Illegittimamente contrapposto.

Lo “Stato”, infatti, è per definizione “persona giuridica sovrana costituita dalla organizzazione politica di un gruppo sociale stanziato stabilmente su un territorio”, e lo “Stato nazionale” è “detentore del monopolio della forza fisica legittima” (ha detto Max Weber) nel territorio nazionale. Ma questo monopolio statale nazionale della forza fisica legittima è messo militarmente, socialmente, economicamente, politicamente, culturalmente in discussione da quella specie di ‘Contro-Stato’ rappresentato dalle grandi organizzazioni criminali quali la Mafia, la ’Ndrangheta, la Camorra nelle regioni meridionali della Sicilia, della Calabria, della Campania.

Enzo Biagi giornalista così descrive gli uomini della Mafia: “Hanno il vero potere e lo dimostrano. Colpiscono quando e come vogliono. Nel loro territorio, la Sicilia, che intendono proteggere dall’intromissione di un’altra forza, assai più debole, ma li disturba. Lo Stato”.

Michele Ainis costituzionalista (nel suo recente libro Stato Matto) così descrive lo Stato Italiano: “Da noi lo Stato è piuttosto sinonimo di stasi, è l’immagine d’un corpaccione mai cresciuto, che non ce la fa a reggersi in piedi. E la stasi richiama a sua volta la metastasi.”

Piero Scoppola storico infine così descrive lo stato d’animo degli italiani: “Disincanto morale, sfiducia nella legalità, nello Stato e in una classe politica in continua espansione numerica, ma in molti casi in regressione qualitativa.”

Ebbene, noi cercheremo di fare pure e semplici analisi effettuali della condizione meridionale, dello Stato del Meridione in rapporto allo Stato Italiano (ed alla Unione Europea). Risponderemo, dati alla mano, a domande come queste:

Cosa comporta la forma istituzionale specifica delle forze (locali, regionali, nazionali) in gioco? La Sicilia, per esempio, ha uno Statuto Speciale.

Quali sono le dimensioni economiche
delle grandi organizzazioni criminali meridionali e dello Stato nazionale italiano? Pensiamo alla Finanziaria dello Stato nazionale in rapporto alle Finanziarie della Mafia, della ‘Ndrangheta, della Camorra.

Quali sono i fenomeni di dissenso (all’interno dello Stato del Meridione) nei confronti dello Stato nazionale, e quali i fenomeni di straordinario consenso? Stiamo pensando ai Ragazzi di Locri.

Quali sono i rapporti di forza militare tra lo Stato nazionale e le grandi organizzazioni criminali meridionali? Pensiamo al possesso statale ‘a macchia di leopardo’ del territorio meridionale.

Cosa comporta nello Stato del Meridione la presenza e l’attività di “una classe politica in continua espansione numerica, ma in molti casi in regressione qualitativa”?

Il compito è arduo, ne siamo consapevoli. Confidiamo nel vostro contributo fatto di commenti, testimonianze, dialoghi.

Filippo Piccione

CULTURA
24 novembre 2007
pensieri spettinati - 80 - Locri e Siderno
[Ieri ho visitato ammazzatecitutti, il sito dei 'ragazzi di Locri', e mi sono ricordato di essere un 'ragazzo di Siderno', il paese che a Locri sta accanto, sulla costa ionica della Calabria. Me ne sono andato via, a metà degli anni sessanta, per studiare all'Università, e per non morire ammazzato. Per tacitarla, ogni tanto, la coscienza della mia disperata fuga, faccio qualcosa a pellicole, o a parole. L'11 febbraio 2006, nella rubrica Fulmini e Saette che tengo  su ALIAS, supplemento del 'manifesto', ho pubblicato poche righe. Le ripubblico qui, ma non finisce qui.]

Il peggio della ‘ndrangheta

Questi ragazzi di Locri che dopo l’ennesimo omicidio di ‘ndrangheta hanno cominciato a manifestare pubblicamente il loro disagio, la loro indignazione, la loro volontà di cambiare lo stato criminale delle cose, hanno evidentemente dei padri. Cosa pensano della iniziativa politica e civile dei loro figli questi padri?

Naturalmente sono tutti diversi tra di loro, nondimeno possono essere compresi in tre tipi sociologici: uomini che hanno contrastato la ‘ndrangheta, uomini che l’hanno tollerata, uomini di ‘ndrangheta. Già questo fa riflettere, ma considerate questa scenetta di vita locrese dei nostri giorni, come riferita da un testimone oculare e auricolare.

Ci troviamo in Calabria dunque, in un bar di questo paese di antica memoria. Sono le quattro di un pomeriggio del dicembre 2005. Ci sono alcuni di questi padri al suo interno, prendono il caffé e scambiano qualche parola. Il discorso gira sui fatti di Locri, l’omicidio misterioso del politico eminente, l’iniziativa clamorosa dei giovani figli. Ecco la conclusione: padre A: “…figghioli…” - padre B: “…iocanu…" Traduco in italiano: “…ragazzi…” - “…giocano…”

Il peggio della ‘ndrangheta non sta negli omicidi fisicamente compiuti dei pochi, sta nella rassegnazione, nella circospezione, nel cinismo moralmente indotti nei molti. “Così è, così è stato, così sarà. Coloro che immaginano un futuro diverso, si entusiasmano e lo gridano, sono ingenui, sono ragazzi, e come i ragazzi giocano. Ma cresceranno, e diventeranno come noi.”

Fulmini

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blog-rivista

Questo blog-rivista è una relazione telematica fondata sull’amicizia, un sentimento vivo e reciproco, una benevola disposizione intellettuale e morale.

Questo è un intreccio di lettura e scrittura, un luogo aperto di incontro, conversazione, partecipazione elaborativa, composto dalle rubriche minuscole di 'Fulmini' [autore] e dalle rubriche MAIUSCOLE di 'Saette' [co-autori]:

Dialoghi e Monologhi. IL LEGAME di Venises - che significa Venezie (in francese e in italiano: 22. 'Lezioni di Etica' ovvero LA TESI DI LAUREA DI EINSTEIN, 11 marzo 2008)

Foto e Grafie. I NOSTRI INVIATI di AlfaZita, Leonardo Ancillotto, Lorenzo Levrini, Valerio Magistro, Mara Misuraca, Khùtspe - che in lingua yiddish vuol dire 'faccia tosta', Luigi Russo, Syrah - che è il nome di un vino fruttato bilanciato e secco con note di visciola, ioJulia (64. AlfaZita - Ferrara, 12 marzo 2008, 17 marzo 2008)

PROVE DI DISCUSSIONE (15. Un viaggiatore, 'Il punto di vista di Un viaggiatore' ovvero IL SOGNO DI UNA COSA, 5 marzo 2008)

Poesia e Pittura. LO SPACCO di Umit Inatci (16. 'Auto Critica' ovvero PROFESSORE, SI TOLGA GLI OCCHIALI-BICICLO! IO STESSO RACCONTERO' DEL TEMPO, E DI ME, 14 febbraio 2008)

Racconti e Resoconti. AGATHOTOPIA - 'un buon posto per vivere' in greco antico - di Un viaggiatore (11. 'L'occasione di Ciccio' ovvero L'UOMO DI VETRO, 7 marzo 2008)

Minima moralia. A QUATTRO MANI di Fulmini e Tuoni, @lbelù, AlfaZita e Fulmini [12. AlfaZita e Fulmini, 'Kavafis per noi' ovvero E' FINITA, 4 marzo 2008]

Condivisioni di bloggers: l'evento più importante del mese nell'universo mondo. L'ULTIMOGIORNODELMESE (10. Febbraio 2008. AlfaZita, CIPRO; Claudio Ricci, COLORI; ioJulia, VARSAVIA; Khùtspe, GENOVA, 29 febbraio 2008)

Economia e Politica. IL CROGIOLO di Mario Pennetta (13. 'Il Partito Democratico e la sinistra massimalista' ovvero RIFORMISTI SUL SERIO E COMUNISTI A PAROLE - 22 febbraio 2008)

Audio e Visivo. EYES WIDE OPEN di Fabio Benincasa (8. 'Totò Riina contro Gregory House' ovvero RACCONTARE STORIE E MOSTRARE LA REALTA' SONO DUE COSE DIVERSE, 20 febbraio 2008)

Musica e Spazio. BRICIOLE MUSICALI di Venises, Ponchielli: Danza delle Ore
, 16 marzo 2008.

E' questa la musica che stai, state ascoltando.


Suono e Suoni. IL FONOGRAFO DI EDISON di Lorenzo Levrini (in inglese e in italiano - 3. 'Tecnologia e Musica' ovvero LA MUSICA DIGITALE HA UNIFORMATO IL NOSTRO TEMPO, 29 dicembre 2007)

Scienza e Religione. ZONE DI SOVRAPPOSIZIONE di Petilino (6. 'Dove si domanda se la religione necessita della divinità?' ovvero LA RELIGIONE E' UNA COSA, LA CHIESA UN'ALTRA, 16 marzo 2008)

Conti e Racconti. PROFILI di Mario DG (7. 'Uomini e lupi' ovvero LEI NON SA CHI SIAMO NOI, 19 marzo 2008)

Architetture e architetti. EDIFICI CONTEMPORANEI di Guido Aragona (5. 'Intervista al 'Sacro Volto' di Mario Botta' ovvero NON SETTE MA SETTANTA VOLTE SETTE, 29 febbraio 2008)

Poesie in lingua padre. LA LINGUA RUBATA di AlfaZita (7. 'più su' ovvero SPOSTAMENTI PROGRESSIVI DELLO SGUARDO
, 28 febbraio 2008)

Politica e società. SOCIOGRAFIE di Pietro Pacelli (6. 'Il rivoluzionario di professione' ovvero L'INCUBO DI UNA COSA, 3 marzo 2008)

Cose dell'altro mondo. PURE SCULTURE di Mimmo Pesce (6. 'Torso di Frankenstein', 1981, ANCHE IL MOSTRO HA UNA SUA BELLEZZA, 17 febbraio 2008)

Voci di ragazzi. TEMI MARIANI, ovvero temi in classe degli allievi di Maria Ruggiero (classe II B della Scuola Media Statale 'Caffaro' di Genova-Certosa) 5. Giulia, Una lettera aperta, 17 marzo 2008.

Invito all'Arte. PUNTI DI FUGA di Stefania Mola (4. 'Dall'Oriente con Passione' ovvero  LA PASSIONE E' NEGLI OCCHI DI CHI LA VEDE, 1 marzo 2008)

Davanti alla Legge. DIRITTO E ROVESCIO di 'Giuseppe' (3. 'Pensieri passeggeri sui fondamenti del diritto penale' ovvero E' DIFFICILE COMPIERE IL MALE SE SI HA COSCIENZA DI CIO' CHE SI STA FACENDO, 8 febbraio 2008)

Stato e Contro-Stato. LO STATO DEL MERIDIONE di Filippo Piccione (3. 'I numeri di Mafia + ’Ndrangheta + Camorra' ovvero 18.200 UOMINI DISPOSTI A TUTTO, 10 marzo 2008)

Musica sì ma leggera. LA COLONNA SONORA di Mario DG (2. 'Da Woody Guthrie a Bob Dylan' ovvero IL PRIMO DYLAN NON SI SCORDA MAI, 15 febbraio 2008)

A difesa del prossimo. APOLOGETICA di Giuseppe Nenna (2. 'Knowledge sharing' ovvero ISTRUITEVI, PERCHE' AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA, 18 febbraio 2008)

La nuova economia. ECONOMIA DI SOLIDARIETA' di Luis Razeto M. (1. 'Il prezzo giusto' ovvero OLTRE L'ECONOMICISMO (E IL RAZIONALISMO), OLTRE L'ETICISMO (E IL VOLONTARISMO), 21 gennaio 2008)

Sequenze fotografiche. THE LONDON EYE di Lorenzo Levrini (1. 'Cominciamo dall'ovvio' ovvero AVETE GLI OCCHI E VEDETE, AVETE LE ORECCHIE E SENTITE - 25 gennaio 2008)



 
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